Fonte: 123RF

Gli scienziati scoprono che il punto G maschile non si trova dove tutti pensavano

Credevamo di sapere tutto sul punto G maschile. Ma uno studio lo smentisce: la verità è diversa. Scopri dove si trova davvero.

Pubblicato:

Alessia Malorgio

Alessia Malorgio

Content Specialist

Ha conseguito un Master in Marketing Management e Google Digital Training su Marketing digitale. Si occupa della creazione di contenuti in ottica SEO e dello sviluppo di strategie marketing attraverso canali digitali.

Per anni abbiamo creduto di sapere esattamente dove si trovasse il punto G maschile, indicato come una zona precisa del corpo associata al piacere assoluto dell’uomo. Ma una nuova ricerca scientifica sembra rimettere tutto in discussione, suggerendo che la realtà sia ben rispetto a quanto si pensava. Si tratta di una scoperta che potrebbe cambiare il modo in cui viene studiata e compresa la sessualità maschile. Tutto molto interessante. Ma, alla fine, dove si trova il punto G maschile?

Il punto G maschile non è la prostata: il mito da rivedere

Andiamo con ordine e partiamo dal principio. Per decenni, libri di medicina e divulgazione hanno indicato la prostata come il punto G maschile, ovvero la zona capace di generare maggiore piacere sessuale nell’uomo.

Questa ghiandola interna, grande circa come una noce, è stata al centro di teorie e consigli sulla sessualità maschile fin dagli anni 2000. Tuttavia, secondo una nuova ricerca pubblicata lo scorso settembre da alcuni studiosi dell’Università di Santiago de Compostela, questa convinzione potrebbe essere stata un errore diffuso.

Nella ricerca in questione, comparsa sulla rivista scientifica Andrology e intitolata “The sensory penis: A comprehensive immunohistological and ontogenetic exploration of human penile innervation”, gli scienziati sottolineano che la prostata, pur essendo sensibile, non rappresenta il principale “centro del piacere” come si è a lungo pensato. Il problema? Per anni è mancata una mappatura dettagliata delle terminazioni nervose coinvolte nella risposta erotica maschile, lasciando spazio a interpretazioni incomplete o semplificate.

La scoperta: un’area poco considerata ma ricchissima di nervi

La nuova ricerca, condotta da un team spagnolo, ha individuato una zona finora quasi ignorata: il cosiddetto “frenular delta” o, in italiano “delta frenulare”. Si tratta di una piccola area triangolare situata nella parte inferiore del pene, nel punto in cui il frenulo si collega al glande.

Analizzando i tessuti con tecniche avanzate, gli studiosi hanno scoperto che questa regione contiene una concentrazione eccezionale di terminazioni nervose e recettori sensoriali. In alcune aree sono stati individuati fino a 17 recettori ravvicinati, creando una vera e propria “zona hotspot” del piacere. Un’evidenza, questa, che ribalta l’idea tradizionale che indicava il glande o la prostata come le aree principali, mostrando invece che il massimo della sensibilità potrebbe trovarsi proprio in questa piccola ma strategica porzione.

Una nuova mappa del piacere maschile: il vero punto G nell’uomo

Il risultato più importante dello studio non è solo l’identificazione di una nuova area sensibile, ma la creazione della mappa più dettagliata mai realizzata delle terminazioni nervose del pene.

Grazie all’analisi di tessuti provenienti sia da adulti sia da fasi di sviluppo fetale, i ricercatori hanno potuto osservare come si organizzano i recettori del piacere nel corpo maschile.

Si tratta di una scoperta che apre nuove prospettive nella medicina sessuale e nell’urologia, evidenziando quanto alcuni aspetti del corpo umano siano stati sottovalutati per anni. Non a caso, gli stessi autori parlano di “zone cieche” nella ricerca scientifica, cioè aree evidenti ma sorprendentemente poco studiate.
In poche parole, il cosiddetto punto G maschile potrebbe non essere un mistero nascosto nel corpo, ma una realtà sempre stata sotto gli occhi di tutti, in attesa di essere finalmente compresa.

più popolari su facebook nelle ultime 24 ore

vedi tutti