Fonte: ANSA

Sinner può “completare il tennis” prima dei 25 anni: la profezia di Panatta si sta avverando. Cosa potrebbe accadere a Roma

Dopo essere salito in cima al ranking ATP, la profezia di Panatta su Sinner sembra sempre più vicina a realizzarsi. Qual è il destino di Djokovic?

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Giuseppe Guarino

Giuseppe Guarino

Giornalista

Ph(D) in Diritto Comparato e processi di integrazione e attivo nel campo della ricerca, in particolare sulla Storia contemporanea di America Latina e Spagna. Collabora con numerose testate ed è presidente dell'Associazione Culturale "La Biblioteca del Sannio".

C’è un momento preciso in cui un campione smette di essere semplicemente il numero uno e diventa quasi un’entità. Quel momento, per Jannik Sinner è oggi. Dopo la vittoria schiacciante a Madrid — un 6-1, 6-2 inflitto ad Alexander Zverev in meno di un’ora — la sensazione che circonda l’altoatesino non è più solo di superiorità, ma di una vera e propria egemonia da “cannibale”.

Numeri da leggenda: il record dei 5 Masters 1000

Vincere cinque Masters 1000 consecutivi (Parigi Indoor 2025, seguiti da Indian Wells, Miami, Montecarlo e Madrid nel 2026) è un’impresa che va oltre le statistiche. È un segnale di onnipotenza su ogni superficie. Con oltre 14.000 punti nel ranking ATP, Sinner ha scavato un solco tra sé e il resto del mondo.

I numeri della stagione parlano chiaro: 22 vittorie consecutive in 55 giorni e appena due set concessi. Dati che spiegano perfettamente lo sconforto degli avversari. Zverev è sceso in campo a Madrid dando l’impressione di aver già accettato la sconfitta, e le parole di Arthur Fils in semifinale sono state altrettanto eloquenti: “Non c’è chance per quasi nessuno di noi”.

L’unico rivale: Alcaraz e il “fantasma” dell’infortunio

In questo scenario di dominio assoluto, l’unico in grado di reggere l’urto sembra essere Carlos Alcaraz. Ma anche il confronto con lo spagnolo sta pendendo dalla parte dell’azzurro: l’ultima finale di Montecarlo ha visto Sinner trionfare nettamente. Nell’ultimo anno, Jannik ha sbagliato solo due partite; in ogni altra occasione, se non ha alzato il trofeo, è stato solo per ritiri fisici o per match decisi da pochissimi punti (come la semifinale del Roland Garros contro lo stesso Alcaraz).

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Un’evoluzione tecnica totale

Il segreto di questa invulnerabilità non è solo mentale. Sinner ha completato il suo gioco. Se un tempo era solo un fenomenale colpitore da fondo campo, oggi Jannik vanta un servizio e una risposta ai vertici del circuito, ha aggiunto variazioni come palle corte e discese a rete, e gestisce ogni punto con una lucidità tattica che non ha eguali. Come notano molti osservatori, oggi quasi tutti cercano di giocare come Sinner, ma nessuno riesce a farlo con la sua efficacia.

Obiettivo “Game Over”: Roma e Parigi

A 24 anni, 8 mesi e 17 giorni, Sinner ha già vinto 28 titoli ATP. Ora, però, il mirino è puntato sui capitoli finali per “finire il gioco”. Gli mancano solo due tasselli per completare una bacheca perfetta: gli Internazionali d’Italia e il Roland Garros.

Il Foro Italico è alle porte e la stanchezza sembra essere l’unico vero avversario capace di fermarlo. Se dovesse conquistare Roma e Parigi, Sinner riuscirebbe a vincere tutto ciò che conta nel tennis prima ancora di aver compiuto 25 anni. Non sarebbe più solo un primato sportivo, ma l’ingresso definitivo nel mito.

Ecco un approfondimento che mette a fuoco l’imminente scontro statistico tra Jannik Sinner e la storia del tennis, con il mirino puntato sull’unico record che ancora lo separa dall’Olimpo assoluto di Novak Djokovic.

A Roma per agganciare Djokovic e superare i miti

Se il dominio espresso finora da Jannik Sinner sembrava “solo” una questione di forma, i numeri arrivati dopo il trionfo di Madrid spostano il discorso sul piano della storia eterna. Vincendo alla Caja Magica, l’azzurro non ha solo consolidato il n. 1 del mondo con oltre 14.000 punti, ma ha ufficialmente messo la freccia per superare le carriere di Roger Federer e Rafa Nadal in una delle statistiche più prestigiose del circuito: il numero di diversi Masters 1000 vinti.

La scalata ai Mille: 8 su 9 e il sorpasso ai Big Three

Fino a ieri, il club dei tennisti capaci di vincere quasi tutti i tornei Masters 1000 era affollato da leggende. Oggi, Sinner ha rotto gli indugi, portandosi a quota 8 titoli diversi su 9.

Con i successi su terra di Montecarlo e Madrid che si aggiungono alla sua collezione sul cemento (Australian Open, Miami, Toronto, Cincinnati, Shanghai e Parigi Indoor), Jannik ha fatto quello che a Federer e Nadal non è mai riuscito:

  • Roger Federer (7/9): Non ha mai vinto Roma e Montecarlo.
  • Rafa Nadal (7/9): Gli sono sempre sfuggiti Miami e Parigi-Bercy (oltre a Shanghai/Madrid indoor).
  • Jannik Sinner (8/9): Gli mancano solo gli Internazionali d’Italia.

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Il mirino su Djokovic: Il “Career Golden Masters”

L’unico uomo ad aver completato l’intera collezione dei nove Masters 1000 è Novak Djokovic, che detiene il cosiddetto Career Golden Masters, impresa riuscita addirittura due volte.

Il destino sembra aver apparecchiato la tavola per un passaggio di consegne simbolico: dal 6 al 17 maggio 2026, Sinner scenderà in campo al Foro Italico. Vincere a Roma non significherebbe solo trionfare in casa davanti al proprio pubblico, ma permetterebbe a Jannik di eguagliare il record di Djokovic a soli 24 anni. Per capire la portata dell’impresa, Nole completò il set solo a 31 anni, vincendo Cincinnati nel 2018.

Se Sinner dovesse alzare il trofeo a Roma, il 2026 diventerebbe ufficialmente l’anno del “Game Over”. A meno di 25 anni, l’altoatesino avrebbe vinto ogni singolo grande torneo del circuito Masters 1000, un’impresa che lo proietterebbe in una dimensione statistica dove abita solo il serbo.

Sinner: vittorie su vittorie per il tennista italiano

Tornando indietro nel tempo, la vittoria di Jannik Sinner alle ATP Finals del 17 novembre 2024 contro Taylor Fritz è stata uno dei trionfi più belli di un ragazzo straordinario, in grado di riavvicinare tutta l’Italia al mondo del tennis grazie alle sue performance straordinarie. È stata la prima nella storia di un italiano.

Sempre più lanciato lì sulla vetta del ranking ATP, in questo 2024 ha vinto praticamente tutto. Oltre alle recenti ATP Finals, infatti, si è portato a casa anche gli US Open e gli Australian Open, ovvero due tornei del Grande Slam e poi altri cinque trofei ATP, seguiti diretti della vittoria in Coppa Davis con la maglia della nazionale italiana del 2023.

Nel podcast de Il Tennis Italiano, “La Telefonata”, ha parlato della cosa anche un altro dei più grandi campioni italiani di sempre, Adriano Panatta. Su di lui ha detto: “Non possono giocare contro di lui, solo un Carlos Alcaraz al 101% può tenerlo. Gli altri si vede che non possono vincere. Sono 50 anni che ho a che fare con il tennis, ma un dominio di gioco di questo tipo io non me lo ricordo, forse Rafael Nadal sulla terra rossa e Novak Djokovic in certe condizioni”.

La profezia di Panatta su Jannik Sinner dopo il suo ciclo da record

La sua straordinaria ascesa ha avuto momenti incredibili, come la vittoria storica contro Novak Djokovic dello scorso gennaio, dopo la quale è diventato il primo giocatore italiano a sconfiggere il numero uno del mondo in un torneo del Grande Slam dal 1973. Questa impresa è stata seguita dalla sua storica finale agli Australian Open, dove Sinner ha trionfato, diventando il primo italiano a vincere questo prestigioso torneo.

Inutile dire che l’evento aveva fatto scatenare già allora l’entusiasmo di Adriano Panatta, nei panni di commentatore sportivo ma anche di leggendario tennista che nel 1976 aveva a sua volta portato l’Italia alla vittoria della Coppa Davis.

Panatta non ha potuto trattenere la sua ammirazione per il giovane talento altoatesino. In diverse occasioni, ha lodato Sinner non solo per le sue abilità tecniche e la sua determinazione, ma anche per la sua umiltà e il suo approccio al gioco.

Ma cosa aveva detto lo storico campione italiano? Perché si parla di una sua profezia su Sinner che sembra essere sul punto di realizzarsi? E per quale motivo non piacerà affatto a Novak Djokovic, specie ora che Jannik è al primo posto del ranking?

La profezia di Adriano Panatta su Jannik Sinner

Adriano Panatta, non ha mai nascosto la sua grande stima per il giovane tennista. Panatta, noto per le sue previsioni spesso azzeccate, già a gennaio si era spinto nel prevedere con una certa dose di sicurezza il futuro trionfo di Sinner come numero uno al mondo. Questa affermazione, già di per sé audace, ha trovato conferma nel corso dell’anno con i successi straordinari del buon Jannik, non ultimo quello dell’ascesa al primo posto del ranking ATP.

Nel dicembre 2023, durante la Domenica Sportiva, Panatta aveva dichiarato che, a suo avviso, Sinner avrebbe vinto uno Slam già nel 2024, puntando in particolare sugli US Open. Sinner ha confermato la cosa e, anzi, ha superato ogni più rosea aspettativa, trionfando già agli Australian Open, senza dover attendere l’estate per far sì che si realizzasse la profezia.

Ma la profezia di Panatta non si era certo fermata qui. Durante la stessa trasmissione, in occasione della finale della Coppa Davis, il veterano del tennis italiano aveva fatto una profezia ancora più audace: “Credo che Sinner, se batterà ancora 2 o 3 volte Djokovic nel 2024, diventerà l’incubo del campione serbo e lo porterà a smettere”.

Difficile immaginarsi un tennis mondiale senza Djokovic, ma Panatta aveva sottolineato ache come la storia del tennis abbia spesso mostrato cicli simili. Ha citato esempi emblematici come il ritiro di Bjorn Borg con l’arrivo di John McEnroe e quello di McEnroe con l’avvento di Boris Becker. Secondo Panatta, Sinner potrebbe essere il giocatore destinato a portare un cambiamento epocale, seguendo questa tradizione storica di passaggio di testimone tra generazioni di campioni.

Con Jannik in cima alla classifica mondiale e una serie di vittorie impressionanti alle spalle, la profezia di Panatta sembra sempre più vicina a realizzarsi. Se il giovane tennista altoatesino continuerà a mostrare la stessa determinazione e abilità, potrebbe davvero diventare l’incubo di Djokovic e segnare l’inizio di una nuova era nel tennis. O forse lo sta già facendo.

Djokovic andrà in pensione? La profezia di Panatta si sta già avverando?

Dopo il ritiro dal Roland Garros per infortunio, anche alle ATP Finals Djokovic si è ritirato. Della questione ha parlato un altro ex numero uno al mondo, Jim Courier. Secondo il quale la carriera di Djokovic è tutt’altro che finita: “Penso che il prossimo anno ci dirà moltissimo. Il primo segnale sarà la decisione di aggiungere un allenatore al suo team nel corso di questa off-season e se arriverà in Australia con una nuova idea. Se non lo fa vuol dire che ha già un piede fuori dalla porta”.

Djokovic, secondo lui, continuerà a giocare: “Penso che Novak continuerà a essere in giro e a essere un problema per i migliori al mondo. A questo punto sarà lui che dovrà capire quanto vuole impegnarsi e non penso che sarà a un livello totale. Già quest’anno c’è stato un grande cambiamento negli Slam”.

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