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Avviso per chiunque utilizzi un ventilatore elettrico durante la stagione calda: può causare distrazione

Il ventilatore dà sollievo, ma non raffredda davvero l’aria: nelle giornate più calde può aumentare secchezza e perdita di liquidi.

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Alessia Malorgio

Alessia Malorgio

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Il ventilatore elettrico è uno degli strumenti più usati quando arriva il caldo: costa meno del condizionatore, consuma meno energia e dà una sensazione immediata di sollievo. Ma usarlo male, soprattutto nelle giornate più torride o durante la notte, può aumentare alcuni fastidi: secchezza di gola, occhi irritati, pelle asciutta e, in certe condizioni, maggiore rischio di disidratazione.

Perché il ventilatore non raffredda davvero l’aria

Il punto da ricordare è semplice: il ventilatore non abbassa la temperatura della stanza. Sposta l’aria e aiuta il sudore a evaporare più rapidamente dalla pelle. È proprio questo meccanismo a farci percepire una sensazione di fresco.

Il problema nasce quando l’ambiente è molto caldo, poco ventilato o già surriscaldato. In quel caso il flusso d’aria può continuare a favorire l’evaporazione del sudore, ma il corpo perde liquidi senza che la stanza diventi davvero più fresca. Se non si beve abbastanza, il rischio è svegliarsi più disidratati, con bocca asciutta e senso di spossatezza.

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Quando il ventilatore può diventare un problema

Il Ministero della Salute invita a usare i ventilatori meccanici con cautela durante le ondate di calore, perché non riducono la temperatura ambientale. In particolare, quando la temperatura interna supera i 32 gradi, il ventilatore può essere poco efficace contro gli effetti del caldo.

Anche il CDC (Centers for Disease Control and Prevention, l’agenzia sanitaria federale degli Stati Uniti) segnala che, con temperature molto alte, il ventilatore può non bastare e in alcuni casi può perfino aumentare lo stress termico. Non significa che vada evitato sempre, ma che non deve essere considerato una protezione completa contro il caldo estremo.

Gli errori più comuni che facciamo tutti col ventilatore in casa

Il primo errore è puntare il getto d’aria direttamente sul corpo per molte ore, soprattutto durante il sonno. Questo può irritare gola, naso, occhi e pelle. Il secondo è tenerlo acceso in una stanza chiusa, senza ricambio d’aria, quando la temperatura continua a salire.

Un altro errore è usarlo come alternativa all’idratazione. Il fatto di sentirsi “più freschi” può far sottovalutare la sete, ma il corpo continua a sudare e a perdere liquidi. Il rischio riguarda soprattutto anziani, bambini, persone con malattie croniche e chi assume farmaci che possono alterare la regolazione della temperatura corporea.

Come usarlo al meglio (e i consigli per affrontare il caldo)

Il ventilatore va orientato in modo che faccia circolare l’aria nella stanza, non che colpisca sempre lo stesso punto del corpo. Di notte può essere utile tenerlo a distanza, usare la funzione oscillante e abbinarlo a finestre aperte solo quando l’aria esterna è più fresca di quella interna.

Durante le ondate di calore, infine, bisogna ricordare che la priorità resta sempre e comunque bere acqua, evitare alcol e bevande molto zuccherate, ridurre gli sforzi nelle ore centrali e cercare ambienti più freschi. Il ventilatore sì, può aiutare, ma non può e non deve sostituire le classiche e conosciute misure di prevenzione contro il caldo.

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