Un manoscritto medievale custodito da secoli nella cattedrale di York potrebbe raccontare molto più di quanto appare sulle sue pagine. Gli antichi Vangeli di York sono infatti finiti al centro di una ricerca scientifica che ha riportato alla luce le tracce di un virus e una storia lunga addirittura 3.500 anni. Un mistero che non è stato scritto con l’inchiostro, ma che è nascosto nella materia stessa del libro.
- Il segreto nascosto nelle pergamene dei Vangeli di York
- Un viaggio indietro nel tempo lungo 3.500 anni
- Quel virus medievale esiste ancora oggi
Il segreto nascosto nelle pergamene dei Vangeli di York
Andiamo con ordine e partiamo dal principio. Gli York Gospels sono un manoscritto contenente i quattro Vangeli, realizzato tra la fine del X e l’inizio dell’XI secolo e oggi conservato nella cattedrale di York, in Inghilterra. Per diversi secoli studiosi e religiosi ne hanno osservato parole, miniature e struttura. Questa volta, però, gli scienziati non si sono concentrati sul testo.
LEGGI ANCHE: La profezia della sensitiva Baba Vanga per il 2027, l’umanità sarà sull’orlo di un cambiamento terrificante
A interessarli è stata la pergamena. Questo materiale, utilizzato per produrre molti libri medievali, era infatti ottenuto dalla pelle animale opportunamente lavorata. E proprio la sua origine biologica è quello che riesce trasformare una pagina antica in una sorta di archivio invisibile.
La pelle conserva infatti frammenti del DNA dell’animale da cui proveniva e, in alcuni casi, persino materiale genetico riconducibile ai microrganismi e ai virus con cui quell’animale era entrato in contatto. Analizzando alcune pergamene medievali, compresi i Vangeli di York, i ricercatori hanno individuato tracce genetiche dello sheeppox virus, il virus responsabile del vaiolo ovino.
Un viaggio indietro nel tempo lungo 3.500 anni
È qui che il mistero diventa ancora più affascinante. Lo studio internazionale guidato dall’University College Dublin e pubblicato su Science Advances ha utilizzato questi frammenti per ricostruire circa 3.500 anni di storia evolutiva del virus.
Gli studiosi hanno messo a confronto il DNA virale individuato nelle pergamene con quello recuperato da reperti molto più antichi. Il campione più remoto non proviene infatti dai Vangeli di York, ma da denti di pecora dell’Età del Bronzo rinvenuti in Asia centrale, risalenti a circa 3.500 anni fa.
Quelle pagine medioevali si sono trasformate così in uno degli anelli di una catena temporale lunghissima. Oggetti creati per tramandare testi religiosi che hanno conservato, inconsapevolmente, anche una diversa forma di memoria: quella biologica degli animali utilizzati per produrli.
Quel virus medievale esiste ancora oggi
Il protagonista di questa storia non appartiene soltanto al passato. Lo sheeppox virus esiste ancora oggi e provoca il vaiolo ovino, una malattia altamente contagiosa che colpisce soprattutto pecore e altri piccoli ruminanti ma non infetta l’uomo.
LEGGI ANCHE: La profezia di Nostradamus, il mondo finirà nel 2027 con Papa Leone XIV come ultimo pontefice? Cosa accadrà
La scoperta, ad ogni modo, ci mostra che una pergamena non custodisce soltanto ciò che qualcuno decise di scriverci mille anni fa: può trattenere minuscole tracce di vite, malattie e ambienti scomparsi. Ed è forse questo il dettaglio più suggestivo dell’intera vicenda.