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La nuova bomba de I Cani era "Nascosta in piena vista"

“Nascosta in piena vista” è la nuova canzone de I Cani, colonna sonora del film “Troppa grazia”. Ed è un’esplosione di sonorità e significati nascosti

A mezzanotte, quella che è conosciuta anche come l’ora delle streghe, I Cani hanno aperto il vaso di Pandora e rilasciato la nuova canzone.

Forse più che “vaso” dovremmo dire “scatola di Pandora” vista l’immagine che Niccolò Contessa ha messo sul nuovo sito della band, uscito il 7 novembre. Un involucro di cartone in mezzo a un prato, la scritta “I Cani” sul davanti e un occhio di bue da spostare col il mouse per tutta l’home page. Chi è approdato su questo misterioso indirizzo web ha subito avuto l’impressione di dover cercare qualcosa. Qualcosa che apparentemente non c’era ma che, come dirà poi il titolo della canzone, era “nascosta in piena vista”. E quello che nessuno vedeva ma era palese, era l’uscita del nuovo singolo. Due anni di attesa, due anni in cui i fan de I Cani non hanno potuto ascoltare i magnifici testi onirici di Niccolò Contessa. C’è addirittura chi ha creduto che il progetto della band – che negli anni è stata composta anche da Gino Maglio, Marco “Supermarket” Daretti, Andrea Suriani, Valerio Bulla e Simone Ciarocchi – fosse terminato.

E invece no. Perché non solo I Cani sono usciti con un nuovo e meraviglioso singolo, “Nascosta in piena vista”. Ma questo brano è tratto dalla colonna sonora di “Troppa Grazia”, il nuovo film di Gianni Zanasi con Alba Rohrwacher, Elio Germano e Giuseppe Battiston. Ma cos’è che è nascosta in piena vista? La canzone de I Cani, come tutte le altre composte e scritte da Niccolò Contessa, non segue uno schema nitido, lineare e razionale. Ma traccia una sua storia all’apparenza incomprensibile e che, almeno all’inizio, non ha nulla di logico. Le parole di “Nascosta in piena vista” trasportano l’ascoltatore all’interno di un sogno fatto di fili d’erba, di crepe nell’asfalto, di spazi vuoti tra sassolini, di notti buie e finestrini neri. Di fantasmi che ci accompagnano nel viaggio. Di cose che ci sembrava di aver visto e che non erano.

Ma poi, a un certo punto, le stelle nella notte illuminano il cammino: ed eccola lì, quella cosa che tanto cercavamo. E, guarda caso, era proprio “nascosta in piena vista”. A cosa si riferisce Niccolò Contessa? All’amore, all’amicizia, al senso della vita? O ad altro? Il mistero non è stato svelato e chissà se lo sarà mai. Ma chissà, forse le cose nascoste in piena vista sono le più variegate e differenti. Potrebbe riferirsi a tutto. E a tutte le volte che abbiamo visto cose che ci aspettavamo vere, ma che in fondo sapevamo non esserlo.

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