Italert, SMS di allerta protezione civile: cosa fare se lo ricevi

Qual è la verità sul test It-Alert svoltosi venerdì scorso a Torino? C'è stata davvero una fuga di radiazioni nucleari da una centrale francese?

23 Gennaio 2024
Alessia Malorgio

Alessia Malorgio

Content Specialist

Ha conseguito un Master in Marketing Management e Google Digital Training su Marketing digitale. Si occupa della creazione di contenuti in ottica SEO e dello sviluppo di strategie marketing attraverso canali digitali.

Alle 12:00 del 20 gennaio scorso, la città metropolitana di Torino è stata coinvolta nei test di IT-Alert per i rischi specifici, con particolare attenzione a un possibile incidente nucleare. Nonostante l’assenza di un’emergenza reale, la Protezione Civile ha preparato una guida dettagliata per affrontare eventuali situazioni legate a una nube radioattiva. Tuttavia, la diffusione di notizie inesatte sui social e sui giornali ha seminato confusione tra la popolazione, con numerosi cittadini che hanno ricevuto un messaggio di allerta riguardante una presunta fuga di radiazioni nucleari dalla Francia. Ma quanto c’è di vero in tutto questo? E quanto invece faceva parte del test?

Test di IT-Alert a Torino: preparazione alla gestione di incidenti nucleari

Andiamo con ordine e partiamo dal principio. Il 20 gennaio 2024, nell’intera area della città metropolitana di Torino, è stato avviato un test di IT-Alert, il sistema di allarme della Protezione Civile, stavolta focalizzato sul rischio di un incidente nucleare. Nonostante l’assenza di un pericolo reale, la Protezione Civile ha provveduto a predisporre una guida dettagliata per affrontare eventuali scenari legati a una nube radioattiva.

Diffusione di notizie inesatte: il panico da sms durante il test IT-Alert

Durante il test di IT-Alert, la città metropolitana di Torino è stata investita da una serie di messaggi che annunciavano: “Ore 12: fuga di radiazioni nucleari dalla Francia”. È importante sottolineare che al momento non è stata registrata alcuna reale fuga di radiazioni, ma si tratta di una simulazione inclusa nella nuova campagna lanciata dalla Protezione Civile per testare l’efficacia del sistema di allarme.

Con i suoi oltre 844mila abitanti, Torino è la città italiana più grande vicina ai confini di Francia e Svizzera. Il messaggio ricevuto dagli abitanti alle 12:00 di sabato scorso si riferisce al rischio di un incidente nucleare al di fuori dell’Italia, poiché nel nostro Paese le centrali nucleari sono state chiuse nel 1990. Tuttavia, in Svizzera e in Francia sono ancora attive e, sebbene il rischio incidenti sia basso, la Protezione Civile ha deciso di attrezzarsi.

I prossimi test di IT-Alert: Incidenti industriali e collasso delle dighe

La Protezione Civile ha annunciato che ulteriori test di IT-Alert verranno condotti in diverse regioni nei prossimi giorni. Questi test copriranno altre due tipologie di rischi: incidenti rilevanti in stabilimenti industriali e collasso delle grandi dighe. È importante notare che tali test saranno eseguiti solo nelle aree prossime a tali strutture, garantendo una maggiore preparazione e sicurezza nelle zone potenzialmente a rischio.

Dopo una serie di test regionali nel 2023, il programma IT-Alert entra quindi in una fase più avanzata, concentrando le notifiche in zone specifiche e per allerte più mirate. Questa evoluzione si collega direttamente a scenari di disastri naturali specifici. In Piemonte, ad esempio, è improbabile assistere a nuovi test sul pericolo maremoti, a meno che non emergano situazioni ambientali particolari.

Cosa fare in caso di incidente nucleare vero?

Il portale della Protezione Civile fornisce una guida dettagliata sulle procedure da seguire in caso di incidente nucleare. Le istruzioni si suddividono in base alla distanza dell’incidente dai confini nazionali, con particolare attenzione ai due scenari: incidente nucleare entro 200 km e incidente nucleare oltre i 200 km dai confini nazionali. Nel secondo caso, le misure per i cittadini comuni riguardano principalmente la verifica delle forniture di cibo e la protezione di campi e allevamenti.

Nel caso di un incidente nucleare entro 200 km dai confini nazionali, il principale rischio riguarda la nube radioattiva. La Protezione Civile raccomanda di seguire le istruzioni fornite dalle autorità e suggerisce una serie di misure da adottare immediatamente. La principale precauzione è quella di rimanere al chiuso durante il passaggio della nube, che potrebbe durare circa 48 ore.

Cosa fare quando arriva la nube radioattiva:

  • Evitare qualsiasi sosta all’esterno.
  • Portare al riparo le persone più vicine fisicamente.
  • Non andare a prendere i bambini, se sono a scuola.
  • Portare al riparo gli animali domestici.
  • Se si deve uscire, non lasciare parti del corpo scoperto e indossare una mascherina.

Cosa fare per cibo e vestiti:

  • Non consumare alimenti esposti all’aria aperta, come quelli di un orto domestico.
  • Chiudere porte e finestre.
  • Spegnere tutti gli impianti con prese d’aria esterne.
  • Chiudere i camini.
  • Spostarsi, se possibile, in un locale seminterrato.
  • Usare il telefono solo in caso di necessità.
  • Se si esce, cambiare i vestiti e lasciarli in un sacchetto di plastica in una stanza separata.
  • Se si esce, fare subito una doccia.

Nei giorni successivi al passaggio della nube radioattiva, la Protezione Civile consiglia di seguire attentamente le indicazioni delle autorità. Queste indicazioni includono istruzioni per il consumo di acqua potabile dalla rete idrica, per il latte e, soprattutto, per la iodoprofilassi. In situazioni più gravi, potrebbe essere deciso di distribuire compresse di ioduro di potassio alla popolazione come misura di precauzione. È fondamentale attenersi scrupolosamente a tali indicazioni per garantire la sicurezza e la salute della comunità.

Quanto è probabile un incidente nucleare?

È importante sottolineare che, nonostante i test di allerta e la crescente consapevolezza sulla gestione degli incidenti nucleari, è altamente improbabile che si verifichi un incidente nelle centrali nucleari moderne. Le centrali attuali sono progettate e costruite con standard di sicurezza estremamente elevati, implementando tecnologie avanzate e protocolli di gestione dei rischi. La riduzione del rischio è stata ottenuta attraverso anni di esperienza, ricerca e sviluppo, culminando in impianti nucleari che incorporano sistemi di sicurezza passivi, controlli automatici sofisticati e procedure di emergenza ben strutturate.

Le moderne centrali nucleari sono soggette a rigorosi controlli e ispezioni regolari da parte delle autorità di sicurezza nucleare, sia a livello nazionale che internazionale. Gli standard di progettazione e operativi sono continuamente aggiornati per tenere conto degli ultimi sviluppi tecnologici e delle migliori pratiche di sicurezza. Inoltre, il personale delle centrali riceve formazione costante e deve aderire a protocolli rigorosi per garantire una gestione sicura e affidabile delle attività.

Per questo motivo, la progettazione avanzata delle centrali nucleari moderne, unita alla vigilanza costante e alle misure preventive adottate, contribuisce significativamente a mitigare i rischi di incidenti. Il rischio che si verifichino incidenti come quello di Chernobyl sembra abbastanza scongiurato dati gli altissimi livelli di sicurezza garantiti dagli impianti attuali.

Come funziona IT-alert

Gli utenti che si trovano nell’area interessata dalla prova di IT-alert riceveranno un messaggio di testo, accompagnato da un suono ben riconoscibile e differente dalle classiche suonerie, che indicherà chi lo manda (IT-alert). Il messaggio IT-alert arriverà a tutti coloro che si trovano nella zona interessata dall’emergenza o dall’evento calamitoso e abbiano un cellulare acceso e connesso alla rete di telefonia mobile. In particolare le emergenze segnalate dal sistema IT-alert sono:

  • maremoto generato da un sisma
  • collasso di una grande diga
  • attività vulcanica, relativamente ai vulcani Vesuvio, Campi Flegrei, Vulcano e Stromboli
  • incidenti nucleari o situazione di emergenza radiologica
  • incidenti rilevanti in stabilimenti soggetti al decreto legislativo 26 giugno 2015, n. 105 (Direttiva Seveso)
  • precipitazioni intense

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