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Ecco come sono trattati i cani in diversi Paesi del mondo

Come vengono trattati i cani nel mondo? In Italia questi teneri animali vengono molto amati dai loro padroni; purtroppo, in altri paesi non è così

Fonte: flickr

Cani nel mondo, come vengono trattati i nostri amici a quattro zampe negli altri paesi? Scopriamolo insieme. In paesi come l’Italia oppure gli Stati Uniti i cani sono molto apprezzati, tanto che la maggior parte delle persone consente loro di dormire nel letto insieme ai bambini. Eppure, in altri paesi il cane viene visto come un animale pericoloso, inutile e portatore di malattie. In altri paesi ancora i cani vengono utilizzati come cibo, come ad esempio in Cina. Basti pensare che lo scorso 21 giugno, nella città di Yulin, si è tenuta una storica festa a base di carne di cane, nonostante sia stata organizzata una manifestazione dagli amanti degli animali.

Pare che per dare il via a questa festa siano stati macellati circa 10000 cani. Inoltre, secondo alcune statistiche, in Cina ogni anno vengono uccisi 10 milioni di cani per essere mangiati. Stando a quanto emerso da uno studio condotto da un’organizzazione no profit che si occupa della salvaguardia dei cani in Cina, la maggior parte dei cani utilizzati come cibo vengono rubati nelle campagne, oppure sono cani randagi. Al contrario della Cina, in Brasile il cane è un animale molto amato e rispettato; è la seconda nazione al mondo per il numero di cani presenti sul territorio, pari a 35,7 milioni.

Secondo le statistiche, la metà della popolazione brasiliana possiede un cane e l’industria per la cura degli animali è in piena espansione, fatturando circa 15,2 miliardi di dollari all’anno. In India invece, i cani non sono così fortunati; questo paese ha il più alto tasso di mortalità per la rabbia, che viene diffusa per colpa dei cani. Proprio per questo motivo nella città di Srinagar nel 2008 è stata emanata una legge che prevedeva l’avvelenamento di 100000 cani randagi.

Gli attivisti per i diritti degli animali si sono schierati contro questa legge, affermando che l’uso di stricnina, attraverso la quale avveniva l’avvelenamento, è un trattamento molto crudele in quanto causa terribili sofferenze negli animali, paralizzando il loro sistema nervoso fino ad arrivare al soffocamento. Anche in Iraq i nostri amici a quattro zampe non sono ben visti; nel 2010 il numero di cani randagi a Baghdad è arrivato a quota 1,25 milioni. Il governo decise così di inviare squadre di veterinari e di poliziotti per sparare o avvelenare i cani.

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