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L’aspirapolvere che rischia di farti entrare i ladri in casa

Attenzione alle informazioni che si forniscono ai robot aspirapolvere che abbiamo in casa; il rischio è quello di avere visite molto spiacevoli.

11 Gennaio 2022
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Quante ‘orecchie’ ci ascoltano in casa? Per rispondere a questa domanda, nel nostro calcolo dobbiamo tenere in considerazione anche i vari dispositivi elettronici connessi. Dallo smartphone al tablet passando per i vari assistenti vocali domestici e… l’aspirapolvere. Il robot che, in maniera estremamente comoda, ci pulisce le superfici nelle stanze potrebbe in realtà essere un vero e proprio rischio per la nostra privacy.

A riportare per primo la notizia, poi ripresa da diversi media italiani, è ‘Chron’ che individua alcuni modelli dotati di fotocamera. Proprio questa tecnologia super avanzata, che promette un controllo maggiore sulle opzioni di pulizia, rischia di rendere vulnerabile la nostra abitazione. A discapito dei costi, che come si può immaginare sono piuttosto elevati, questi strumenti possono infatti fornire dati sensibili anche a chi non vorremmo. Con il pericolo, dunque, di trovarsi la propria abitazione visitata da persone spiacevoli.

Il sistema di fotocamere integrato nel robot, infatti, permette di intercettare in tempo reale tutti gli eventuali oggetti che si muovono sui pavimenti. Il dispositivo riesce a scattare foto mentre è operativo in modo da personalizzare le pulizie. Inoltre, grazie ai sensori, localizza i mobili nella sala mappando ogni stanza. Tuttavia, per abilitare queste funzioni è necessario dare il consenso alla condivisione di informazioni riservate.

Che fare? Rinunciare alle tecnologie più sofisticate a tutela della sicurezza della propria casa o fornire anche dati sensibili? Gli esperti mettono in guardia sottolineando come la presenza di telecamere aumenti il rischio di violazione della privacy. Questo occhio sarebbe addirittura maggiore rispetto al solo ‘orecchio’ dei dispositivi di assistenza vocale perché riesce a captare ulteriori informazioni.

Se la decisione finale è quella di attivare la camera, le immagini scattate verranno crittografate e inviate all’azienda produttrice che se ne servirà per rendere più precisi i propri sistemi e addestrare meglio i vari robot. Ma se il sistema informativo venisse violato, i dati cadrebbero in mani sconosciute. Ne vale davvero la pena?

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