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Se ti rubano l'auto in un parcheggio non custodito, non puoi chiedere i danni? Fai attenzione al cartello

Non sempre chi gestisce un parcheggio risponde dei furti: il dettaglio da controllare prima di lasciare il veicolo.

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Alessia Malorgio

Alessia Malorgio

Content Specialist

Ha conseguito un Master in Marketing Management e Google Digital Training su Marketing digitale. Si occupa della creazione di contenuti in ottica SEO e dello sviluppo di strategie marketing attraverso canali digitali.

Lasciare l’auto in un parcheggio e non ritrovarla più è una delle situazioni più spiacevoli per un automobilista. La prima reazione, dopo la denuncia, è spesso quella di chiedersi se il gestore dell’area possa essere ritenuto responsabile. La risposta, però, non è automatica: molto dipende dal tipo di parcheggio, dal servizio offerto e soprattutto da ciò che era indicato in modo chiaro al momento dell’ingresso.

Il punto più delicato riguarda il cartello “parcheggio non custodito”. Una scritta del genere non è un dettaglio decorativo, ma può incidere sul rapporto tra automobilista e gestore. Se l’area è dichiarata chiaramente non custodita, e il cliente lo sa prima di lasciare il veicolo, il pagamento può essere considerato solo il corrispettivo per l’occupazione dello spazio, non per la sorveglianza dell’auto.

Quando il cartello può fare la differenza

Il cartello conta soprattutto se è ben visibile, leggibile e comprensibile, e presente prima che l’utente accetti il servizio. In altre parole, l’automobilista deve poter sapere subito che sta pagando per parcheggiare, e non per affidare il veicolo alla custodia di qualcuno. Se la comunicazione è chiara, chiedere i danni in caso di furto può diventare molto più complicato.

Diverso è il caso in cui il parcheggio sembri, nei fatti, custodito. La presenza di sbarre, biglietti, addetti, telecamere o procedure di ingresso può creare nell’utente l’idea di un servizio più strutturato. In questi casi non basta sempre una formula generica per escludere ogni responsabilità: bisogna valutare come il servizio viene presentato e che cosa l’automobilista poteva ragionevolmente aspettarsi.

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Parcheggio e custodia non sono sempre la stessa cosa

Il nodo della questione è proprio questo: parcheggiare non significa sempre affidare l’auto in custodia. In un’area di sosta aperta, senza vigilanza e con cartelli chiari, il gestore può limitarsi a mettere a disposizione uno spazio. In un parcheggio organizzato, chiuso, con controllo degli accessi o con consegna delle chiavi, il discorso può cambiare.

Per questo, prima di lasciare il veicolo, conviene leggere bene le condizioni esposte all’ingresso, sul ticket o nella cassa automatica. La frase “non custodito” non va sottovalutata, perché può essere decisiva se poi si prova a chiedere un risarcimento.

Cosa fare se si subisce un furto, di oggetti personali o dell’auto stessa

In caso di furto, la prima cosa da fare è presentare denuncia alle forze dell’ordine, indicando luogo, orario e circostanze. È utile conservare il ticket, fotografare i cartelli presenti nel parcheggio e annotare eventuali elementi rilevanti: sbarre, telecamere, personale, ricevute, regolamento esposto.

Solo dopo si può valutare se esistano margini per una richiesta di danni. Ma è bene sapere che il cartello “parcheggio non custodito”, se chiaro e visibile, può rendere la strada molto più difficile. Il consiglio pratico è semplice: quando lasciamo l’auto in un’area di sosta, non guardiamo solo il prezzo o la vicinanza all’ingresso. A volte, e in circostanze purtroppo poco felici, la frase scritta su un cartello può valere molto più del biglietto che abbiamo appena pagato.

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