L’aglio è senza dubbio uno degli ingredienti più amati e, al tempo stesso, temuti della cucina italiana. Presente nelle dispense di tutto il nostro Paese e pilastro fondamentale di centinaia di ricette tradizionali, ha spesso vissuto all’ombra di altri prodotti simbolo dell’eccellenza enogastronomica nazionale come vino, olio extravergine d’oliva o formaggi. A colmare questo storico vuoto culturale ed enogastronomico nasce Vampiri Italiani, la prima associazione di assaggiatori di aglio in Italia, pronta a trattare questo bulbo con la dignità, il rigore e la precisione che merita.
“Loro fuggono dall’aglio. Noi lo assaggiamo”: l’origine del progetto
L’iniziativa prende vita a Songavazzo, in provincia di Bergamo, su idea di un giornalista del settore enogastronomico Luca Scainelli e di un affiatato gruppo di soci fondatori. Il nome scelto fa leva su una figura mitologica classica per capovolgerne del tutto la prospettiva: se i vampiri della tradizione popolana scappano a gambe levate di fronte all’aroma del bulbo, i Vampiri Italiani lo studiano, lo analizzano e lo celebrano.
Il loro irriverente claim riassume alla perfezione lo spirito del progetto: “Loro fuggono dall’aglio. Noi lo assaggiamo”. Come amano sottolineare i promotori con un pizzico di provocazione e molto sano umorismo, l’intento è quello di mostrare che “l’aglio non morde”, unendo la massima serietà tecnica a un’identità che non si prende mai troppo sul serio.
Un metodo d’assaggio a 100 punti per la biodiversità italiana
Dietro il tono goliardico si nasconde una vera e propria metodologia sensoriale codificata. L’associazione ha sviluppato una scheda di valutazione a 100 punti e protocolli specifici per condurre panel d’assaggio alla cieca. Attraverso queste analisi, l’associazione valuta le caratteristiche organolettiche dell’aglio nelle sue diverse forme: crudo, cotto, affumicato o trasformato (come l’aglio nero o sott’olio).
L’obiettivo primario è mappare e valorizzare l’immensa biodiversità italiana, censendo ecotipi locali, produzioni DOP, IGP e Presìdi Slow Food. Tra le tipologie oggetto di studio spiccano:
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Aglio Bianco Polesano DOP e Aglio di Voghiera DOP;
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Aglio Rosso di Nubia e Aglio Rosso di Sulmona;
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Aglio di Vessalico e Aglione della Chiana;
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Aglio di Resia, Aglio di Caraglio e Aglio dell’Ufita.
La degustazione professionale va oltre il semplice concetto di “pungenza”, esaminando note aromatiche, dolcezza, balsamicità, grado di umami e la caratteristica curva di persistenza olfattiva e gustativa.
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La struttura del territorio: dai “Covi” alla formazione dei soci
L’associazione neonata si sviluppa tramite una rete capillare diffusa su tutto il nostro Paese. L’organizzazione territoriale si articola attraverso i vari Covi provinciali, presieduti ciascuno da una figura di riferimento chiamata Custode, il cui compito è mantenere il contatto con i produttori locali e promuovere la cultura dell’aglio sul proprio territorio.
Per aderire non è necessario essere esperti di analisi sensoriale per aderire: i “Vampiri Italiani” mettono a disposizione un percorso strutturato di formazione professionale articolato su vari livelli, che accompagnano gli appassionati dal grado di Aspirante Vampiro fino alle qualifiche più avanzate. Un modo veramente originale per riscoprire la ricchezza di uno dei prodotti più autentici della nostra tradizione agricola.