Chi è Crystal Harris, l'ultima moglie di Hugh Hefner

Crystal Harris è la terza e ultima moglie di Hugh Hefner, fondatore di Playboy. Scopriamo qualcosa di più su questa Playmate

Fonte: Facebook

Chi è Crystal Harris, l’ultima moglie di Hugh Hefner? Il fondatore di Playboy è morto all’età di 91 anni e ora tutti gli occhi sono puntati sulla modella, consorte ufficiale del milionario. Classe 1986, Crystal rimane vedova a 31 anni, dopo una relazione con Hefner che dura dal lontano 2010, data in cui i due annunciarono ufficialmente il fidanzamento.

Occhi chiari, capelli biondo platino e fisico da maggiorata, la Harris sarebbe stata, secondo i racconti di Hefner, la Playmate preferita sin dal 2000. Era la vigilia di Natale quando informarono parenti e amici che si sarebbero sposati il 18 giugno 2011, ma le nozze vennero annullate quattro giorni prima. Il motivo? Un ripensamento di Crystal, innervosita dal pressante controllo che il patron di Playboy esercitava su di lei, impedendole di muoversi liberamente fuori dalla Playboy Mansion.

“Quando stavamo pianificando i dettagli del contratto, mi sentivo confusa – raccontò tempo dopo la modella statunitense -. Abbiamo avuto una discussione e ho solo sentito il bisogno di un po’ di tempo, di respirare e di andare via. Quando stavo per andarmene Hefner ha chiamato la Security e ha detto: -Se Crystal, cerca di andarsene trattenetela!-“. La relazione però non terminò mai del tutto e nel 2013 i due si sposarono con una cerimonia privata nella magione di Hefner.

All’epoca lei aveva 27 anni, lui 87. Un matrimonio di interesse? La Playmate ha sempre dichiarato di no, affermando di nutrire un sentimento sincero nei confronti dell’uomo: “Ci siamo divertiti insieme – svelò qualche tempo fa -, lui non si toglie mai i vestiti e non l’ho mai visto nudo”.

Nonostante le nozze però non sarà Crystal ad ereditare il patrimonio di Hefner, per via di un contratto prematrimoniale. La donna avrebbe già ricevuto 800 mila dollari il giorno della cerimonia e ben 500 mila per ogni anno di matrimonio. I 43 milioni di dollari accumulati in questi anni andranno invece ai figli, all’Università della California e ad alcune associazioni benefiche, come disposto dall’editore.

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