Zanzare, come non farsi pungere: il trucco per diventare immuni

Non ne potete più di morsi e punture di zanzara? Niente paura: scopriamo insieme come diventare immuni!

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Alessia Malorgio

Alessia Malorgio

Content Specialist

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L’incessante ronzio delle zanzare può sembrare un fastidioso inconveniente estivo, ma diventare immuni o meno attraenti per queste piccole, insidiose creature rappresenta un tema di forte interesse per la ricerca medica.

Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), le zanzare sono classificate tra gli animali più letali del pianeta in quanto veicolano virus e infezioni come malaria, zika, dengue e chikungunya, causando oltre un milione di vittime ogni anno nel mondo. Nei paesi industrializzati, dove le malattie trasmesse sono meno diffuse, l’assalto di questi insetti rimane un tormento per la pelle e per il sonno.

Ma da cosa dipende la selettività delle zanzare? Perché alcune persone vengono prese di mira e altre sembrano completamente trascurate?

Perché le zanzare pungono solo alcune persone? La spiegazione del dermatologo

Come spiega il Dott. Santo Raffaele Mercuri, Primario di Dermatologia dell’IRCCS Ospedale San Raffaele, circa una persona su cinque risulta essere una “preda” nettamente più attraente della media.

Un dettaglio fondamentale riguarda il sesso dell’insetto: a pungere sono unicamente le zanzare femmina. A differenza dei maschi — che si nutrono di sostanze zuccherine come il nettare dei fiori e la linfa —, le femmine necessitano del “pasto di sangue” (assumendone fino a 2-3 milligrammi, pari al loro peso corporeo) per ricavare le proteine e le energie indispensabili a completare la maturazione e la deposizione delle uova fertili.

Sfata ogni dubbio la scienza riguardo al mito popolare del “sangue dolce”: non esiste un sangue più zuccherino di un altro, ma una combinazione precisa di fattori genetici, chimici e comportamentali che rende la nostra pelle una meta ambita.

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I principali fattori di attrazione

  • Gruppo sanguigno: È uno dei fattori discriminanti più significativi. Le zanzare preferiscono nettamente il gruppo sanguigno 0, considerato per loro più prelibato rispetto al gruppo A o B. Inoltre, per ragioni genetiche, circa l’85% della popolazione emette attraverso la cute un segnale chimico che dichiara il proprio gruppo sanguigno, attirando gli insetti. Il restante 15% non emette questo segnale, risultando meno “visibile”.
  • Anidride carbonica (CO2): Rappresenta il principale “radar” a lungo raggio. L’anidride carbonica emessa con la respirazione guida la zanzara verso il bersaglio. Per questo motivo, chi ne produce di più (persone in sovrappeso, donne in gravidanza o individui impegnati in attività fisica) è maggiormente a rischio.
  • Sudore e acido lattico: Durante lo sforzo fisico, i muscoli rilasciano acido lattico. Insieme all’ammoniaca e all’acido urico espulsi con il sudore, queste molecole creano una traccia olfattiva irresistibile.
  • Temperatura corporea e microflora cutanea: La presenza di determinati batteri naturali sulla pelle e una temperatura corporea più elevata guidano le zanzare direttamente sui punti più caldi e vascolarizzati.
  • Colori dei vestiti: Anche la vista gioca un ruolo: le zanzare sono particolarmente attratte dalle tonalità scure e accese. La “classifica” dei colori da loro prediletti vede al primo posto il nero, seguito da rosso, grigio e blu, mentre colori come kaki, verde e giallo richiamano molto meno la loro attenzione.

Cosa fare per evitare di essere punti dalle zanzare?

In attesa che la ricerca sviluppi soluzioni mirate per rendere l’odore della pelle naturalmente repellente, esistono diverse strategie pratiche consigliate dagli esperti per ridurre al minimo i morsi:

  1. Vestirsi con colori chiari: Evitare abiti neri o rossi durante le ore di attività degli insetti e prediligere tessuti chiari e traspiranti.
  2. Moderare il consumo di alcolici: L’assunzione di bevande alcoliche (specialmente la birra) aumenta la temperatura corporea e altera la composizione chimica del sudore, rendendo la pelle più attraente.
  3. Limitare profumi floreali e fragranze intense: Profumi, lozioni e saponi con essenze dolci o floreali possono agire da vero e proprio richiamo. È preferibile optare per detergenti neutri.
  4. Igiene cutanea mirata: Lavarsi regolarmente dopo l’attività fisica rimuove l’accumulo di acido lattico e sudore, primi responsabili dell’attrazione a corto raggio.
  5. Utilizzare barriere fisiche e ambienti climatizzati: Zanzariere alle finestre e l’uso dell’aria condizionata (che riduce umidità e temperatura) scoraggiano l’ingresso e l’attività delle zanzare negli ambienti chiusi.
  6. Applicare repellenti specifici: Nelle ore di picco (dal tramonto all’alba), applicare sulla pelle esposta repellenti autorizzati a base di DEET o Icaridina (KBR).

Cambio d’odore e alimentazione: i consigli della ricerca

Studi condotti nell’ambito dell’ecologia delle zanzare (come le ricerche dell’Università di Oxford) suggeriscono che anche minime variazioni nella nostra dieta e nelle abitudini d’igiene influenzino il profilo olfattivo individuale. Se da un lato il consumo di alcolici e banane sembra attirare maggiormente gli insetti, dall’altro mantenere la pelle pulita e variata nella sua composizione chimica riduce la probabilità di essere individuati come bersaglio primario.

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