Scoperta una Super Terra "vicina" con possibili vita e atmosfera: quanto tempo servirebbe per raggiungerla

Un pianeta roccioso con possibili acqua e atmosfera è stato scoperto vicino a noi. Ma c’è un dettaglio che cambia tutto.

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Alessia Malorgio

Alessia Malorgio

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Una distanza di appena 10 anni luce, in termini astronomici, equivale a dire “dietro l’angolo”. Ma quando si parla di esplorazione spaziale umana, quel “vicino” si trasforma in un viaggio lungo migliaia di anni. È il caso di GJ 887d, una Super Terra appena confermata che potrebbe avere tutte le caratteristiche necessarie per ospitare la vita.

I dati raccolti indicano condizioni precise: atmosfera stabile, possibile presenza di acqua liquida e una posizione ideale nella cosiddetta zona abitabile. Elementi che, combinati, rendono questo pianeta uno dei candidati più interessanti mai individuati nel nostro vicinato cosmico.

Dove si trova e perché è così importante

GJ 887d orbita attorno alla stella GJ 887, una nana rossa situata a circa 10 anni luce dalla Terra. È più lontana rispetto a Proxima Centauri, ma offre condizioni potenzialmente più favorevoli.

Il punto chiave è proprio la stella. Le nane rosse sono note per la loro instabilità, con brillamenti intensi che possono distruggere l’atmosfera dei pianeti circostanti. Proxima Centauri ne è un esempio: il suo pianeta più famoso, Proxima b, pur trovandosi nella zona abitabile, è costantemente esposto a radiazioni estreme.

GJ 887, invece, si comporta in modo diverso. È una nana rossa relativamente “tranquilla”, con livelli di attività molto più bassi. Questo dettaglio cambia tutto: un ambiente meno ostile aumenta drasticamente le probabilità che un pianeta riesca a mantenere un’atmosfera nel tempo.

Le caratteristiche della Super Terra

GJ 887d è classificata come Super Terra, cioè un pianeta roccioso con massa superiore a quella terrestre. In questo caso, circa sei volte maggiore. Questa massa ha implicazioni precise. Da un lato, una gravità più intensa rende complessa qualsiasi ipotetica missione futura. Dall’altro, favorisce la ritenzione di un’atmosfera densa, uno degli elementi fondamentali per la stabilità climatica e la presenza di acqua liquida.

Il pianeta orbita intorno alla sua stella in circa 50 giorni. Nonostante sia più vicino alla stella rispetto a quanto Mercurio lo sia al Sole, riceve una quantità di energia relativamente moderata. Questo perché GJ 887 ha una luminosità pari a circa il 4% di quella solare.

Il risultato è un equilibrio delicato: temperature potenzialmente compatibili con la vita, ma probabilmente più calde rispetto alla Terra. Gli scienziati ipotizzano la presenza di vaste aree tropicali e una riduzione delle zone temperate.

Come è stato scoperto

La scoperta è il risultato di un lavoro internazionale coordinato da ricercatori dell’Università di Gottinga, con il contributo di istituti europei tra cui INAF, Università di St Andrews e Scuola Normale Superiore di Pisa. Gli strumenti chiave sono stati due spettrografi di altissima precisione: HARPS ed ESPRESSO. Grazie a questi strumenti è stato possibile applicare la tecnica della velocità radiale.

In termini pratici, gli scienziati hanno osservato le minuscole oscillazioni della stella causate dall’attrazione gravitazionale dei pianeti in orbita. Analizzando lo spostamento delle linee spettrali, sono riusciti a identificare la presenza di GJ 887d e a determinarne caratteristiche fondamentali come massa e periodo orbitale.

Zona abitabile: cosa significa davvero

Secondo la definizione della NASA, la zona abitabile è la distanza da una stella in cui l’acqua può esistere allo stato liquido sulla superficie di un pianeta. Non è una garanzia di vita, ma è una condizione necessaria. Senza acqua liquida, almeno per come conosciamo la biologia terrestre, la vita diventa altamente improbabile.

GJ 887d si trova esattamente in questa fascia. Non troppo caldo, non troppo freddo. Una posizione che, unita alla stabilità della stella, lo rende uno dei candidati più promettenti per future indagini sulla presenza di vita extraterrestre.

Quanto tempo servirebbe per raggiungerlo

Qui entra in gioco il limite tecnologico attuale. La distanza di 10 anni luce è enorme su scala umana. Prendiamo come riferimento la Parker Solar Probe, la sonda più veloce mai costruita. Può raggiungere circa 200 chilometri al secondo. A questa velocità, servirebbero tra i 15.000 e i 16.000 anni per arrivare su GJ 887d.

Un tempo incompatibile con qualsiasi missione spaziale tradizionale. Anche ipotizzando progressi tecnologici significativi, restiamo lontani da una reale possibilità di esplorazione diretta.

Un pianeta promettente, ma irraggiungibile

GJ 887d rappresenta un paradosso affascinante. È uno dei mondi potenzialmente abitabili più vicini mai scoperti, eppure resta completamente fuori dalla nostra portata. La sua esistenza dimostra che pianeti simili alla Terra potrebbero essere più comuni di quanto si pensasse. Ma allo stesso tempo evidenzia un limite chiaro: la distanza tra scoperta e accesso.

Per ora, l’unico modo per studiarlo resta quello indiretto. Spettrografi sempre più avanzati, telescopi di nuova generazione e modelli teorici raffinati. Il viaggio, almeno fisicamente, non è ancora iniziato. Ma la ricerca sì. E sta ridefinendo, passo dopo passo, il nostro posto nell’universo.

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