La scoperta del ghiaccio su quel pianeta: astronomi sconcertati

Un anello di ghiaccio che circonda un pianeta nano ai margini del sistema solare sta facendo interrogare gli scienziati: non dovrebbe essere lì

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Giuseppe Guarino

Giuseppe Guarino

Giornalista

Ph(D) in Diritto Comparato e processi di integrazione e attivo nel campo della ricerca, in particolare sulla Storia contemporanea di America Latina e Spagna. Collabora con numerose testate ed è presidente dell'Associazione Culturale "La Biblioteca del Sannio".

Il pianeta nano di Quaoar è un oggetto transnettuniano scoperto nel 2022 ai margini del nostro sistema solare.  Si tratta di un planetoide relativamente freddo, formato da un miscuglio di roccia e ghiaccio (acqua e metano congelati)… Ed è proprio lì che venuto fuori qualcosa che non dovrebbe esserci. Curiosi di scoprire cosa?

Andiamo con ordine e partiamo con il dire che le temperature sulla superficie di Quaoar sono state stimate a -220°C, decisamente fredde anche per gli standard di questi giorni d’inverno. Le dimensioni del corpo celeste sono di poco inferiori a quelle di Plutone (che già a sua volta rientra tra i pianeti nani), ma la caratteristica che ha fatto sussultare gli osservatori è un’altra: attorno a Quaoar è comparso un anello di ghiaccio. La struttura ad anello dista dal pianeta più di tre volte rispetto a quanto normalmente si trovano questo tipo di oggetti, ben al di fuori del massimo teorico in cui un anello viene ritenuto in grado di sopravvivere.

Rilevato utilizzando il telescopio HiPERCAM, si tratta di un anello scuro e sottile, difficile da osservare. Ma, ancora, secondo le dichiarazioni del professor Bruno Morgado, dell’Università Federale di Rio de Janeiro: “Abbiamo osservato un anello che non dovrebbe esserci“. È quindi difficilissimo capire come abbia fatto a comparire proprio lì.

La presenza dell’anello si sta rivelando davvero sorprendente, anche per la sua composizione: ghiaccio d’acqua e vari detriti. Un modo per osservarlo in maniera efficace, in realtà, ci sarebbe: basterebbe inviare degli scienziati su Quaoar. Peccato che sia ovviamente impossibile, data la distanza di oltre 6.5 miliardi di chilometri che lo separa dalla Terra.

Inoltre, rimane sconosciuto anche il modo in cui l’anello sia riuscito a formarsi esattamente al di fuori della distanza abituale. I ricercatori ipotizzano che le temperature estremamente basse che si registrano così lontano dal Sole possano aver influito. Resta da capire bene come.

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