Dal Mar di Galilea riemerge la "barca di Gesù": un ritrovamento che smentisce il miracolo biblico della camminata sull'acqua?

La cosiddetta ‘barca di Gesù’ torna a far discutere: un reperto di 2000 anni che potrebbe cambiare il modo in cui leggiamo i Vangeli

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Alessia Malorgio

Alessia Malorgio

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Un’antica imbarcazione scoperta nel Mar di Galilea sta riaccendendo il dibattito su uno dei racconti più noti dei Vangeli: quello di Gesù che cammina sulle acque. La cosiddetta “barca di Gesù”, una struttura in legno di cedro datata al I secolo d.C., potrebbe essere simile a quelle usate dai discepoli citate nei testi biblici.

Gli archeologi che l’hanno studiata non affermano che si tratti della barca su cui viaggiava Gesù, ma il ritrovamento offre un collegamento tangibile con il contesto storico del miracolo narrato in Matteo, Marco e Giovanni. La scoperta, avvenuta nel 1986 durante una grave siccità che abbassò drasticamente il livello delle acque, continua ad attirare l’interesse di studiosi, fedeli e curiosi.

La scoperta casuale dei fratelli Lufan

La barca è stata rinvenuta nei pressi di Magdala, grazie ai fratelli Moshe e Yuval Lufan, appassionati di archeologia e membri del Kibbutz Ginosar. Mentre stavano esplorando il fondale prosciugato, hanno notato dei chiodi arrugginiti nel fango: da lì è iniziato uno scavo che ha portato alla luce un relitto perfettamente conservato, rimasto sepolto per quasi 2mila anni.

Gli esami al carbonio-14 hanno confermato che l’imbarcazione risale al periodo storico di Gesù di Nazaret. La sua struttura, lunga circa otto metri e larga più di due, era adatta a trasportare una dozzina di persone, proprio come le barche citate nei Vangeli.

I legami con la Bibbia

Il riferimento al miracolo deriva dai Vangeli di Matteo (14:22-33), Marco (6:45-52) e Giovanni (6:16-21), che narrano di come Gesù, dopo aver sfamato cinquemila persone, ordinò ai discepoli di attraversare il Mar di Galilea.

Una tempesta improvvisa li colse di sorpresa e, mentre la barca lottava contro le onde, Gesù apparve camminando sull’acqua. Pietro tentò di raggiungerlo, ma iniziò ad affondare finché Gesù non lo afferrò, placando le onde.

Alcuni studiosi, tra cui l’esperto di archeologia biblica Danny Herman, sostengono che la barca ritrovata potrebbe essere identica a quella usata dai discepoli e che la zona del ritrovamento, nei pressi di Gennesaret, corrisponde alla stessa citata nei Vangeli.

Dettagli che intrigano gli archeologi

Durante gli scavi, vicino al relitto sono stati rinvenuti una lampada a olio e una pentola per cucinare, elementi che fanno pensare a viaggi notturni sul lago, esattamente come quelli descritti nelle Scritture.

La barca, costruita con legno locale economico e più volte riparata, suggerisce che appartenesse a pescatori di umili origini. Questo dettaglio si allinea con il profilo dei discepoli di Gesù, molti dei quali erano pescatori della zona. Gli esperti, però, frenano l’entusiasmo: nel I secolo oltre 600 imbarcazioni simili solcavano il lago, quindi non ci sono prove certe che Gesù sia mai salito proprio su questa.

Il salvataggio e la conservazione del relitto

Il recupero del relitto è stata una corsa contro il tempo. Una volta esposta all’aria, la struttura a iniziato a sgretolarsi. Per salvarla, gli archeologi l’hanno avvolta in fibra di vetro e schiuma isolante e l’hanno trasportata in un centro di conservazione.

Il processo di restauro è durato 16 anni, durante i quali il legno è stato trattato con una soluzione chimica trasparente per stabilizzarne la struttura. Dal 2000, la barca è esposta al Museo Yigal Allon di Ginosar, ed è diventata una meta di pellegrinaggio per migliaia di fedeli e appassionati di storia biblica.

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