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In Argentina un uomo di 128 anni afferma di essere Adolf Hitler

Vi ricordate di Herman Guntherberg, l'uomo di 128 anni che affermava di essere Hitler? Scopri l'intera verità sulla sua storia.

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Giuseppe Guarino

Giuseppe Guarino

Giornalista

Ph(D) in Diritto Comparato e processi di integrazione e attivo nel campo della ricerca, in particolare sulla Storia contemporanea di America Latina e Spagna. Collabora con numerose testate ed è presidente dell'Associazione Culturale "La Biblioteca del Sannio".

Avete mai sentito parlare di Herman Guntherberg, l’enigmatico uomo che, a ben 128 anni, sosteneva di essere nientemeno che Adolf Hitler? Qualche anno fa la sua storia fece davvero scalpore, tanto che se ne continua a parlare ancora oggi.

In un’incredibile vicenda che riuscì a catturare l’attenzione di molti, la sola esistenza di Guntherberg aveva gettato il mondo nell’incertezza, dando vita a un mistero che ha spinto molti a chiedersi se la storia potesse mai riservare sorprese così straordinarie.

Solo in pochi hanno però pensato di intraprendere un viaggio alla scoperta del suo passato, attraverso l’identità sfuggente di questo individuo, in modo da gettare uno sguardo più profondo sulla complessità delle identità storiche, sulla persistenza delle teorie cospiratorie e sulla capacità della verità di emergere dalle pieghe dell’inganno.

Quindi, accomodatevi e lasciatevi trasportare nella fantastica storia di Herman Guntherberg, un uomo la cui affermazione avrebbe potuto riscrivere interi capitoli della storia, fino a quando la vera natura dei fatti è stata finalmente svelata.

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128 anni, dichiara di essere Adolf Hitler

Nel 2017, una straordinaria storia balzò alla ribalta: quella di Herman Guntherberg, un uomo di Salta, che all’età di 128 anni rilasciò un’intervista al fantomatico quotidiano ultra-conservatore argentino El Patriota.

In un evento che fece scalpore, Guntherberg dichiarò di essere niente meno che il celebre dittatore tedesco, Adolf Hitler. Rivelando di aver trascorso gli ultimi decenni della sua vita nascondendo la sua vera identità, l’uomo dipinse i tratti di una storia sorprendente. Affermò di essere approdato in Argentina nel 1945, poco prima della conclusione della Seconda Guerra Mondiale, grazie a un passaporto falso confezionato dalla Gestapo.

In un mondo in cui la storia ufficiale aveva da tempo affermato la morte di Hitler nel bunker di Berlino, le dichiarazioni di Guntherberg scossero le fondamenta dell’opinione pubblica. “Mi hanno attribuito numerosi crimini che non ho mai commesso – confessò l’uomo – a causa di ciò, ho dovuto trascorrere oltre la metà della mia vita nell’ombra, affrontando la mia personale punizione“.

Ancora più rilevante fu la rivelazione di aver scritto una autobiografia, ovvero un resoconto personale che avrebbe svelato finalmente la verità su Hitler, sfatando le percezioni diffuse. “Sono stato dipinto come un individuo malvagio solo perché siamo stati sconfitti nella guerra – dichiarò ancora – Quando la gente leggerà il mio punto di vista sulla storia, la percezione nei miei confronti cambierà radicalmente“.

Tuttavia, mentre il mondo (anzi, l’Italia) si divideva tra scetticismo e meraviglia, c’era chi dubitava della sincerità di Guntherberg. Si diceva che la sua stessa moglie, Angela Martinez, argentina di nascita, aveva manifestato dubbi sulle sue affermazioni, attribuendole all’Alzheimer. Peccato che nemmeno i dubbi della moglie fossero fondati.

Semplicemente perché non esisteva alcun Herman Guntherberg. Era tutta una bufala.

La bufala sull’uomo che sostiene di essere Adolf Hitler

Nonostante le dichiarazioni straordinarie di Herman Guntherberg avessero catturato l’immaginazione di molti, si è scoperto che l’intera vicenda era ben lungi dall’essere veritiera. La storia che circondava l’uomo che affermava di essere Adolf Hitler si è rivelata una completa bufala, un inganno accuratamente smascherato dal sito di fact-checking Butac. Attraverso un’indagine accurata, il sito ha non solo verificato la fonte delle affermazioni, ma ha anche svelato un intricato intreccio di menzogne.

Quello che è emerso è stato che l’intervista originale non era mai esistita. I debunker hanno scoperto che il sito straniero citato dai siti italiani come fonte non conteneva alcun riferimento a Guntherberg. In realtà, la notizia era stata originariamente diffusa da un sito satirico americano, il cui obiettivo era probabilmente attirare l’attenzione e alimentare la curiosità del pubblico.

Nel frattempo, però, a crederci erano stati in tanti, anche tra gli addetti ai lavori. Tanto è vero che le immagini erano diventate estremamente virali sui social network, dove era praticamente impossibile non imbattersi in una foto del presunto Hitler.

Adolf Hitler, com’è morto il Führer

La storia della morte di Adolf Hitler è un capitolo ben documentato e ampiamente accettato della storia. La narrazione afferma che il Führer morì nel suo bunker di Berlino, mettendo fine al regime nazista e alla sua terribile influenza sulla storia mondiale. Il 29 aprile 1945, in mezzo al caos di un’Europa in guerra, Hitler sposò Eva Braun all’interno del bunker stesso. Questo avvenimento coincise con l’intensificarsi dei bombardamenti sovietici su Berlino e l’uccisione di Benito Mussolini, suo alleato, in Italia.

Il matrimonio di Hitler e Braun fu, però, di breve durata. In un contesto di sfacelo e disperazione, Hitler prese la tragica decisione di suicidarsi. Si ritirò nella sua stanza insieme a Eva e incaricò Otto Günsche, il suo assistente personale, di procurare 200 litri di benzina per bruciare i loro corpi dopo il suicidio. Chiudendosi nel suo studio, dopo aver inghiottito una capsula di cianuro, Hitler si sparò alla testa. Lo stesso fece la moglie. Questi eventi drammatici sono stati registrati da pochi testimoni, ma sono ampiamente accettati dalla storia come veritieri.

Tuttavia, nel corso degli anni, sono circolate leggende e teorie del complotto sulla morte di Hitler. Alcuni hanno sostenuto che sia sopravvissuto, scappando in Argentina con l’aiuto del dittatore spagnolo Francisco Franco. Queste speculazioni, alimentate da vari fattori, hanno dato vita a teorie affascinanti ma prive di fondamento, come la stessa storia di Herman Guntherberg. Inoltre, l’Unione Sovietica di Stalin tentava di mantenere il mistero sulla scomparsa del Führer, al fine di alimentare il terrore di un suo possibile ritorno.

Di fronte alle tante voci che circolavano, i britannici, scettici delle notizie provenienti da Mosca, incaricarono lo storico Hugh Trevor-Roper di indagare sulla morte di Hitler. Attraverso un lavoro approfondito, intervistando sopravvissuti e testimoni, Trevor-Roper pubblicò “Gli ultimi giorni di Hitler” nel 1947, un testo fondamentale che ha contribuito a gettare luce sulla verità storica e a sfatare molte delle teorie speculative.

Insomma, che Adolf Hitler sia morto nessuno ha dubbi. E se non fosse accaduto nel bunker di Berlino nel 1945, sarebbe probabilmente già avvenuto per cause naturali. Oggi, nel 2023, Hitler avrebbe 134 anni. Nel 2017, quando si diffuse la storia di Herman Guntherberg, ne avrebbe avuti 128. L’età, quindi corrispondeva. Peccato che fosse alquanto inverosimile che qualcuno l’avesse raggiunta.

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