Alle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026 l’Italia ha chiuso quarta nel medagliere “tradizionale”. Ma per il New York Times è terza. Non è un errore. È un cambio di prospettiva che ribalta il podio.
- Il podio secondo l’Europa: conta l’oro
- Il metodo americano: contano tutte le medaglie
- Il CIO non ha mai istituzionalizzato il medagliere
- 10 ori e 30 medaglie: per l'Italia è il miglior risultato di sempre
- La classifica che cambia tutto (ma non i fatti)
Il podio secondo l’Europa: conta l’oro
Nel metodo adottato in Italia e nella maggior parte dei Paesi europei, la classifica viene ordinata in base al numero di medaglie d’oro. Se due nazioni hanno lo stesso numero di ori, si passa agli argenti. In caso di ulteriore parità, si guardano i bronzi.
Con questo criterio, a Milano-Cortina 2026 ha vinto la Norvegia, davanti agli Stati Uniti. Terza l’Olanda. L’Italia ha chiuso quarta, beffata per un solo argento in meno rispetto ai Paesi Bassi, a parità di ori.
Il dato chiave è questo: l’Italia ha conquistato 10 medaglie d’oro e 30 podi complessivi. L’Olanda ha ottenuto lo stesso numero di ori, ma un argento in più. È bastato quello per scalzare gli azzurri dal podio europeo.
Il metodo americano: contano tutte le medaglie
Negli Stati Uniti, però, la gerarchia cambia. Il criterio principale non è il numero di ori, ma il totale delle medaglie vinte. Solo in caso di parità nel totale si guarda al numero di ori.
Applicando questo metodo, l’Italia sale al terzo posto. Con 30 medaglie complessive, supera nettamente l’Olanda, che si ferma a 20 podi totali. Dieci in meno. Una distanza che, nel sistema americano, pesa più di un singolo argento.
Per questo il New York Times ha pubblicato un medagliere con Norvegia prima, Stati Uniti secondi e Italia terza. Non è un caso isolato: lo stesso ordinamento è comparso su diverse testate statunitensi.
Il CIO non ha mai istituzionalizzato il medagliere
C’è un elemento spesso ignorato nel dibattito: il Comitato Olimpico Internazionale non ha mai formalmente istituzionalizzato un medagliere ufficiale per nazione. La classifica tra Paesi è una convenzione giornalistica, diventata nel tempo una prassi consolidata.
Non esistono regole universali stabilite dal CIO su come ordinare le nazioni. Il sistema europeo è diventato dominante per consuetudine. Quello americano riflette una diversa cultura sportiva.
La differenza è concettuale: il metodo europeo premia la vittoria assoluta. Il metodo statunitense valorizza la profondità e la continuità di rendimento di un movimento sportivo.
10 ori e 30 medaglie: per l’Italia è il miglior risultato di sempre
Al di là del criterio utilizzato, il bilancio italiano resta storico. A Milano-Cortina 2026 l’Italia ha conquistato 10 medaglie d’oro e 30 podi complessivi. Mai, prima d’ora, aveva raggiunto questi numeri in un’edizione dei Giochi invernali.
Il dato dei 30 podi è quello che, secondo la classifica americana, giustifica il terzo posto. È la dimostrazione di una squadra competitiva in più discipline, non solo capace di vincere, ma anche di piazzarsi con continuità.
Nel sistema europeo, invece, l’attenzione si concentra sul dettaglio: un argento in meno rispetto all’Olanda. Una differenza minima che cambia la narrativa del podio.
La classifica che cambia tutto (ma non i fatti)
Per l’Europa, salire sul podio significa primeggiare. Per gli Stati Uniti, significa anche accumulare risultati e presenza costante nelle finali. Due filosofie diverse applicate agli stessi dati. Con il criterio americano, l’Italia è terza. Con quello europeo, è quarta. I numeri non cambiano: 10 ori, 30 medaglie totali. Cambia il peso attribuito a ciascun risultato.