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Sembrano semplici sassi, ma dentro brillano: le uova di dinosauro scoperte in Cina stupiscono gli scienziati

In Cina orientale due uova fossili vecchie oltre 70 milioni di anni nascondono cristalli di calcite scintillanti: una sorpresa scientifica che racconta clima, estinzione e adattamento della vita

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Alessia Malorgio

Alessia Malorgio

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Nel cuore della Cina orientale, tra strati di roccia che custodiscono la memoria della fine dei dinosauri, due uova fossili quasi perfette hanno restituito agli scienziati una scoperta sorprendente. All’interno non è stato trovato alcun embrione né resti ossei, ma solo cristalli di calcite luminosi, cresciuti lentamente come in una geode naturale, sigillata da un guscio deposto oltre 70 milioni di anni fa.

La scoperta proviene dal bacino di Qianshan, nella provincia di Anhui, un’area già celebre per l’eccezionale conservazione di fossili risalenti al passaggio tra Tardo Cretaceo e Paleocene, proprio in corrispondenza dell’estinzione di massa che cancellò i dinosauri non aviani.

Uova fossili grandi come palle da bowling

Le uova rinvenute presentano una forma quasi sferica, con un diametro di circa 13 centimetri, simile a quello di una palla da bowling. Esternamente appaiono anonime, grigie e levigate dal tempo. Ma una di esse, fratturata naturalmente nella roccia, ha rivelato un interno spettacolare: aggregati di cristalli di calcite chiari e scintillanti, disposti ordinatamente lungo la parete interna del guscio.

Secondo i ricercatori, dopo la deposizione e la sepoltura il contenuto biologico dell’uovo si è degradato o disperso. In milioni di anni, acque sotterranee ricche di carbonato di calcio hanno filtrato nei sedimenti, riempiendo lentamente la cavità. Strato dopo strato, la calcite si è depositata, trasformando l’uovo in uno scrigno minerale dove la biologia ha lasciato spazio alla geologia.

Una nuova specie identificata solo grazie alle uova

Analizzando al microscopio la struttura del guscio, il team guidato dal paleontologo Qing He ha individuato caratteristiche molto precise: pareti spesse, unità colonnari compatte e una microstruttura uniforme con numerose aperture radiali. Questi dettagli hanno permesso di classificare le uova nella famiglia Stalicoolithidae e di definire una nuova oospecie, battezzata Shixingoolithus qianshanensis.

L’assenza di un embrione impedisce di identificare con certezza il dinosauro che le ha deposte. Tuttavia, dimensioni e morfologia suggeriscono un ornitopode erbivoro, un dinosauro agile, dal muso simile a quello di un’anatra, lungo fino a nove metri e scomparso alla fine del Cretaceo.

Cristalli che diventano archivi climatici

Quelli che sembrano semplici cristalli decorativi sono in realtà archivi naturali di informazioni ambientali. Studi su altre uova fossili cinesi riempite di calcite hanno dimostrato che questi cristalli possono intrappolare tracce di uranio, utili per la datazione radiometrica. In un caso, questo metodo ha permesso di stabilire un’età di circa 86 milioni di anni.

Incrociando tali dati con la porosità del guscio e le ricostruzioni climatiche, gli scienziati hanno scoperto che le uova di dinosauro reagivano ai cambiamenti del clima, modificando la struttura dei pori per regolare gli scambi di gas in ambienti più caldi o più freddi. Un indizio diretto di come gli animali del passato affrontassero periodi di instabilità ambientale.

Perché questa scoperta parla anche al presente

Oggi la Cina orientale è considerata uno dei principali hotspot fossili del pianeta. Aree come Qianshan o la celebre biota di Jehol hanno preservato ecosistemi interi grazie a ceneri vulcaniche e sedimenti finissimi, conservando uova, embrioni, piume e perfino contenuti stomacali.

Per chi studia il clima contemporaneo, queste uova cristallizzate non sono solo reperti spettacolari da museo. Raccontano come la vita abbia reagito a cambiamenti lenti ma profondi, molto prima dell’impatto dell’asteroide di Chicxulub. Un esperimento naturale durato milioni di anni che oggi può aiutarci a comprendere meglio le risposte degli ecosistemi moderni al riscaldamento globale e alle trasformazioni ambientali accelerate.

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