Perché dovresti seppellire nel tuo giardino delle mutande sotto terra per 2 mesi? Il motivo è più utile di quanto credi

Un insolito esperimento di citizen science promosso dai ricercatori elvetici per analizzare l'attività biologica e la qualità dei terreni agricoli

3 min di lettura

Alessia Malorgio

Alessia Malorgio

Content Specialist

Ha conseguito un Master in Marketing Management e Google Digital Training su Marketing digitale. Si occupa della creazione di contenuti in ottica SEO e dello sviluppo di strategie marketing attraverso canali digitali.

Nel 2021 l’istituto di ricerca scientifica Agroscope, in collaborazione con l’Università di Zurigo, in Svizzera ha dato vita a un’iniziativa tanto stravagante quanto scientificamente solida: il progetto si chiama “Proof by Underpants” che letteralmente significa la prova dello slip. L’obiettivo primario del test era quello di valutare lo stato di salute dei terreni su vasta scala geografica.

Per farlo, i ricercatori hanno arruolato oltre un migliaio di volontari tra agricoltori e giardinieri svizzeri, distribuendo loro circa 2.000 mutande di cotone bianco ecologico. I partecipanti hanno dovuto sotterrare gli slip nei rispettivi appezzamenti di terra, lasciandoli nel sottosuolo per due mesi prima di dissotterrarli ed esaminarne il grado di usura.

Come la fibra di cotone misura la biodiversità

Il meccanismo alla base di questo test si fonda sulla biodegradazione della cellulosa, la sostanza principale di cui è composto il cotone 100% naturale. La cellulosa costituisce una fonte di nutrimento primaria per l’ecosistema sotterraneo:

  • Microorganismi attivi: una vasta popolazione di batteri e funghi produce enzimi specifici in grado di decomporre la fibra vegetale.
  • Invertebrati del suolo: la presenza di lombrichi e insetti accelera il processo sminuzzando il tessuto e rendendolo ancora più attaccabile dai microbi.
  • Grado di decomposizione: più lo slip appare logorato, bucato o ridotto ai soli elastici sintetyici, maggiore è la biodiversità del terreno.

Al contrario, se dopo 60 giorni il capo d’abbigliamento riemerge quasi intatto, il segnale è chiaro: il suolo è biologicamente sterile, privo di vita organica sufficiente a causa di siccità, compattazione del terreno o uso intensivo di pesticidi e fertilizzanti chimici.

LEGGI ANCHE: — Comprata per pochi centesimi, ora è un tesoro da quasi 47.000 euro: questa carta Pokémon “Santo Graal” fa impazzire i collezionisti

I risultati del progetto di citizen science

L’analisi dei campioni recuperati ha fornito ai ricercatori un quadro dettagliato sulla qualità dei suoli in Svizzera. È emerso che i terreni gestiti con agricoltura biologica e quelli dei giardini privati privi di trattamenti chimici mostravano una velocità di decomposizione nettamente superiore rispetto ai campi sottoposti a coltivazione intensiva.

I lombrichi e i funghi micorrizici si sono confermati i principali attori della decomposizione della materia organica. L’iniziativa ha dimostrato come la citizen science possa trasformare un concetto complesso di ecologia in un’esperienza visiva immediata e accessibile a tutti.

LEGGI ANCHE: — Non è solo petrolio: sotto i ghiacci della Groenlandia si nasconde un tesoro da trilioni che fa gola a Trump

Un indicatore visivo per l’agricoltura sostenibile

Oltre al valore scientifico della mappatura, il test delle mutande ha svolto un ruolo fondamentale nella sensibilizzazione ambientale. Comprendere che sotto i nostri piedi vive un ecosistema vivo e vulnerabile è il primo passo per promuovere la rigenerazione del suolo.

I dati raccolti offrono un contributo concreto per orientare le future pratiche agricole, incentivando la riduzione delle lavorazioni invasive del terreno e favorendo la gestione sostenibile delle risorse naturali per contrastare l’erosione e la perdita di fertilità.

più popolari su facebook nelle ultime 24 ore

vedi tutti