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Uova al supermercato: se sulla confezione trovi il numero 3 forse dovresti evitarle

Sul guscio delle uova c’è un codice che pochi sanno interpretare

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Alessia Malorgio

Alessia Malorgio

Content Specialist

Ha conseguito un Master in Marketing Management e Google Digital Training su Marketing digitale. Si occupa della creazione di contenuti in ottica SEO e dello sviluppo di strategie marketing attraverso canali digitali.

Quando si acquistano le uova al supermercato, la scelta spesso avviene in pochi secondi. Si guarda il prezzo, magari la dimensione, a volte il marchio. Eppure sul guscio e sulla confezione è stampato un codice che racconta molto di più: indica come sono state allevate le galline che hanno prodotto quelle uova.

Si tratta di un’informazione obbligatoria nell’Unione Europea dal 2004 e rappresenta, di fatto, uno dei pochi strumenti concreti che i consumatori hanno per capire cosa stanno comprando davvero. Un numero in particolare, il 3, è spesso al centro del dibattito quando si parla di benessere animale e sostenibilità. Capire cosa significano questi codici è quindi fondamentale per fare una scelta consapevole.

Come vengono classificate le uova

Le uova vendute nei supermercati europei sono suddivise in quattro categorie principali, identificate dal primo numero stampato sul guscio. Questo numero indica il tipo di allevamento delle galline ovaiole.

0: allevamento biologico

Le uova con il numero 0 provengono da galline allevate secondo i criteri dell’agricoltura biologica. Gli animali devono avere accesso all’esterno e disporre di spazi adeguati per muoversi. Il mangime utilizzato è biologico e non può contenere OGM o additivi per stimolare la crescita. In teoria rappresentano la scelta più attenta al benessere animale e all’ambiente. Tuttavia, alcune indagini condotte da associazioni animaliste negli ultimi anni hanno mostrato che anche in questo settore possono verificarsi irregolarità, con strutture che non rispettano pienamente gli standard dichiarati.

1: allevamento all’aperto

Le uova con codice 1 provengono da galline che possono uscire all’esterno per alcune ore della giornata. Gli animali vivono in capannoni ma hanno accesso a spazi all’aria aperta protetti. A differenza del biologico, però, non esistono restrizioni rigide sul tipo di mangime utilizzato. Le galline possono quindi essere alimentate anche con sostanze che favoriscono la produzione di uova o con farine animali.

2: allevamento a terra

Il termine può trarre in inganno. “A terra” non significa libertà all’aperto. Le galline restano all’interno di grandi capannoni chiusi, dove possono muoversi ma condividono lo spazio con migliaia di altri animali. La deposizione delle uova avviene in nidi comuni o direttamente sul pavimento del capannone. Anche in questo caso non esistono particolari limiti sulla composizione dei mangimi.

3: allevamento in gabbia

Il numero 3 identifica le uova provenienti da allevamenti intensivi in gabbia, noti anche come allevamenti “in batteria”. In queste strutture le galline vivono in spazi estremamente ridotti. La normativa europea stabilisce una superficie minima di circa 750 centimetri quadrati per animale, poco più di un foglio A4.

Gli animali non possono razzolare, non vedono l’esterno e trascorrono l’intera vita in gabbie metalliche. L’illuminazione artificiale viene spesso mantenuta per molte ore al giorno per stimolare la produzione di uova. Questo sistema produttivo è stato a lungo criticato da veterinari e associazioni per il benessere animale. Per questo motivo molti consumatori scelgono di evitare proprio le uova con il numero 3.

Perché il codice sulle uova è così importante

Il codice stampato sulle è l’unico modo immediato per conoscere la provenienza del prodotto. Il sistema di identificazione europeo prevede una sequenza di numeri e lettere che indica:

  • tipo di allevamento (il primo numero);
  • paese di origine;
  • provincia;
  • codice specifico dell’azienda agricola.

Ad esempio, un codice che inizia con 0 IT indica uova biologiche prodotte in Italia. Il resto della sequenza consente di risalire con precisione all’allevamento di provenienza. Questa tracciabilità è stata introdotta per aumentare la trasparenza del mercato e consentire controlli sanitari più efficaci. In caso di problemi, le autorità possono individuare rapidamente la filiera produttiva.

Il tema del benessere animale

La questione del benessere delle galline ovaiole è diventata centrale nel dibattito europeo. Secondo i dati della Commissione Europea, per decenni gli allevamenti in gabbia hanno rappresentato il sistema dominante nella produzione di uova. Negli ultimi anni però il mercato sta rapidamente. Sempre più catene di supermercati e aziende alimentari hanno annunciato l’intenzione di eliminare progressivamente le uova provenienti da allevamenti in gabbia dalle proprie filiere.

Anche le scelte dei consumatori stanno influenzando questa trasformazione. Le vendite di uova biologiche e da allevamento all’aperto sono cresciute in diversi Paesi europei, segno di una maggiore attenzione verso le condizioni di vita degli animali.

Come scegliere le uova in modo consapevole

Leggere il codice sul guscio richiede pochi secondi ma permette di fare una scelta informata. Chi desidera privilegiare standard più elevati di benessere animale tende a orientarsi verso:

  • codice 0 (biologico);
  • codice 1 (all’aperto).

Le uova con codice 2 o 3 provengono invece da sistemi produttivi più intensivi. Nel caso del numero 3, si tratta degli allevamenti in gabbia, spesso considerati i meno sostenibili dal punto di vista etico.

Naturalmente il prezzo rimane un fattore determinante. Le uova biologiche costano mediamente di più proprio perché richiedono spazi maggiori, mangimi certificati e sistemi di allevamento meno intensivi.

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