L'ingrediente 'nascosto' che aumenta il rischio di ictus

L’ictus è tra le principali cause di morte e molto fa l’alimentazione: attenzione a questo comunissimo ingrediente nascosto, è bene evitarlo

23 Maggio 2022

Secondo alcune stime recenti, in Italia l’ictus è la terza causa di morte dopo le malattie cardiovascolari e le neoplasie: colpisce 185mila persone ogni anni, di cui 150mila per la prima volta e la restante parte sono attacchi che si ripetono per la seconda volta.

I numeri sono molto alti e nella maggior parte dei casi, è uno stile di vita sbagliato – con annessa alimentazione squilibrata – a provocare il coagulo di sangue e la conseguente chiusura o rottura di un vaso cerebrale.

I fattori di rischio che possiamo immediatamente controllare vedono il fumo, l’obesità e l’alcool tra i principali, ma anche una dieta ipersodica figura tra gli scenari frequenti di episodi di alta o altissima pressione e dunque di ictus.

Ebbene, è proprio il sale uno degli ingredienti ‘nascosti’ più pericolosi per il nostro organismo e conoscere ciò che mangiamo diventa fondamentale per prevenire non soltanto l’ictus ma anche altre patologie comunemente legate al consumo eccessivo di sale.

Secondo Charity Stroke UK, “gran parte del sale che mangiamo è ‘nascosto’ negli alimenti trasformati come piatti pronti, patatine, noci, torte e biscotti e carni lavorate”. Stroke UK raccomanda inoltre che un individuo dovrebbe: “Evitare di aggiungere sale al cibo durante la cottura o a tavola. Provate invece a usare – questo il consiglio degli esperti – zenzero fresco, succo di limone, peperoncini o erbe e spezie essiccate per insaporire il cibo”.

Questo approccio sicuramente più salutare nell’insaporire i cibi può fare la grande differenza e portare ad una importante limitazione di sodio senza nulla togliere al gusto delle pietanze.

Attenzione ad utilizzare prodotti a basso contenuto di sodio: non sono adatti a tutti ed è bene consultare il proprio medico a riguardo. L’associazione che lavora alla prevenzione di ictus sottolinea infatti che “non sono adatti a persone con problemi renali e a coloro che usano farmaci che influenzano i livelli di potassio”.

Per il resto, il fattore temporale è fondamentale nel riconoscere un attacco in corso e agire in modo mirato: tra i sintomi troviamo l’impossibilità di sorridere, di alzare le braccia e di difficoltà nel linguaggio. Chiamare i soccorsi, annotare l’ora in cui sono comparsi i primi campanelli d’allarme, adagiare il paziente allentando gli indumenti che stringono e non dargli acqua sono le prime cose concrete che tutti noi possiamo fare per minimizzare i danni.

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