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Intervista a Nena: "Sto per tornare insieme a Gianna Nannini"

A 35 anni dall'uscita della hit "99 Luftballoons", torna la mitica Nena con un'ospite d'eccezione: Gianna Nannini. L'abbiamo intervista in esclusiva.

Era il 1983 quando i 99 palloncini colorati della cantante tedesca Nena hanno invaso il mondo, trasportando allegria e soprattutto un potente messaggio di pace in un mondo ancora troppo diviso, segnato da equilibri geopolitici instabili.

Chiunque (anche i più giovani) conosce “99 Luftballoons”, storico brano di Nena, ancora oggi cantata e rimaneggiata in tutto il pianeta. Era il 1983, ma il successo di questo brano persiste ancora oggi a 35 anni di distanza, tanto è difficile toglierselo dalla testa. Così come la voce di Nena – la cantante che ha dato anche il nome al gruppo – armoniosa e seducente, proprio come lei. Erano gli anni ’80, i ragazzi avevano tanta voglia di ballare e il pop new wave di Nena era proprio quello che cercavano.

Nel 1982 i membri della band s’incontrarono per la prima volta a Berlino Ovest: Gabriele Kerner, Jörn-Uwe Fahrenkrog-Petersen, Carlo Karges, Jürgen Dehmel e Rolf Brendel non sapevano che di lì a poco sarebbero diventati leggenda. Il loro singolo di debutto, “Nur geträumt”, fu un gran successo e il gruppo iniziò a farsi conoscere principalmente in Germania. “99 Luftbaloons” lo seguì immediatamente e, dopo sette settimane passate in seconda posizione, raggiunse la numero uno.

“99 Luftballoons” è stato il primo brano in lingua tedesca ad aver avuto un successo incredibile anche negli Usa, tanto che – dopo qualche tempo – decisero d’incidere una versione anglofona del brano, che scalò la vetta anche nel Regno Unito. E fu proprio quello il trampolino di lancio che li rese famosi a livello internazionale: a partire dal 1984, infatti, furono invitati a partecipare a trasmissioni televisive di Scandinavia, Spagna, Inghilterra e Francia. Nena era così famosa che fece addirittura un tour in Giappone.

La band si è poi sciolta nel 1987 anche se i membri hanno avviato carriere soliste continuando anche a collaborare tra loro ad alcuni progetti. E Nena – la leader del gruppo – è ancora una star nella sua Germania.

L’abbiamo raggiunta per farci raccontare i retroscena di quella famosa hit e non solo: ecco la nostra intervista.

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Sono passati ben 35 anni dall’uscita di “99 Luftballon”: quante vite diverse ha vissuto questo brano?

Ho “conosciuto” questa canzone quando avevo 21 anni e da allora viviamo sempre assieme. I palloncini hanno volato con me in tutto il mondo, un giorno mi hanno anche visto diventare mamma. Oggi che sono ormai una nonna “quadrupla”, siamo ancora insieme sul palco. Siamo legati per sempre e non ci sarà mai un concerto di Nena senza questa canzone.

Non è facile (anzi) che una canzone cantata in lingua tedesca ottenga un successo stratosferico e globale come questo brano. Come ti spieghi il successo incredibile di questa canzone?

Nessuno può davvero sapere cosa – alla fine – determini il successo di una canzone, e io non cerco mai una spiegazione a queste cose. L’idea alla base di questa canzone, l’ha avuta il nostro chitarrista Carlo Karges quando eravamo insieme a tutta la band nel 1982 ad un concerto dei Rolling Stones a Berlino: alla fine dello spettacolo Mick Jagger aveva dei palloncini, che sono stati trasportati dal vento in direzione del Muro, verso la RDT. Quella stessa notte Carlo ha scritto il testo e ce l’ha mostrato in sala prove il giorno dopo. Già mentre leggevo le battute, i brividi correvano lungo la mia spina dorsale e non vedevo l’ora di cantarla. Da quel momento in poi è stato tutto inarrestabile. Ah, in tutto ciò c’è anche una divertente storia a margine: io e la band volevamo pubblicare la canzone come singolo al più presto e la nostra casa discografica ha fatto di tutto per farlo uscire. Nella versione originale che arriva dal nostro primo dipartimento A & R, la canzone non ha coro e non è commercialmente interessante! Mi viene ancora da ridere oggi, a pensarci.

Tra tutte le cover che negli anni sono state fatte, ce n’è una (o più d’una) che ti sono piaciute in particolare?

La mia versione preferita di “99 Luftballon” è probabilmente quella di Homer Simpson. (ride)

Una curiosità: perché i palloncini erano proprio 99?

99 palloncini volano attraverso il mondo e centinaia di questi li porto nel cuore. (ride)

Quando hai pubblicato questo pezzo, nel 1983, ti saresti mai immaginata che poteva diventare un manifesto contro la guerra?

Abbiamo creduto in questa brano e nel suo messaggio, ma nessuno aveva previsto che sarebbe davvero diventato un successo mondiale. La canzone è stata interpretata in tutto il mondo come una canzone di pace, e ancora oggi è così. Il testo trasmette – a modo suo – un messaggio di pace e parla di incomprensioni e altre piccole cose che potrebbero avere però grandi conseguenze.

Abbiamo saputo che a settembre uscirà un nuovo singolo assieme a Gianna Nannini. Innanzi tutto, puoi dirci qualcosa di più?

Gianna ha cantato una mia canzone dal titolo “Liebe ist” nello spettacolo-tributo che hanno fatto l’anno scorso in mio onore e la gente è letteralmente impazzita dall’entusiasmo! E’ stato in quell’emozione da pelle d’oca che io e Gianna ci siamo trovate a nostro agio. È diventato subito chiaro che volevamo cantare insieme quella canzone, che era in qualche modo nell’aria. Gianna ha tradotto i testi e poi abbiamo cantato “Liberi Amo” insieme in studio. È la prima volta che canto in italiano…

Come vi siete conosciuti tu e Gianna?

Ci siamo conosciute nell’82 a Berlino, nel bagno delle donne di Jim Rocket…come va avanti la storia, te lo raccconto solo insieme a Gianna. (ride)

A parte Gianna Nannini, cos’altro conosci dell’Italia? E’ una terra che ti affascina?

L’Italia è l’Italia, la adoro! Abbiamo dei parenti in Toscana, una casa di 300 anni fa nel nord Italia, amo la vostra lingua, la vostra gentilezza e soprattutto amo Gianna.

Sei allo stesso tempo una rockstar, una mamma e anche una nonna. Come riesci oggi a conciliare questi tre “lavori” e soprattutto, quale dei tre ruoli è il più difficile?

Sono stata sul palco da rockstar, ho suonato e scritto musica per 40 anni, sono cinque volte mamma, quattro volte nonna e insieme a mio marito ho fondato una scuola che ha fornito uno spazio gratuito per 85 studenti nell’arco di dieci anni e molto altro ancora. Sì, la mia vita è colorata e mi piace così com’è.

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