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Perchè gli uomini non dovrebbero fare la pipì in piedi? La scienza rivela il motivo

Non è solo questione di comodità: la scienza rivela perché gli uomini dovrebbero evitare di fare la pipì in piedi.

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Alessia Malorgio

Alessia Malorgio

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Ha conseguito un Master in Marketing Management e Google Digital Training su Marketing digitale. Si occupa della creazione di contenuti in ottica SEO e dello sviluppo di strategie marketing attraverso canali digitali.

È uno dei gesti più semplici, una delle abitudini più automatiche della quotidianità di ogni uomo, ragazzo o bambino sulla Terra, eppure la scienza ci invita a guardarla con occhi diversi. Fare pipì in piedi è davvero la scelta più pratica, igienica e comoda? Sembra una domanda di quelle stupide ma, in realtà, se ci riflettiamo a fondo il tema diventa meno banale di quanto sembri. Dietro un gesto rapidissimo si nascondono infatti aspetti che riguardano igiene, comfort e, in alcuni casi, anche la salute urinaria.

Fare la pipì in piedi non conviene: scopri perché

Fare la pipì seduti, in realtà, conviene anche agli uomini. Ci sono sotto diverse motivazioni, tra le quali la prima non ha bisogno di grandi spiegazioni: quando si urina in piedi, il rischio di sporcare il WC, il pavimento o le superfici vicine aumenta. Non è solo una questione di “buone maniere”, ma di fisica molto concreta. Il getto arriva dall’alto, colpisce acqua o ceramica e può generare micro-gocce difficili da vedere ma facilissime da ritrovare, poi, nel bagno.

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Durante le vacanze il problema diventa ancora più evidente. Si condividono bagni in hotel, appartamenti, campeggi, stabilimenti balneari o case prese in affitto con amici e famiglia. In questi contesti, sedersi può essere una scelta di semplice igiene: meno schizzi, meno odori, meno pulizie improvvisate (e meno discussioni). Non a caso alcune ricerche sulle abitudini maschili hanno osservato che molti uomini scelgono di urinare seduti proprio per mantenere il bagno più pulito, soprattutto quando lo spazio è condiviso.

Cosa dice la scienza: la fluidodinamica non perdona

A rendere interessante la questione è il fatto che lo “schizzo” non sia soltanto una percezione. Studi e osservazioni di fluidodinamica hanno mostrato cosa accade quando un getto liquido colpisce una superficie o l’acqua del WC: l’impatto può creare una sorta di piccola reazione a catena, con goccioline che si disperdono intorno alla zona colpita.

La distanza conta, così come l’angolo e la forza del getto. Più il flusso arriva da lontano e con energia, più aumenta la probabilità che parte del liquido rimbalzi o si frammenti in gocce minuscole. È un dettaglio che spiega anche un piccolo paradosso: non sono solo gli anziani a preferire la posizione seduta. In alcune indagini, anche molti uomini giovani dichiarano di farlo, forse proprio perché un getto più forte può produrre più schizzi.

In altre parole, sedersi non è una rinuncia alla praticità. Può essere, molto semplicemente, il modo più efficiente per evitare un piccolo disastro domestico o da bagno pubblico.

Prostata, vescica e salute urinaria: quando sedersi può aiutare a combattere i problemi di salute

Sul piano medico bisogna evitare slogan esagerati. Per un uomo sano, senza disturbi urinari, urinare seduto o in piedi non cambia in modo decisivo lo svuotamento della vescica. La scelta dipende soprattutto da comodità, abitudine e igiene.

Il discorso cambia per chi ha sintomi del basso tratto urinario: flusso debole, urgenza, bisogno frequente di andare in bagno, difficoltà a svuotare la vescica o problemi legati alla prostata, come l’iperplasia prostatica benigna. In questi casi, alcune analisi indicano che urinare da seduti può favorire un migliore svuotamento, riducendo il cosiddetto residuo post-minzionale, cioè l’urina che resta nella vescica dopo aver finito.

Non significa che sedersi sia una cura miracolosa, né che basti cambiare posizione per risolvere un problema urologico. Però può essere una scelta favorevole, soprattutto per chi nota fastidi, lentezza o sensazione di svuotamento incompleto.

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