Di tanto in tanto, sul web sono pubblicati annunci di immobili in zone del mondo da sogno. L‘isola privata e disabitata di Makri, situata nel Mar Ionio, è finita all’asta con una base di partenza di appena 250 mila euro, segnando un crollo verticale rispetto agli 8 milioni di euro a cui era stata valutata nel 2022 sul mercato immobiliare del lusso. Dietro questo prezzo straordinariamente basso, si nasconde una realtà estremamente complessa. Chiunque decida di acquistare l’isola erediterà infatti una pesante situazione finanziaria, caratterizzata da debiti e rivendicazioni fiscali che superano i 20 milioni di euro, molti dei quali avanzati dallo stesso Stato greco.
L’isola greca impossibile da comprare?
Makri è un paradiso incontaminato che rientra integralmente nella rete di protezione europea Natura 2000 ed è classificata come area forestale protetta. Questo status giuridico blinda il territorio, vietando la costruzione di grandi strutture ricettive e richiedendo iter burocratici straordinariamente complessi, che necessiterebbero persino di un decreto presidenziale, anche solo per interventi minimi.
A rendere l’investimento ancor più oneroso si aggiunge la totale mancanza di infrastrutture di base. L’eventuale acquirente dovrebbe infatti farsi carico di costi monumentali per introdurre l’elettricità, l’acqua potabile e i sistemi di smaltimento dei rifiuti nel pieno rispetto dell’ambiente. Di conseguenza, le reali possibilità di utilizzo dell’isola rimangono fortemente limitate e circoscritte ad attività agricole sostenibili o a progetti di conservazione a basso impatto, trasformando Makri nel simbolo di un raro angolo selvaggio di Mediterraneo salvato dal turismo di massa proprio grazie alle sue tutele ambientali.
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Un’isola con una storia reale, nel vero senso della parola
Un altro annuncio immobiliare sta facendo il giro del web perché ribalta uno dei luoghi comuni più duri a morire: quello secondo cui un’isola è un lusso per pochissimi. In Galles, infatti, è in vendita un’isola privata a un prezzo che, facendo un rapido confronto, risulta inferiore a quello di molti bilocali a Milano.
Siamo lungo la costa nord-occidentale del Galles, in un tratto di paesaggio che sembra disegnato apposta per stupire. Qui si trova una piccola isola di circa 18 acri, messa sul mercato per circa 350.000 sterline. Una cifra che, convertita e contestualizzata nel mercato immobiliare italiano, suona quasi irreale se associata alla parola “isola”. Ma come spesso accade, il dettaglio curioso arriva subito dopo.
L’isola ha alle spalle una storia che affonda le radici nella monarchia britannica. In passato, infatti, fu di proprietà di Queen Anne, sovrana del Regno Unito nei primi anni del Settecento. Fu proprio lei a donare l’isola agli antenati di una delle famiglie nobili locali, un gesto che le valse il soprannome di “Anne’s Gift Island”, ovvero “l’isola dono di Anna”.
Questo legame storico le conferisce un fascino ulteriore: è un frammento di storia britannica che ha attraversato secoli di trasformazioni, passando dalla Corona all’aristocrazia gallese.
Dove si trova e perché il paesaggio conta
Geograficamente, l’isola si trova nell’estuario del fiume Dwyryd, non lontano dal celebre villaggio di Portmeirion, noto per la sua architettura fiabesca e per essere stato set cinematografico e turistico. L’area è caratterizzata da panorami ampi e incontaminati: acqua che cambia colore con le maree, montagne sullo sfondo e una sensazione di isolamento che, oggi, per molti è un valore aggiunto.
Gli agenti immobiliari parlano di un paesaggio “non contaminato”, con viste aperte sulla costa e sulle colline circostanti. Non a caso, la proprietà è considerata un’occasione rara proprio per chi cerca un contatto autentico con la natura, lontano dalle rotte turistiche di massa.
La casa sull’isola: fascino sì, ma con riserva
Sull’isola sorge una grande casa colonica in pietra di epoca vittoriana, affacciata verso est. È stata abitata fino agli anni Settanta del Novecento, poi progressivamente abbandonata. Oggi rappresenta uno degli elementi più affascinanti e allo stesso tempo più impegnativi dell’intera proprietà.
L’edificio necessita di una ristrutturazione importante. Si parla di un intervento profondo, che richiede tempo, risorse e una visione chiara. Accanto alla casa principale è presente anche un edificio secondario in pietra, utilizzabile come deposito o spazio di servizio.
Il terreno: natura selvaggia da domare
La superficie dell’isola è composta da prati permanenti e aree di terreno roccioso, in parte invase dalla vegetazione. Restano tracce di vecchie delimitazioni dei campi, segno che in passato il terreno veniva gestito e sfruttato. Oggi, però, sarebbe necessario un lavoro di recupero agricolo o paesaggistico per riportarlo a una piena funzionalità.
Secondo le descrizioni, l’isola trarrebbe beneficio da una gestione attiva, come il pascolo o interventi di manutenzione ambientale, per valorizzare al meglio il suo potenziale.
Il dettaglio curioso: si arriva solo con la bassa marea
Ed eccolo, il particolare che rende questa isola diversa da tutte le altre: non è sempre raggiungibile. L’accesso è possibile solo durante la bassa marea, attraversando un tratto di estuario fangoso. Niente ponti, niente moli privati sempre utilizzabili. Bisogna letteralmente aspettare che il mare si ritiri.
Un limite? Dipende dal punto di vista. Per alcuni è un ostacolo logistico evidente; per altri, è parte integrante del fascino. Un filtro naturale che seleziona chi è davvero disposto ad abbracciare uno stile di vita lento, scandito dai ritmi della natura e non dall’orologio.