Perché riascolti i tuoi messaggi su WhatsApp? Spiegato il motivo

Riascoltare un messaggio vocale appena inviato è un'abitudine piuttosto diffusa: ecco perchè lo facciamo

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I messaggi vocali ormai fanno parte delle nostre vite: nell’etere ne circolano centinaia di migliaia ogni minuto, grazie principalmente alla ormai celeberrima Whatsapp, l’applicazione di messaggistica instantanea più diffusa e usata. Usate da giovani e meno giovani, i messaggi vocali sono immediati e veloci, escono dal registro scritto dove c’è sempre spazio per il fraintendimento e regalano le mani libere: tanti vantaggi che portano quasi ad abusarne (alzi la mano chi non ha alzato gli occhi al cielo di fronte al vocale da cinque minuti dell’amico!).

Tra i tanti tic che la modernità ha portato con sè, ce n’è uno tutto particolare in cui siamo certi che molti si riconosceranno: il riascolto delle proprie note vocali. Eccesso narcisistico o al contrario eccesso di insicurezza?

Rosario Signorello, linguista computazionale e ricercatore in Fonetica e scienze della voce alla Sorbona di Parigi, giustifica questa abitudine con due considerazioni: la prima di ordine pratico, controllare che il messaggio sia chiaro, si sia detto tutto quello che si voleva dire e nel mondo giusto; la seconda di natura più emotiva, perchè riascoltare la nostra voce in una particolare nota vocale può riaccendere le emozioni che provavamo mentre stavamo parlando.

Eppure molti di noi provano una istintiva estraneità nel sentire la propria voce registrata e in genere tendiamo a considerarla bruttissima: innanzitutto perchè la voce ascoltata degli altri attraversa solo l’aria prima di arrivare alle nostre orecchie, mentre i suoi emessi da noi stessi si trasmettono anche attraverso le ossa e i tessuti, dalla laringe alla coclea, l’organo sensitivo dell’orecchio. La nostra voce ci sembra più brutta perchè non ci suona familiare come le altre, ma ci giunge da un’altra prospettiva rispetto a quella a cui siamo abituati.

Riascolare i messaggi vocali può quindi anche avere a che fare con l’idea di “performance”: ci riascoltiamo con…orecchio critico, come se ascoltassimo un estraneo, per capire come ce la siamo cavata. Lo facciamo comunque, anche se probabilmente, come spiegato prima, siamo portati a considerarci sempre pessimi…

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