Se lavori qui, sei a rischio licenziamento nel 2024: devi saperlo

Licenziamenti in arrivo nel 2024 a causa della crescente autosufficienza dell'Intelligenza Artificiale. Anche il tuo lavoro è a rischio? Scoprilo.

4 Gennaio 2024
Giuseppe Guarino

Giuseppe Guarino

Giornalista

Ph(D) in Diritto Comparato e processi di integrazione e attivo nel campo della ricerca, in particolare sulla Storia contemporanea di America Latina e Spagna. Collabora con numerose testate ed è presidente dell'Associazione Culturale "La Biblioteca del Sannio".

Fonte: 123RF

Il 2023 ha segnato un punto di svolta nel panorama dell’IT e del mondo della tecnologia, con l’introduzione su vasta scala dell’Intelligenza Artificiale (AI). Questo avanzamento ha rivoluzionato molteplici aspetti della vita quotidiana, entrando pienamente nelle giornate di tutti noi, ma ha anche sollevato preoccupazioni riguardo alla sostenibilità del mercato del lavoro. Nel contesto di questa trasformazione, alcune aziende di risonanza globale, tra cui Google, stanno valutando strategie che potrebbero portare a licenziamenti su vasta scala, generando incertezza e preoccupazione tra i dipendenti. Ma davvero il vasto utilizzo dell’Intelligenza Artificiale porterà a una perdita di lavoro di massa?

L’AI causerà licenziamenti in tutto il mondo? La scelta delle grandi aziende

Andiamo con ordine e partiamo dal principio. In tutto il mondo, sono numerose le aziende che hanno già annunciato la riduzione del personale a causa dell’adozione di sistemi basati sull’AI, e ora Google sembra pronta a seguire questa tendenza.

Le notizie che circolano in rete indicano che la grande G potrebbe attuare un piano di licenziamento che potrebbe potenzialmente coinvolgere fino a 30.000 dipendenti, fase due rispetto a una fase di licenziamenti precedente che ha già coinvolto 12.000 lavoratori.

Un argomento, questo, che solleva una serie di interrogativi sulla direzione che il gigante tecnologico sta prendendo e sull’impatto che avrà sui lavoratori.

L’Intelligenza Artificiale è autosufficiente? Cosa si nasconde dietro le decisioni della grande G

Online, sono diverse le fonti autorevoli, come LiveMint e The Information, che indicano che la decisione di Google è strettamente legata all’autosufficienza crescente dei sistemi di pubblicità alimentati dall’AI.

La riduzione della necessità di personale per la gestione e la supervisione è il risultato diretto di questi avanzamenti tecnologici, come l’utilizzo di modelli di machine learning da parte di strumenti come Google Performance Max. Questo tool, lanciato nel 2021, ottimizza le campagne pubblicitarie su diversi canali, riducendo significativamente la dipendenza da intervento umano.

Il caso di Google si inserisce in un contesto più ampio di licenziamenti nel settore tecnologico. Aziende multinazionali di spicco, tra cui Microsoft, Amazon e Hasbro, hanno anch’esse ridotto il personale, ma il collegamento diretto tra l’efficienza apportata dall’AI e i licenziamenti in Google è particolarmente rilevante. La crescente autonomia delle tecnologie nel campo pubblicitario presenta diretti vantaggi in termini di efficienza ma costituisce una minaccia concreta per migliaia di posti di lavoro tradizionali.

Il futuro del lavoro nell’era dell’AI: cosa succederà adesso?

Nonostante i licenziamenti da parte di Google non siano ancora ufficiali, il trend è evidente e richiede una riflessione approfondita sul ruolo del lavoro umano nell’era dell’AI. Aziende e lavoratori dovranno adattarsi a queste nuove realtà, sviluppando competenze che possano integrarsi in modo sinergico con l’intelligenza artificiale. La formazione continua e l’aggiornamento professionale diventano ancor più cruciali in questo contesto in rapida evoluzione, offrendo una prospettiva di resilienza e adattabilità per affrontare le sfide del futuro.

Quali sono i vantaggi dell’Intelligenza Artificiale?

L’intelligenza artificiale ha indubbiamente già conquistato un ruolo di primo piano nella nostra società, rivoluzionando settori che vanno dalla medicina all’industria, dalla finanza all’istruzione. Tuttavia, con questa crescita esponenziale emergono una serie di rischi e vantaggi che meritano attenta considerazione.

Tra i vantaggi essenziali di questa nuova tecnologia possiamo elencare:

  • Efficienza e automazione: l’AI offre una straordinaria capacità di automazione delle attività ripetitive e manuali. Un dettaglio che consente alle aziende di aumentare la produttività e concentrarsi su compiti più creativi e strategici.
  • Precisione nei processi decisionali: grazie alla capacità di elaborare enormi quantità di dati in tempo reale, l’AI può migliorare la precisione nei processi decisionali, riducendo errori umani e consentendo una migliore gestione delle risorse.
  • Avanzamenti nella Medicina: l’AI ha il potenziale di rivoluzionare la diagnosi e il trattamento delle malattie. Algoritmi sofisticati possono analizzare dati medici complessi, accelerando la scoperta di nuove terapie e migliorando l’efficacia delle cure, oltre che contribuire a diagnosi precoci.
  • Sviluppo Tecnologico: l‘innovazione nell’AI è in grado di stimolare lo sviluppo tecnologico in molteplici settori, facilitando la creazione di soluzioni avanzate per problemi complessi.
  • Innovazione nei trasporti: l’AI è cruciale per lo sviluppo di veicoli autonomi, in grado di migliorare l’efficienza e la sicurezza del trasporto su strada.
  • Personalizzazione dei servizi: gli algoritmi di AI consentono la personalizzazione di servizi e prodotti in base alle preferenze individuali, migliorando l’esperienza degli utenti e la profilazione della clientela da parte delle aziende.

Quali sono i rischi dell’Intelligenza Artificiale?

Se i vantaggi dell’utilizzo dell’Intelligenza Artificiale sono tantissimi, altrettanti sono i rischi di una tecnologia in così rapido sviluppo. Vediamone alcuni nel dettaglio.

  • Perdita di posti di lavoro: come nel caso di Google, l‘automazione alimentata dall’AI potrebbe portare a una riduzione significativa di posti di lavoro in alcuni settori. Un fattore, questo che solleva numerose preoccupazioni sul diritto al lavoro e la necessità di riqualificare e reimpiegare coloro che vedono la propria posizione messa a rischio dalla nuova tecnologia.
  • Privacy e sicurezza: l’AI, per essere efficiente, ha bisogno di tantissimi dati. Con l’uso massiccio di informazioni, tuttavia, sorgono enormi preoccupazioni riguardo alla sicurezza e alla privacy. Le informazioni sensibili gestite da sistemi di intelligenza artificiale potrebbero essere vulnerabili a minacce esterne e sfuggire alle norme nazionali e internazionali che le proteggono.
  • Bias algoritmico: l’AI funziona grazie a schemi chiamati “algoritmi”. Gli algoritmi di intelligenza artificiale possono riflettere retaggi culturali e pregiudizi presenti nei dati di addestramento, portando a decisioni che possono essere in qualche modo orientate e in certi casi addirittura discriminatorie. Un argomento, questo, che solleva questioni etiche e richiede una vigilanza costante da parte delle autorità per garantire i diritti di tutti.
  • Mancanza di trasparenza: in molti casi, il funzionamento interno degli algoritmi di AI rimane oscuro. Questa mancanza di trasparenza può generare sfiducia e rendere difficile comprendere le decisioni prese da tali sistemi, poiché talvolta finiscono per ragionare al di fuori degli schemi consentiti o accettabili nella società.
  • Dipendenza tecnologica: la crescente dipendenza dall’AI potrebbe rendere la società vulnerabile a problemi tecnologici come le interruzioni e i blackout, con possibili impatti su vasta scala che rischiano di mettere seriamente in pericolo le nostre vite.
  • Impatto sociale: l’introduzione massiccia delle AI può avere impatti sociali di notevole portata, inclusi problemi di isolamento, dipendenza tecnologica e cambiamenti nella dinamiche del lavoro e delle relazioni umane. Inoltre, la creazione di sistemi autonomi solleva questioni etiche riguardo alle decisioni morali. Come dovrebbero essere programmati gli algoritmi per affrontare dilemmi etici complessi?

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