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L'"uccello megafono" esiste davvero: è piccolissimo ma il suo canto si sente ovunque. Dove vederlo in Italia

L’“uccello megafono” non è una leggenda: questo piccolo passeriforme ha un canto potentissimo. Scopri dove lo si incontra nel nostro Paese.

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Giuseppe Guarino

Giuseppe Guarino

Giornalista

Ph(D) in Diritto Comparato e processi di integrazione e attivo nel campo della ricerca, in particolare sulla Storia contemporanea di America Latina e Spagna. Collabora con numerose testate ed è presidente dell'Associazione Culturale "La Biblioteca del Sannio".

Prima lo senti e solo dopo, con un po’ di fortuna, puoi essere così fortunato da riuscire anche a vederlo. C’è davvero un animaletto soprannominato “uccello megafono”, poiché è in grado capace di farsi notare soprattutto grazie al suo incredibile richiamo. Nonostante le dimensioni estremamente ridotte, questo piccolo abitante delle zone umide riesce a riempire l’ambiente con un canto sorprendentemente potente. Un fenomeno naturale che incuriosisce birdwatcher e appassionati di fauna selvatica in tutta Italia.

Il piccolo uccello dal canto potentissimo: conosciamo l’usignolo di fiume

L’“uccello megafono” è in realtà l’usignolo di fiume (Cettia cetti), un minuscolo passeriforme lungo appena 13–14 centimetri e con un peso inferiore ai 20 grammi. Nonostante la taglia modesta, è perfettamente in grado di produrre richiami talmente intensi da essere uditi anche a centinaia di metri di distanza.

Il suo canto è una vera esplosione sonora: una sequenza rapida e metallica di note acute che inizia con pochi suoni esitanti e poi si trasforma in una raffica vibrante. Nel silenzio di una palude o di un canneto il richiamo può sovrastare facilmente tutti gli altri suoni naturali. È proprio questa straordinaria potenza vocale che gli ha fatto guadagnare il curioso soprannome di “uccello megafono”.

Perché l’usignolo di fiume è così difficile da vedere

Se riconoscerlo dal canto è relativamente semplice, osservarlo dal vivo è molto più complicato. L’usignolo di fiume è infatti una specie estremamente schiva e diffidente. Passa gran parte del tempo nascosto nella vegetazione fitta dei canneti o tra i cespugli che crescono lungo fiumi, fossi e zone paludose.

Anche il suo piumaggio aiuta a mimetizzarsi: il dorso è marroncino, mentre il ventre è grigio-biancastro, con una coda rossiccia spesso tenuta leggermente sollevata. Il becco sottile e appuntito è perfetto per catturare piccoli invertebrati come insetti, molluschi e vermi. Quando si muove tra rami e foglie lo fa velocemente e quasi sempre al riparo dalla vista, comparendo allo scoperto solo per pochi istanti.

Dove si può incontrare in Italia

Nonostante sia difficile da avvistare, l’usignolo di fiume è piuttosto diffuso nel nostro Paese. Vive soprattutto nelle aree umide: lungo fiumi, torrenti, canali, risaie, paludi e laghi circondati da vegetazione fitta. Qui costruisce i nidi tra i cespugli e depone le uova tra aprile e giugno.

Gli appassionati di birdwatching lo segnalano spesso in diverse regioni italiane, dalle zone umide del Lazio – come il Parco Nazionale del Circeo – fino a diversi ambienti naturali dell’Italia centrale e settentrionale.

Secondo le stime più recenti, nel nostro Paese vivono centinaia di migliaia di coppie di questi uccelli, con una popolazione considerata nel complesso stabile. Le principali minacce per la specie restano tuttavia gli inverni più rigidi e la distruzione degli habitat naturali da parte dell’essere umano.

Così, anche se spesso rimane nascosto tra le canne e i rami, l’usignolo di fiume continua a farsi sentire con tutta la sua energia. E basta un attimo di silenzio vicino a una palude o a un canale per rendersi conto che quel minuscolo “megafono naturale” è in realtà molto più vicino di quanto si pensi.

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