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L'isola fantasma che appare e scompare in Canada: è ricoperta di alberi e si sposta

Un lembo di terra verde e rigoglioso di ben dieci mila metri quadrati ha iniziato a vagare tra le acque del bacino di Williston, scatenando la curiosità di residenti, scienziati e social network

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Alessia Malorgio

Alessia Malorgio

Content Specialist

Ha conseguito un Master in Marketing Management e Google Digital Training su Marketing digitale. Si occupa della creazione di contenuti in ottica SEO e dello sviluppo di strategie marketing attraverso canali digitali.

Un vero mistero naturale sta catturando l’attenzione della comunità scientifica internazionale e degli utenti di tutto il mondo. Nel cuore della Columbia Britannica, in Canada, una gigantesca isola galleggiante ricoperta da una flora lussureggiante e da alberi ad alto fusto è comparsa improvvisamente sulle acque del Williston Reservoir, uno dei bacini idrici artificiali più imponenti e vasti del pianeta.

L’estensione della struttura è davvero straordinaria: le misurazioni indicano un’area di circa 10.000 metri quadrati — con una lunghezza di quasi 150 metri e una larghezza di 75 — dimensioni sufficienti a ospitare un piccolo ecosistema autonomo. L’aspetto ancora più affascinante e insolito risiede nel fatto che la massa di terra non risulta in alcun modo ancorata al fondale.

Filmati e fotografie testimoniano come l’intera lingua di terra si sposti spinta dal vento e dalle correnti lacustri, arrivando a percorrere persino 30 chilometri rispetto al punto di primo avvistamento, prima di cambiare direzione o temporaneamente svanire alla vista dietro le insenature del bacino.

Dalla bufala digitale ai rilievi satellitari

Sulle prime, la visione di un intero bosco mobile e rigoglioso al centro del lago ha suscitato un forte scetticismo nell’opinione pubblica. Molti utenti in rete avevano etichettato le immagini come l’ennesima bufala digitale, un contenuto generato dall’intelligenza artificiale o un elaborato fotomontaggio architettato per accumulare visualizzazioni sui social media.

La smentita a queste teorie cospirative è giunta tuttavia molto presto, supportata da dati scientifici inconfutabili. L’isola è stata infatti nitidamente catturata dai rilievi ad alta risoluzione dei satelliti ed è stata confermata ufficialmente dai tecnici di BC Hydro, la società pubblica che si occupa della gestione della diga e del bacino artificiale.

L’ente ha confermato che l’isola non solo esiste ed è reale, ma rappresenta uno straordinario caso di studio idrologico e geologico, spingendo gli esperti a monitorare costantemente le sue traiettorie tramite strumenti telematici per comprendere meglio le dinamiche che ne regolano lo spostamento.

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Le ipotesi scientifiche sull’origine

Nonostante l’effetto visivo possa evocare atmosfere fiabesche o scenari da film di fantascienza, i geologi e gli idrologi hanno formulato una serie di spiegazioni scientifiche ben precise per motivare la nascita di questa “zattera organica”:

  • Innalzamento eccezionale dei livelli idrici: L’area è stata interessata da un inverno caratterizzato da abbondanti nevicate, seguite da intense precipitazioni estive. Questo mix meteorologico ha spinto il livello del bacino di Williston a toccare la sua massima capacità idrica dopo oltre 14 anni.
  • Distacco della linea di costa: Il rapido ed eccezionale innalzamento delle acque ha sommerso porzioni di sponda rimaste all’asciutto per oltre un decennio, arrivando a scalzare alla base un blocco di terreno.
  • Intreccio radicale e galleggiamento: La struttura del terreno, composta da torba, muschio e fango vischioso, era tenuta strettamente unita da un fittissimo apparato radicale interconnesso degli alberi. Questo blocco unico ha intrappolato grandi quantità d’aria e gas di decomposizione sotto la superficie, trasformandosi in una gigantesca zattera naturale galleggiante.

Al momento, le squadre di monitoraggio continuano a seguirne i movimenti via satellite. Gli scienziati attendono di capire se, con il progressivo abbassamento dei livelli dell’acqua, la zattera sia destinata a incagliarsi definitivamente in un’insenatura della costa o se il lento degrado della torba porterà la massa a disaggregarsi gradualmente nel bacino canadese.

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