Un quadro cela le impronte digitali di Rembrandt

Le impronte di Rembrandt valgono (almeno) 7 milioni di euro: all’asta un quadro col “prezioso” tocco d’artista

Quanto valgono le impronte digitali del pittore olandese Rembrandt? A questa domanda risponderà la casa d’asta del Regno Unito Sotheby’s il prossimo 5 dicembre.

Quel giorno sarà infatti battuto all’asta a Londra il piccolo dipinto intitolato “Studio della testa e mani giunte di un giovane come Cristo in preghiera”. Il quadro, risalente a quasi 400 anni fa (si ritiene sia stato realizzato attorno al 1650), riporta sul bordo inferiore due impronte digitali apparentemente riconducibili ai pollici del celebre artista. Stando a quanto dichiarato ufficialmente dalla casa d’asta Sotheby’s, le impronte sono state ritrovate sotto «strati di vernice opaca e scura».

Non c’è certezza che le impronte digitali appartengano proprio a Rembrandt, dal momento che non ci sono altre stampe conosciute del pittore con cui confrontarle, ma George Gordon, co-presidente del dipartimento di Sotheby’s dedicato ai vecchi dipinti, ha precisato che «la scoperta dei segni nello strato originale di pittura lungo il bordo inferiore rende molto credibile la loro connessione con l’artista».

Alla luce di tutto questo, si stima che il dipinto di Rembrandt possa avere un valore compreso tra gli 8 e i 10,5 milioni di dollari (al cambio attuale, pari a una cifra tra i 7 ed i 9,2 milioni di euro).

Il dipinto intitolato “Studio della testa e mani giunte di un giovane come Cristo in preghiera” è stato realizzato in un’unica seduta, seguendo una tecnica chiamata in olandese “ten eersten opmaken” (che definisce proprio la pratica di realizzare un’opera in un colpo solo). Michel van de Laar, uno dei ricercatori scientifici che ha analizzato il dipinto e ha scoperto le impronte digitali sul quadro che sarà battuto all’asta da Sotheby’s, ha spiegato: «La scoperta delle impronte digitali è un’ulteriore conferma della velocità con cui è probabile che il lavoro sia stato eseguito e fornisce una nuova visione della complessa ma rapida tecnica pittorica di Rembrandt».

L’analisi forense è diventata uno strumento particolarmente utile per le case d’asta per scovare i tanto temuti falsi d’arte. Nel caso del dipinto “Studio della testa e mani giunte di un giovane come Cristo in preghiera”, l’inattesa scoperta delle impronte digitali ha invece contribuito a rendere ancora più speciale – e prezioso! – l’opera di Rembrandt che sarà battuta all’asta da Sotheby’s.

Un quadro cela le impronte digitali di Rembrandt

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