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Una tartaruga azzannatrice nel torinese: perché è pericolosa?

L'animale era detenuto illegalmente ed è stato ritrovato a Collegno

10 Giugno 2021
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Fonte: 123rf

Gli animali sono un bene prezioso per il nostro pianeta. Dobbiamo imparare ad amarli e rispettarli e ben venga la loro presenza nelle nostre case. Le porte, però, non devono essere aperte a tutti gli animali indistintamente. Per il bene loro e anche nostro ci sono delle specie che è illegale tenere in casa.

È questo il caso di un esemplare di tartaruga azzannatrice che è stata ritrovata l’8 giugno in via Possasso a Collegno, come riporta Torinotoday.it. Questo esemplare di Chelydra serpentina, probabilmente abbandonata da chi la deteneva abusivamente, è tra l’altro considerata pericolosa per l’incolumità pubblica e quindi non commerciabile né detenibile in casa da privati, a seguito di un decreto del Ministero dell’ambiente del 1996. Insomma chi l’aveva in casa stava commettendo un atto sicuramente sbagliato e ha messo in pericolo pure i propri concittadini.

Per fortuna la tartaruga azzannatrice che si era avventurata per le vie della città è stata consegnata ai veterinari del CANC di Grugliasco che hanno allertato il nucleo CITES dei Carabinieri Forestali di Torino affinché l’animale venga collocato in una struttura idonea ed autorizzata. Cosa che evidentemente l’abitazione dell’uomo non era.

Anche questo intervento della struttura universitaria di Grugliasco, fa sapere la fonte, rientra nella convenzione attivata da Città metropolitana di Torino nell’ambito del progetto “Salviamoli insieme on the road” e riferita al recupero e salvataggio di animali non convenzionali.

Chiaramente si rinnova ancora una volta l’appello a non allevare animali pericolosi e vietati. Animali in casa sì, ci mancherebbe altro, ma atteniamoci ai più classici cani e gatti, che sono tanto carini e ci tengono anche molta compagnia oltre a dimostrarci il loro affetto in maniera decisamente più tangibile. Via libera – solo per fare degli esempi – anche ai canarini, ai pesciolini e alle tartarughe. Basta che non siano quelle azzannatrici, si intende.

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