Rapporto Censis, fotografia dell'Italia fra crisi e irrazionalità

L'istantanea di questo 2021 ci riporta un'Italia sicuramente più povera, ma anche più irrazionale degli anni precedenti

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Anche quest’anno arriva il rapporto Censis, il 55°, a renderci la fotografia del nostro paese da molteplici punti di vista: la povertà, i consumi, la crisi e soprattutto l’irrazionalità, parola chiave che quest’anno l’istituto di ricerca sceglie per rappresentare il 2021 italiano.

Dopo la crisi nera del 2020, il 2021 doveva essere l’anno della rinascita ed in parte è stato così, grazie alla scienza e ai vaccini che ci hanno permesso di tornare ad una vita quasi normale dopo i mesi di lockdown: ma cosa succede nella cosiddetta “pancia” del paese?

Sicuramente aumenta la povertà: il rapporto parla di 2 milioni di famiglie che vivono in povertà assoluta, con un 104,8% in più rispetto al 2010. Un aumento trasversale su tutta la Penisola, che è più corposo al Nord Italia (131,4%) e va di pari passo con un aumentato senso di vulnerabilità rispetto al futuro: il 40,3% degli italiani si sente insicuro pensando a come gestire la propria salute nei mesi a venire.

Accanto a queste legittime paure sale prepotente il vento irrazionale, o più propriamente complottista: il 31,4% degli italiani pensa che il vaccino sia un farmaco sperimentale, per il 10,9% è un farmaco inutile. Un dato balza agli occhi e viene comparato: la percentuale di italiani che pensa che il Covid non esista (5,9%) è la stessa percentuale di chi pensa che la Terra sia piatta.

Verso la fine del 2021 il PIL è cresciuto del 6%, ma le previsioni per il prossimo anno non sono buone: si parla di cifre con lo zero virgola.

Di positivo c’è però l’aumento dell’indice di fiducia dei consumatori, che rappresenta la percezione del settore privato verso l’economia del paese (119,6%). Non solo: dopo il Covid gli italiani hanno riscoperto la qualità della vita, il bello di stare all’aperto, il camminare a piedi. Internet ha conosciuto un’impennata durante il lockdown e con esso gli acquisti virtuali: il 64% degli italiani però afferma di voler tornare a fare acquisti nei negozi fisici.

 

 

 

 

 

 

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