Gli astronomi osservano per la prima volta la nascita di uno degli oggetti più estremi dell'universo

Un’esplosione stellare osservata per mesi ha rivelato qualcosa di mai visto prima nello spazio: gli astronomi parlano di una scoperta straordinaria.

Pubblicato:

Alessia Malorgio

Alessia Malorgio

Content Specialist

Ha conseguito un Master in Marketing Management e Google Digital Training su Marketing digitale. Si occupa della creazione di contenuti in ottica SEO e dello sviluppo di strategie marketing attraverso canali digitali.

Per la prima volta gli astronomi hanno osservato in diretta la nascita di uno degli oggetti più estremi conosciuti nel cosmo: una magnetar, una stella di neutroni dotata del campo magnetico più potente mai rilevato nell’universo. L’evento è stato ricostruito studiando una supernova particolarmente luminosa chiamata SN 2024afav, monitorata per oltre 200 giorni da un team internazionale di ricercatori. I risultati della ricerca sono stati pubblicati sulla rivista scientifica Nature e rappresentano un passo importante per comprendere come nascono questi oggetti cosmici estremi.

Cos’è una magnetar e perché è così straordinaria

Le magnetar sono una forma particolare di stella di neutroni, residui stellari che si formano quando una stella massiccia termina la propria vita con una supernova. Durante l’esplosione, il nucleo della stella collassa su se stesso e la materia si comprime fino a raggiungere densità incredibili. Il risultato è un oggetto estremamente compatto composto quasi interamente da neutroni.

La magnetar osservata dagli astronomi possiede caratteristiche difficili persino da immaginare. Gli scienziati stimano che contenga una massa equivalente a circa 500.000 volte quella della Terra, compressa in una sfera larga appena 12 miglia, circa 19 chilometri. In altre parole, una quantità enorme di materia concentrata in uno spazio grande quanto una città.

Ciò che distingue le magnetar dalle altre stelle di neutroni è il loro campo magnetico eccezionalmente potente, il più intenso conosciuto nell’universo. Per capire l’ordine di grandezza basta confrontarlo con quello terrestre. Il campo magnetico della Terra ha un’intensità di circa 1 gauss, mentre una calamita da frigorifero raggiunge circa 100 gauss. Una magnetar, invece, può arrivare a circa un milione di miliardi di gauss. Un valore talmente estremo da poter alterare la materia e l’energia nello spazio circostante.

L’osservazione della supernova SN 2024afav

La scoperta è stata possibile grazie allo studio di una supernova classificata come superluminosa, un tipo raro di esplosione stellare molto più brillante rispetto alle supernove tradizionali. L’evento osservato, SN 2024afav, ha attirato l’attenzione degli astronomi perché mostrava un comportamento insolito.

Normalmente la luce di una supernova cresce rapidamente fino a raggiungere il picco di luminosità e poi si affievolisce gradualmente. Nel caso di SN 2024afav, invece, mentre la luminosità diminuiva si sono osservate piccole pulsazioni luminose, come se la stella stesse lampeggiando nello spazio.

Gli astronomi hanno analizzato queste variazioni per oltre sei mesi, raccogliendo dati che hanno permesso di formulare una spiegazione coerente. Secondo il modello proposto, parte del materiale espulso durante l’esplosione sarebbe ricaduto verso il nucleo collassato formando un disco di gas in rotazione attorno alla magnetar appena nata.

Il ruolo della relatività generale di Einstein

La particolarità dell’evento osservato è che questo disco di gas non ruotava in modo perfettamente allineato con l’asse della magnetar. Il suo asse risultava leggermente inclinato, una condizione che ha prodotto le variazioni periodiche di luminosità osservate dai telescopi.

Gli scienziati spiegano questo fenomeno con gli effetti della relatività generale di Albert Einstein. Un oggetto estremamente massiccio e in rapida rotazione, come una magnetar, può infatti deformare lo spazio-tempo attorno a sé, trascinandolo letteralmente mentre gira. Questo effetto è noto come frame dragging.

Le oscillazioni luminose registrate dagli astronomi sarebbero quindi il segnale della presenza di questo oggetto compatto in rotazione. In pratica, la luce della supernova pulsava perché il disco di gas orbitava attorno alla magnetar seguendo una traiettoria influenzata dalle distorsioni dello spazio-tempo.

La prima prova diretta della nascita di una magnetar

Secondo i ricercatori, l’insieme delle osservazioni costituisce la prima prova diretta della formazione di una magnetar all’interno di una supernova. Il team ritiene che il nucleo della stella esplosa si sia collassato su se stesso dando origine proprio a questo tipo di oggetto.

Tra gli autori dello studio c’è Alex Filippenko, professore di astronomia all’Università della California a Berkeley, uno degli esperti più noti nello studio delle supernove. Lo scienziato ha definito le osservazioni una prova convincente della presenza di una magnetar.

In un’intervista citata dal quotidiano The Times, Filippenko ha spiegato che osservare direttamente gli effetti della relatività generale in un evento cosmico di questo tipo è particolarmente significativo. Vedere per la prima volta questi fenomeni all’interno di una supernova, ha sottolineato, rappresenta un risultato scientifico di grande valore.

più popolari su facebook nelle ultime 24 ore

vedi tutti