Quando il caldo diventa intenso e dura per molti giorni, così come sta accadendo in Italia e in Europa in queste settimane, il corpo umano non si limita soltanto a “sentire l’afa”. Entra in una vera fase di adattamento, perché deve mantenere stabile la temperatura interna e impedire che gli organi vadano sotto stress. È un equilibrio delicato: sudare, disperdere calore, aumentare il flusso di sangue verso la pelle e conservare liquidi sono tutti meccanismi che lavorano insieme, ma non all’infinito.
Il primo effetto visibile è la sudorazione. Il sudore serve a raffreddare la pelle grazie all’evaporazione, ma comporta anche perdita di acqua e sali minerali. Se non si reintegrano liquidi, può comparire disidratazione: bocca secca, stanchezza, urine scure, mal di testa, crampi e difficoltà di concentrazione sono segnali da non ignorare.
- Pressione e cuore vanno sotto stress
- Quando il caldo diventa pericoloso
- Cosa fare quando il caldo diventa estremo come in queste settimane?
Pressione e cuore vanno sotto stress
Con il caldo i vasi sanguigni tendono a dilatarsi per favorire la dispersione del calore. Questo può causare cali di pressione, senso di debolezza, capogiri e, nei casi più marcati, svenimenti. Chi soffre già di pressione bassa o assume farmaci per la pressione deve essere particolarmente prudente, seguendo le indicazioni del medico.
Anche il cuore lavora di più. Per portare sangue verso la pelle e aiutare il corpo a raffreddarsi, la frequenza cardiaca può aumentare. In una persona sana questo sforzo viene spesso compensato; in chi ha problemi cardiovascolari, invece, l’ondata di calore può diventare un fattore di rischio.
Quando il caldo diventa pericoloso
Il caldo può provocare esaurimento da calore, con sudorazione abbondante, nausea, debolezza e confusione. Il quadro più grave è il colpo di calore, in cui la temperatura corporea sale troppo e l’organismo non riesce più a raffreddarsi. In quel caso possono comparire pelle calda, stato confusionale, perdita di coscienza e serve assistenza immediata.
Anziani, bambini, persone con malattie croniche, donne in gravidanza e lavoratori all’aperto sono più esposti. Ma anche chi è giovane e in salute può risentirne se fa attività fisica nelle ore più calde, beve poco o resta a lungo in ambienti non ventilati.
Cosa fare quando il caldo diventa estremo come in queste settimane?
Le regole da seguire per evitare conseguene ben peggiori sono semplici ma chiaramente molto importanti: bisogna bere spesso, evitare alcol, mangiare cibi leggeri che non affatichino il meccanismo di digestione, cercare riparo all’ombra quando è possibile, ridurre gli sforzi superflui tra la tarda mattina e il primo pomeriggio, usare abiti chiari composti da tessuti leggeri e traspiranti, come lino e cotone. In casa conviene anche schermare le finestre nelle ore centrali e arieggiare al mattino presto o la sera, quando l’aria è leggermente più fresca. Bisogna ricordare che il caldo non è solo una sensazione fastidiosa sulla pelle, che ci fa sudare o ci rende appiccicosi: è un vero e proprio stress biologico per l’intero organismo umano. E ascoltare i segnali del nostro corpo può evitare conseguenze serie.