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Luci nel cielo prima dei terremoti? Non sono Ufo. Ecco cosa si cela dietro quei giganteschi flash

Alcuni testimoni raccontano bagliori nel cielo prima dei terremoti: non è fantascienza

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Alessia Malorgio

Alessia Malorgio

Content Specialist

Ha conseguito un Master in Marketing Management e Google Digital Training su Marketing digitale. Si occupa della creazione di contenuti in ottica SEO e dello sviluppo di strategie marketing attraverso canali digitali.

Luci improvvise nel cielo, bagliori azzurri, lampi bianchi o sfere luminose comparse poco prima di un terremoto. Per molto tempo racconti di questo tipo sono stati liquidati come suggestioni, coincidenze o, nei casi più fantasiosi, come presunti avvistamenti Ufo. Eppure il fenomeno esiste nella letteratura scientifica e ha anche un nome: luci sismiche, o earthquake lights.

Non significa che ogni flash osservato prima di una scossa sia automaticamente collegato a un terremoto: il cielo può illuminarsi per temporali, cortocircuiti, esplosioni di trasformatori, linee elettriche danneggiate o altri fenomeni atmosferici. Ma alcuni casi documentati hanno spinto i ricercatori a indagare un meccanismo più profondo, legato direttamente allo stress delle rocce.

Cosa sono le luci sismiche

Le luci sismiche sono emissioni luminose osservate in alcuni casi prima, durante o subito dopo un terremoto. Possono apparire come lampi, bagliori diffusi, colonne luminose o sfere che sembrano muoversi vicino all’orizzonte. Sono fenomeni rari, difficili da prevedere e ancora non del tutto compresi.

Alcuni studi scientifici sul tema spiegano che la chiave potrebbe trovarsi nelle scariche elettriche generate all’interno della crosta terrestre. Quando le rocce sono sottoposte a forti pressioni, come accade nelle zone di faglia prima di una scossa, possono liberare cariche elettriche. Queste cariche, risalendo verso la superficie, potrebbero ionizzare l’aria e produrre bagliori visibili.

In parole semplici, alcune rocce sotto stress si comporterebbero come una sorta di materiale capace di generare impulsi elettrici. Se le condizioni geologiche sono favorevoli, l’energia può propagarsi fino alla superficie e manifestarsi come luce.

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Perché non sono Ufo

L’associazione con gli Ufo nasce dal fatto che questi bagliori possono comparire in modo improvviso e in momenti di forte paura collettiva. Dopo un terremoto, la memoria dei testimoni tende a fissare dettagli strani e inquietanti: il rumore, il movimento del suolo, le luci, il cielo che cambia colore. Ma la spiegazione più plausibile non ha nulla a che fare con navicelle o presenze extraterrestri. Gli esperti collegano il fenomeno alla geofisica, allo stress tettonico e alle proprietà elettriche delle rocce. Non è magia, e non è nemmeno una prova certa che un terremoto stia per avvenire. È un indizio possibile, osservato in alcune circostanze, ma non abbastanza regolare da diventare uno strumento di previsione.

Si possono usare per prevedere i terremoti?

Questa è la domanda più importante. Al momento, la risposta è no. Le luci sismiche sono troppo rare, troppo variabili e troppo difficili da distinguere da altre sorgenti luminose. Un bagliore nel  cielo non può essere interpretato automaticamente come segnale di una scossa imminente.
La ricerca, però, resta interessante, perché capire come le rocce rilasciano cariche elettriche durante la deformazione potrebbe aiutare a conoscere meglio ciò che accade nella crosta terrestre prima di un terremoto. Non per prevedere con certezza giorno e ora di una scossa, ma per ricostruire i processi fisici che la precedono.

Se si vedono flash nel cielo durante una fase sismica, la priorità resta sempre la sicurezza: allontanarsi da edifici pericolanti, seguire le indicazioni della Protezione Civile e non affidarsi a interpretazioni improvvisate.

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