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Le professioni più a rischio nell'era digitale e le nuove opportunità

Professioni in bilico: un'analisi sulle dinamiche del lavoro nell'era dell'intelligenza artificiale

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Stefania Cicirello

Stefania Cicirello

Content Specialist

Content writer, video editor e fotografa, ha conseguito un Master in Digital & Social Media Marketing. Scrive articoli in ottica SEO e realizza contenuti per social media, con focus su Costume & Società, Moda e Bellezza.

Il mondo del lavoro è in costante evoluzione e l’avanzamento dell’intelligenza artificiale sta dando forma a nuovi scenari professionali. Viviamo in un’epoca in cui il progresso tecnologico e l’IA stanno ridefinendo il panorama lavorativo in modi che non avremmo potuto immaginare solo qualche decennio fa e che ancora fatichiamo a comprendere appieno, subendone in qualche modo gli effetti.

Un interessante studio condotto da Ey, Manpower e Sanoma, riportato dal Sole 24 Ore, rivela un futuro incerto per alcune professioni e l’emergere di nuove opportunità in settori inaspettati, offrendo uno sguardo approfondito su come il mondo del lavoro sta cambiando e quali professioni potrebbero essere a rischio nei prossimi anni.

Il rapido cambiamento del mondo del lavoro

Attraverso il susseguirsi dei secoli, il mondo del lavoro ha subito metamorfosi epocali, plasmate da rivoluzioni industriali, avanzamenti tecnologici e cambiamenti socioculturali. Fin dai tempi antichi, l’umanità ha sperimentato il passaggio da mestieri artigianali a lavori meccanizzati, dando vita a nuove professioni e aprendo le porte a opportunità inimmaginabili. Oggi, ci troviamo di fronte a un altro capitolo di questa evoluzione: l’era dell’intelligenza artificiale.

Fin dalla Rivoluzione Industriale, l’umanità ha sperimentato trasformazioni nel modo in cui guadagniamo il nostro stipendio. La meccanizzazione ha rivoluzionato gli antichi mestieri, creando nuove categorie di lavoro e aprendo le porte a uno sviluppo senza precedenti. L’avvento delle tecnologie digitali ha ulteriormente accelerato questo processo, portando a una maggiore automazione e una crescente dipendenza dalle competenze tecnologiche.

L’impatto dell’intelligenza artificiale sui lavori attuali

Oggi ci troviamo di fronte a un altro bivio significativo: l’intelligenza artificiale. Con la sua capacità di apprendimento automatico e di eseguire compiti complessi, l’IA sta ridefinendo le dinamiche del lavoro in modi che sfidano le nostre concezioni tradizionali. Questa trasformazione non riguarda solo l’introduzione di nuove professioni tecnologiche, ma porta con sé una ridefinizione radicale di ciò che costituisce un impiego sicuro e duraturo.

In questo contesto, esploriamo come le professioni stiano evolvendo, i lavori che potrebbero essere a rischio nei prossimi anni e le opportunità che si apriranno in settori inaspettati. Cerchiamo allora di comprendere le sfide che molti lavoratori affronteranno e la necessità di adattamento a un panorama professionale in continua evoluzione.

Lo scenario attuale vede un’accelerazione nella trasformazione delle professioni. Questa rivoluzione tecnologica, se da un lato promette innovazione e efficienza, dall’altro solleva dubbi e incertezze sul futuro occupazionale di molte persone. Nel tentativo di comprenderne gli sviluppi, lo studio di Ey, Manpower e Sanoma offre preziose prospettive su come cambierà la ricerca di lavoro nei prossimi anni.

Professioni a rischio: l’ombra dell’automazione e dell’intelligenza artificiale

Uno degli aspetti cruciali emersi dalla ricerca è l’identificazione delle professioni a rischio di estinzione. Professioni come venditori, centralinisti, intervistatori e altri ruoli a prevalenza ripetitiva sono destinati a subire un cambiamento radicale o, addirittura, a scomparire.

L’intelligenza artificiale, con la sua capacità di eseguire proprio i compiti ripetitivi in modo efficiente, sta causando una ristrutturazione significativa in queste aree. Il rapporto mette in luce la necessità di adattarsi alle nuove richieste del mercato.

I lavori destinati a sparire e i più richiesti anche con l’intelligenza artificiale

Ma cosa accadrà esattamente a queste professioni e quali saranno le nuove opportunità che emergeranno? Secondo la ricerca, alcune professioni sono destinate a sparire quasi del tutto, mentre altre saranno molto più richieste, anche con l’intelligenza artificiale in gioco.

Ricapitolando, tra le professioni a rischio, figurano:

  • venditori,
  • centralinisti,
  • addetti ai call center,
  • intervistatori,
  • croupier,
  • personale non qualificato nella ristorazione,
  • addetti al rilascio di certificati,
  • tecnici della pubblica amministrazione e molti altri.

Ma c’è un altro lato della medaglia: d’altra parte, infatti, si prevede un aumento della domanda per professioni come ingegneri industriali e gestionali, fisici, registi, operatori nella commercializzazione di beni e servizi, imprenditori e amministratori aziendali, direttori e dirigenti nella finanza o amministrazione, specialisti in economia aziendale, compositori e esperti nell’organizzazione del lavoro.

La ricerca di Ey, Manpower e Sanoma individua chiaramente alcuni lavori ad alto rischio, tra cui i ruoli prevalentemente ripetitivi e suscettibili di automazione. Dall’altro lato, emergono nuove opportunità in settori come ingegneria industriale, gestionale, fisica, imprenditoria e direzione aziendale.

L’impatto dell’intelligenza artificiale sui lavori attuali

Il cambiamento epocale è evidente ad esempio nella trasformazione delle professioni legate alla fisica, dove i fisici non si limitano più solo alla ricerca scientifica ma sono coinvolti nella gestione dei dati economici. Questo esempio sottolinea la necessità per molti professionisti di adattarsi e ampliare le proprie competenze per rimanere competitivi in un mondo del lavoro sempre più dominato dall’intelligenza artificiale.

I settori in crescita con l’intelligenza artificiale e quelli in declino

Accanto alle nuove prospettive lavorative, la ricerca evidenzia i settori destinati a prosperare o declinare. Servizi di cura, chimica, gestione delle risorse umane, educazione e telecomunicazioni sono destinati a rimanere in crescita, mentre il settore bancario e quello delle assicurazioni potrebbe vedere una diminuzione della domanda di lavoro.

La corsa verso il 2030: i cambiamenti prevedibili

Il McKinsey Global Institute mette in luce ulteriori prospettive per il futuro del lavoro, sottolineando come l’intelligenza artificiale potrebbe portare a cambiamenti significativi entro il 2030. Le categorie di lavoratori a salario più basso potrebbero essere particolarmente colpite, con una probabilità fino a 14 volte superiore di dover cambiare occupazione entro i prossimi 7 anni.

I fattori chiave del cambiamento

L’automazione tramite l’intelligenza artificiale, l’aumento degli acquisti online e l’invecchiamento della popolazione sono identificati come i principali fattori di cambiamento nel mondo del lavoro. L’automazione potrebbe portare a una significativa riduzione della domanda di lavoro, mentre gli acquisti online potrebbero influenzare la necessità di venditori fisici (come forse sta già accadendo). L’invecchiamento della popolazione, infatti, con i conseguenti cambiamenti nel modo in cui spendiamo i nostri soldi, potrebbe determinare una ridefinizione delle esigenze occupazionali.

Il futuro del lavoro è quindi in evoluzione rapida, e il progresso tecnologico, in particolare l’intelligenza artificiale, gioca un ruolo cruciale nella ridefinizione delle professioni. Sia le persone così come i settori scolastici e formativi devono prepararsi ad adattarsi a questa nuova realtà, sviluppando competenze flessibili e orientate al futuro. Solo così sarà possibile affrontare le sfide e sfruttare le opportunità che il mondo del lavoro in continua evoluzione ci presenterà.

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