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Gli scienziati scoprono una "super-Terra" con una propria atmosfera, in una svolta decisiva nella caccia agli alieni

Una nuova super-Terra cambia tutto: la presenza di un’atmosfera riaccende le speranze di trovare vita fuori dal Sistema solare.

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Alessia Malorgio

Alessia Malorgio

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La ricerca di vita oltre i confini del Sistema solare potrebbe aver raggiunto uno dei suoi passaggi più importanti. Gli scienziati hanno individuato una “super-Terra” rocciosa dotata di una propria atmosfera, caratteristica ritenuta essenziale per rendere un pianeta potenzialmente ospitale. La scoperta apre così un nuovo capitolo nella caccia agli alieni, avvicinando gli astronomi allo studio di mondi lontani con condizioni simili a quelle terrestri.

La super-Terra si trova a 48 anni luce dalla nostra

Il pianeta si chiama LHS 1140 b e si trova a circa 48 anni luce dalla Terra, in orbita attorno a una piccola e fredda nana rossa. Individuato nel 2017, ha un raggio pari a circa 1,7 volte quello terrestre e una massa superiore di oltre cinque volte. Per questo viene classificato come “super-Terra”, categoria che comprende mondi più grandi del nostro ma più piccoli dei giganti gassosi.

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LHS 1140 b orbita inoltre nella zona abitabile della sua stella, dove le temperature potrebbero permettere, in particolari condizioni, la presenza di acqua liquida. Ciò non significa che sia abitato, ma lo rende uno degli obiettivi più promettenti per le osservazioni future.

La traccia di elio che ha rivelato la sua presenza

La scoperta è arrivata studiando la luce della stella durante il transito del pianeta, cioè quando LHS 1140 b passa davanti al suo astro dal punto di vista terrestre. Il gruppo di Harvard ha utilizzato lo spettrografo infrarosso WINERED, installato sul telescopio Magellan/Clay dell’osservatorio di Las Campanas, in Cile.

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Nel settembre 2024 si è verificato un rarissimo doppio transito: LHS 1140 b e il vicino LHS 1140 c hanno attraversato la stella nella stessa notte, a soli 39 minuti di distanza. Il secondo non ha mostrato segnali atmosferici, mentre attorno a LHS 1140 b è stata individuata una firma di elio in fuga nello spazio, prova della presenza di un’atmosfera superiore ricca di questo elemento.

Perché la scoperta dell’atmosfera della “Super-Terra” cambia la ricerca

Gli astronomi hanno ormai catalogato migliaia di esopianeti, ma stabilire se un piccolo mondo roccioso possieda ancora un’atmosfera è estremamente difficile. Le radiazioni emesse dalle stelle possono infatti spazzare via, nel corso del tempo, i gas che avvolgono i pianeti. Secondo gli studiosi, l’atmosfera di LHS 1140 b potrebbe invece essere sopravvissuta per oltre tre miliardi di anni.

Un involucro gassoso non dimostra la presenza di vita, ma può regolare il clima, proteggere la superficie dalle radiazioni e contribuire alla stabilità dell’acqua. È la prima volta che viene chiaramente rilevata un’atmosfera su un pianeta roccioso collocato nella zona abitabile di una stella diversa dal Sole.

Ora parte la caccia ai possibili segnali di vita

Il prossimo passo sarà quello di determinare la composizione completa dell’atmosfera. L’elio osservato appartiene agli strati più esterni e sta lentamente sfuggendo nello spazio, mentre molecole più pesanti potrebbero essere rimaste nelle regioni inferiori. Gli astronomi cercheranno quindi tracce di acqua, anidride carbonica e altri composti utili a ricostruire il clima del pianeta, oltre a verificare l’eventuale presenza di oceani.

LHS 1140 b rappresenta dunque un laboratorio naturale straordinario. Dopo aver imparato a trovare mondi lontani, la scienza potrà finalmente iniziare a capire quali abbiano conservato gli ingredienti necessari per diventare davvero abitabili.

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