Birillo: la storia del cane senza volto con una seconda vita

Costretto a vivere rinchiuso e malnutrito, oggi il cane Birillo attende una nuova famiglia che si possa prendere cura di lui.

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Fonte: Facebook OIPA

Quando si dice avere una seconda vita. È successo a Birillo, un cane Shih Tzu che per lungo tempo è stato costretto a vivere da solo rinchiuso in un garage, malnutrito e al buio. Salvato dalle guardie eco-zoofile dell’OIPA di Brescia, l’animale è stato curato e letteralmente strappato a una fine certa.

Le condizioni in cui Birillo è stato trovato qualche settimana fa erano tali da renderne quasi irriconoscibile la razza. Il pelo cresciuto a dismisura, la sporcizia e la magrezza lo stavano infatti spingendo verso la morte.

“Lo stato in cui lo abbiamo ritrovato era dettato da chissà quanti mesi di incuria, a differenza di quanto dichiarato dai proprietari – ha spiegato Iride Serramondi dell’Oipa di Brescia come riportato da TGcom24 – Trattamenti come questo, oltre che causare estreme sofferenze, devono essere severamente puniti.”

Soprannominato “il cane senza volto” proprio perché aveva il muso ormai nascosto dal mantello, oggi Birillo si è ripreso. A tredici anni, che per un cane non sono certo pochi, è iniziata la seconda vita dello Shih Tzu che ha commosso i cittadini.

ʺFinalmente libero di muoversi alla luce del sole, sgambetta felice – continua la Serramondi – e, non appena sarà possibile in base ai termini di legge, avrà una casa tutta sua”. Nuova famiglia dunque per Birillo e una denuncia per i suoi precedenti padroni.

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