Fonte: ANSA

Benzina da record: questa è la "pompa più cara d'Italia"? Quanto si spende per un pieno

Le rilevazioni del Ministero confermano il rialzo dei carburanti: pesa la crisi internazionale, con forti differenze di prezzo tra le regioni italiane

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Alessia Malorgio

Alessia Malorgio

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Continua la corsa dei prezzi dei carburanti in Italia, spinti dalle tensioni internazionali e dall’aumento delle quotazioni energetiche. Secondo le ultime rilevazioni dell’Osservatorio prezzi del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, la benzina in modalità self-service mostra differenze marcate da regione a regione, con un divario significativo tra le aree più convenienti e quelle più costose del Paese.

A incidere sull’andamento dei listini è soprattutto il nuovo scenario geopolitico internazionale. La guerra tra Stati Uniti e Iran ha infatti provocato un’impennata dei prezzi dei prodotti energetici, con effetti immediati anche sui petroli raffinati e quindi sui carburanti alla pompa.

L’effetto della crisi internazionale sui prezzi

Le tensioni nello Stretto di Hormuz, snodo strategico per il commercio mondiale del petrolio, stanno avendo ripercussioni dirette sui prezzi di benzina e gasolio.

Come evidenziato da Staffetta Quotidiana, la benzina ha raggiunto i massimi da quasi un anno, mentre il gasolio tocca i livelli più alti da oltre tre anni e mezzo, arrivando fino a 2,2 euro al litro nel servito in autostrada.

Durante l’audizione al Ministero, il presidente di Unem, Gianni Murano, ha spiegato che dall’ultimo fine settimana il prezzo internazionale del gasolio è aumentato di 350 dollari a tonnellata (+47%), pari a circa 26 centesimi al litro, mentre la benzina è salita di 140 dollari (+21%), corrispondenti a 10 centesimi al litro.

Secondo Murano, si tratta di rincari legati non solo alla crisi mediorientale, ma anche al blocco delle importazioni dalla Russia, che in passato copriva una quota rilevante del fabbisogno europeo.

Le regioni dove la benzina costa meno

Nonostante i rincari generalizzati, alcune regioni italiane continuano a offrire prezzi più competitivi.

La regione più conveniente è attualmente le Marche, dove il prezzo medio della benzina self-service si attesta a 1,758 euro al litro.

Subito dopo troviamo:

  • Umbria: 1,765 €/litro
  • Lazio: 1,766 €/litro
  • Abruzzo: 1,768 €/litro
  • Veneto: 1,772 €/litro

Il Centro Italia si conferma dunque l’area più favorevole per gli automobilisti e i motociclisti in cerca di risparmio.

Le regioni dove la benzina costa di più

All’estremo opposto della classifica si collocano soprattutto il Sud Italia e alcune aree del Nord caratterizzate da costi logistici più elevati.

La Provincia Autonoma di Bolzano si conferma la più cara in assoluto, con un prezzo medio di 1,822 euro al litro.

Seguono:

  • Calabria: 1,820 €/litro
  • Basilicata: 1,813 €/litro
  • Valle d’Aosta: 1,808 €/litro
  • Sicilia: 1,807 €/litro

Si tratta di territori in cui il costo del trasporto e della distribuzione dei carburanti può incidere in modo significativo sul prezzo finale alla pompa.

Differenze anche di 27 centesimi in pochi metri

Uno degli aspetti più rilevanti emersi dall’analisi riguarda le differenze di prezzo tra impianti vicini.

Secondo Unem, in alcuni casi limite il divario può arrivare fino a 27 centesimi al litro nel raggio di appena 800 metri, anche tra distributori appartenenti alla stessa rete.

Un dato che conferma come, soprattutto in questa fase di forte volatilità, confrontare i prezzi prima del rifornimento possa fare la differenza.

Prezzi medi e dati ufficiali

I valori diffusi dal Ministero rappresentano la media aritmetica dei prezzi comunicati quotidianamente dai singoli distributori, riferiti agli impianti fuori dalla rete autostradale e alla modalità self-service.

Numeri ufficiali che fotografano un’Italia divisa sul fronte carburanti, con differenze territoriali sempre più evidenti e consumatori chiamati a fare maggiore attenzione per contenere la spesa.

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