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Mangi di meno perché vuoi dimagrire? La prima cosa che perdi non è il grasso. Cosa dicono gli esperti

Vuoi perdere peso mangiando meno? Attenzione: il grasso non è sempre la prima cosa che il nostro corpo consuma.

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Giuseppe Guarino

Giuseppe Guarino

Giornalista

Ph(D) in Diritto Comparato e processi di integrazione e attivo nel campo della ricerca, in particolare sulla Storia contemporanea di America Latina e Spagna. Collabora con numerose testate ed è presidente dell'Associazione Culturale "La Biblioteca del Sannio".

Ogni volta che prendiamo la decisione di dimagrire, la scelta più ovvia sembra sempre la stessa: mangiare meno. E, in effetti, se cominciamo a farlo davvero e controlliamo la bilancia ci rendiamo conto che sembra davvero tutto facile. Perdiamo peso abbastanza rapidamente e ci convinciamo di aver già iniziato a bruciare grasso. In realtà, come spiegano gli esperti, il nostro corpo segue un ordine molto diverso da quello che immaginiamo: prima di intaccare davvero le riserve adipose, perde qualcos’altro.

Se mangi meno e perdi peso sta attento: quello che perdi non è subito grasso

La scena di fronte alla quale ci troviamo è piuttosto comune. Quando ci si accorge di avere qualche chilo di troppo subito si tagliano porzioni, dolci, pane, pasta e snack. Poi dopo pochi giorni ci si pesa e il risultato sembra incoraggiante. Due chili in meno? Fantastico.

Peccato che, nella maggior parte dei casi, quel dimagrimento iniziale non corrisponda a due chili di grasso spariti. È più spesso un calo legato ai liquidi. Quando si mangia meno, soprattutto se si riducono molto i carboidrati, il nostro corpo comincia infatti a usare le scorte di glicogeno, una forma di zucchero conservata nei muscoli e nel fegato. Il glicogeno funziona un po’ come una piccola riserva energetica pronta all’uso. Ma ha una caratteristica importante: trattiene acqua. Quando viene consumato, anche l’acqua collegata a quella riserva viene eliminata, soprattutto attraverso urina e sudore.

Ecco perché nei primi giorni di dieta il numerino sulla bilancia può scendere rapidamente. Non significa che non stia succedendo nulla, ma significa che il corpo non ha ancora bruciato grandi quantità di grasso. È una fase fisiologica, ma può creare un’illusione: si pensa di aver trovato la formula magica, quando in realtà il risultato più evidente è uno “svuotamento” iniziale.

Meno calorie, meno glicogeno: perché ti senti più sgonfio ma anche più stanco

Dopo la perdita di liquidi, arriva spesso una seconda sensazione: ci si vede più sgonfi. La pancia appare meno tesa, il corpo sembra più leggero, il viso può apparire meno gonfio. Anche questo dipende in parte dalla riduzione del glicogeno e dell’acqua trattenuta insieme a esso.

Il problema è che questa fase può portare con sé anche stanchezza, poca energia, irritabilità e calo della performance fisica. Il corpo, infatti, sta ricevendo meno carburante. Se il taglio calorico è troppo drastico, l’organismo può reagire come se fosse entrato in modalità risparmio: si muove meno volentieri, chiede più riposo e rende più faticose anche attività normali.

Ed ecco che si arriva un punto spesso sottovalutato: dimagrire non significa semplicemente mangiare pochissimo. Un deficit calorico eccessivo può mettere sotto stress il corpo, favorire la perdita di massa muscolare e rendere più difficile mantenere il percorso nel tempo.

Come perdere grasso davvero senza “spegnere” il corpo

Il grasso inizia a essere “consumato” in modo più significativo quando il deficit calorico si fa continuo nel tempo. Ma non sparisce velocemente né sempre dai punti desiderati. Per questo gli esperti invitano a diffidare delle diete lampo: promettono risultati rapidi, ma spesso fanno perdere prima liquidi, glicogeno e, se gestite male, anche massa muscolare.

La strategia più sostenibile è diversa: ridurre leggermente le calorie, senza affamarsi, mantenere un buon apporto di proteine e continuare a fare esercizio fisico.

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