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Due buchi neri si sono scontrati cambiando spazio e tempo

L'universo continua a cambiare e due buchi neri si sono scontrati, generando uno strappo nello spazio e nel tempo

Due giganteschi buchi neri si sono scontrati lacerando lo spazio e il tempo e creando delle onde gravitazionali che sono state avvertite anche sul nostro Pianeta. A registrarle i detector del LIGO (Laser Interferometer Gravitational-Wave Observatory), che da sempre monitorano ciò che accade nell’universo. Lo studio è stato pubblicato sulla rivista Physical Review Letters e, secondo gli scienziati, è molto importante.

“Dalla scoperta possiamo imparare molto sul modo in cui le stelle esplodono – ha spiegato Harald Pfeiffer, studioso dell’Istituto Canadese di Astrofisica Teorica, a capo della ricerca -. Questa è una conferma ulteriore del grande numero di buchi neri che si trovano nell’universo”.

Le prime onde gravitazionali sono state registrate nel 2016, quando i detector di LIGO hanno consentito di osservare i buchi neri e di scoprire qualcosa di più sulla loro formazione. L’ultima collisione registrata è avvenuta fra dei buchi neri che avevano una massa fra le 31 e le 19 volte maggiore di quella del sole. Il buco nero che ne è nato ha una massa 49 volte più grande, mentre il resto dell’energia, più forte di tutta la luce irradiata dalle stelle e dalla galassia intera, è stata trasformata in onde gravitazionali.

Gli studi per ora sono solamente all’inizio, ma hanno già consentito di scoprire molte cose importanti sull’universo. “Abbiamo una conferma ulteriore dell’esistenza di buchi neri supermassivi che sono più grandi di 20 masse solari, oggetti che non sapevamo esistere prima che LIGO li intercettasse” ha spiegato David Shoemaker, studioso del LIGO Scientific Collaboration.

“LIGO si sta affermando come un osservatorio potente nel rivelare il lato oscuro dell’universo” ha svelato David Reitze, direttore esecutivo del LIGO. Da sempre i buchi neri rappresentano un vero mistero per gli studiosi, che sanno ancora molto poco su queste formazioni. Il tema era stato indagato a lungo da Stephen Hawking, fra i primi a ipotizzare la formazione di onde gravitazionali generate dalla materia che veniva inghiottita dal buco nero.

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