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Eclissi solare del 12 agosto: perché non basta un paio di occhiali da sole per osservarla

Non bastano occhiali scuri o rimedi improvvisati: per osservare l’eclissi servono protezioni certificate.

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Alessia Malorgio

Alessia Malorgio

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Il 12 agosto 2026 il cielo offrirà uno degli spettacoli astronomici più attesi dell’estate e di tutto l’anno in generale: un’eclissi solare visibile anche dall’Italia, seppure in modo diverso a seconda della zona. A Roma, la Luna inizierà a coprire il disco solare intorno alle 19.32, con un massimo previsto verso le 20.06, quando il Sole risulterà oscurato per circa il 57,89%. Nella Capitale, però, il tramonto arriverà pochi minuti prima, quindi si potrà osservare solo la prima parte del fenomeno.

Proprio perché avverrà verso sera, l’eclissi sarà particolarmente suggestiva: il Sole basso sull’orizzonte apparirà come una falce luminosa, visibile da punti panoramici come il Gianicolo, Monte Mario, il Giardino degli Aranci o il litorale romano. Ma la bellezza dell’evento non deve far dimenticare la regola principale: non si guarda mai il Sole senza protezioni adeguate.

Cresce l’attesa per l’eclissi di sole del 12 agosto: la vedremo parzialmente anche in Italia

L’attesa è alta anche perché un’eclissi solare così rilevante non è un appuntamento frequente per l’Italia. Eventi di questo tipo, visibili in modo significativo dal nostro Paese, possono richiedere anni prima di ripresentarsi con condizioni favorevoli: per questo il 12 agosto sarà una data speciale non solo per gli appassionati di astronomia, ma anche per chi vuole assistere a un fenomeno raro senza dover viaggiare all’estero.

Perché gli occhiali da sole non bastano

Il rischio più comune è pensare che, essendo il Sole parzialmente coperto, sia meno pericoloso. Non è così. Durante un’eclissi, la radiazione solare resta dannosa per gli occhi e può provocare lesioni anche se il disco appare meno luminoso.

La Fondazione Bietti di Roma ha ricordato che l’esposizione diretta può causare ustioni retiniche, note anche come retinopatia solare. Il problema è subdolo perché la retina non dà dolore immediato: ci si può accorgere del danno solo dopo alcune ore o perfino dopo qualche giorno, quando compaiono macchie, visione offuscata o difficoltà a vedere nitidamente.

I normali occhiali da sole, anche molto scuri, non sono sufficienti. Lo stesso vale per vetri affumicati, pellicole radiografiche, filtri artigianali o vecchi rimedi casalinghi. Per guardare direttamente il Sole servono occhiali specifici per eclissi certificati ISO 12312-2, da indossare prima di alzare lo sguardo.

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Come osservare il fenomeno in sicurezza

Gli occhiali certificati devono essere integri, senza graffi o danni. Vanno messi prima di guardare il Sole e tolti solo dopo aver distolto lo sguardo. Ancora più attenzione serve con bambini e ragazzi, che devono essere seguiti da un adulto.

Binocoli, telescopi e fotocamere sono un capitolo a parte: non basta indossare occhiali da eclissi mentre si guarda attraverso una lente. Gli strumenti ottici concentrano i raggi solari e devono avere filtri specifici montati davanti all’obiettivo.

Chi non ha protezioni certificate può usare metodi indiretti, come la proiezione dell’immagine del Sole su una superficie chiara. L’importante è non improvvisare. L’eclissi del 12 agosto sarà un momento raro e affascinante, da non perdere assolutamente ma la vista vale più di qualsiasi foto ricordo, e va protetta adeguatamente.

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