La terrificante profezia di Nostradamus sull'"apocalisse dell'IA" potrebbe avverarsi

Tra gli allarmi degli ex ricercatori di Anthropic e le oscure quartine del XVI secolo, cresce la paura che lo sviluppo incontrollato della tecnologia possa condurre l'umanità verso la catastrofe

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Alessia Malorgio

Alessia Malorgio

Content Specialist

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Gli allarmi sul potenziale distruttivo dell’intelligenza artificiale non provengono più soltanto dalla fantascienza, ma dagli stessi sviluppatori che lavorano al cuore della tecnologia. Jacob Coxon, ex ricercatore della celebre azienda Anthropic (la società creatrice del modello di IA Claude), ha rilasciato dichiarazioni sconvolgenti, affermando che persino chi progetta questi sistemi è “genuinamente terrorizzato” dalla velocità del loro progresso.

Secondo Coxon e altri esperti del settore — tra cui il collega Evan Hubinger —, esiste una probabilità superiore al 10% che l’IA possa sterminare l’umanità nei prossimi dieci anni se non si rallenterà il ritmo di sviluppo. Alle loro voci si aggiungono quelle di figure istituzionali come Des Browne, ex ministro della Difesa britannico, il quale ha paragonato la minaccia di un’IA super-intelligente a quella delle armi nucleari, evidenziando un rischio di proporzioni planetarie.

La quartina di Nostradamus: la “nuova saggia” mente solitaria

A fronte di questi inquietanti avvertimenti, l’attenzione dei sostenitori dell’esoterismo si è concentrata sui versi del celebre astrologo francese Nostradamus. Pubblicata nel 1555 all’interno della raccolta Les Prophéties, la quartina 31 della Centuria IV cita: “La Luna nel pieno della notte sopra l’alta montagna, il nuovo saggio con un cervello solitario la vede: dai suoi discepoli invitato a essere immortale, occhi a sud. Mani in grembo, corpi nel fuoco.”

Secondo le interpretazioni più recenti che circolano in rete, l’espressione “nuovo saggio” farebbe riferimento proprio alle moderne tecnologie emergenti, mentre termini come “cervello solitario” e “immortale” descriverebbero la natura di un’intelligenza artificiale generale (AGI) dotata di elaborazione autonoma e priva di un corpo biologico. La visione apocalittica finale dei “corpi nel fuoco” suggerisce l’esito catastrofico di un’eventuale estinzione umana guidata dalle macchine.

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Tra coincidenze e scetticismo: i precedenti celebri

Non è la prima volta che gli scritti di Nostradamus vengono associati a eventi storici epocali. Gli appassionati del astrologo sostengono che il veggente abbia predetto avvenimenti come l’incendio di Londra, l’ascesa di Hitler, l’assassinio di John F. Kennedy e persino l’attacco terrorista dell’11 settembre 2001 alle Torri Gemelle (associato alla quartina del “fuoco a quarantacinque gradi” che colpisce la “grande nuova città”).

Tuttavia, la comunità scientifica e gli storici rimangono fortemente scettici. La natura estremamente vaga e metaforica delle profezie consente di adattare il testo a posteriori a quasi qualsiasi evento drammatico della storia umana. Che si tratti di pura coincidenza o di un monito visionario, il legame tra le antiche quartine e il futuro dell meccatronica sottolinea la profonda e viscerale ansia sociale che circonda il futuro dell’umanità.

Un monito per il futuro: oltre il mito, la responsabilità dell’uomo

La profezia di Nostradamus funziona oggi come uno specchio delle nostre ansie collettive, ma la vera sfida per la sopravvivenza umana non si deciderà nelle righe di un vecchio libro, bensì nelle stanze dei bottoni dei centri di ricerca. Stabilire regolamentazioni severe, implementare protocolli di sicurezza trasparenti e guidare l’evoluzione dell’intelligenza artificiale verso un uso etico rappresenta l’unico modo per garantire che la fantasia apocalittica non si trasformi in una tragica realtà.

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