Credici o no: la scultura in cera davvero impressionante

Avete mai visto qualcosa di tanto reale? Eppure si tratta di una scultura in cera: l’artista Sam Jinks è noto per le sue opere iperrealiste, come fa?

Al giorno d’oggi ben poco stupisce i nostri occhi, abituati come sono a scorrere la timeline di Facebook, le gallery di Instagram mettendo like senza neanche una vera ragione o guardare le Stories dei maggiori influencer che ci invitano a fare “swipe up” per continuare a ipnotizzarci. Per fortuna l’arte contemporanea riesce ancora a smuovere le coscienze (guarda gli incredibili lavori di Sean, il pittore surfista) e chi non si è ancora assuefatto alla miriade di scatti che ogni giorno rendiamo pubbliche (ben 95 milioni di post soltanto su Instagram), sa come meravigliarsi e riflettere si ciò che lo circonda, che vede o che ascolta.

Vi è mai capitato di vedere qualche lavoro di Sam Jinks? Se così fosse, vi assicuriamo che ve lo ricordereste, considerato il livello di incredulità che generalmente scatena ogni sua opera in chi la guarda. Jinks è un artista 46enne di origini australiane che realizza sculture iperrealistiche in cera, silicone, carbonato di calcio, fibra di vetro, resina e capelli: i suoi sono ritratti di persone senza tempo, eppure con una loro età anagrafica ben distinguibile, con le rughe, i capelli bianchi, oppure appena nate e con la pelle liscia.

Lo studio dei corpi è profondo e minuzioso e fa emergere una generale fragilità nonostante la spiazzante pace interiore che le sue opere trasudano. Una delle sue più importanti si intitola Donna e Bambino ed è esposta allo Shepparton Art Museum di Victoria: l’artista ha realizzato una donna con i capelli raccolti, gli occhi chiusi e un’espressione calma mentre abbraccia dolcemente un neonato dai folti capelli neri. Se osserviamo la scultura per qualche secondo, noteremo subito che è talmente vera da sembrare una fotografia: in realtà Jinks ha modellato le due figure attingendo alla sua fantasia e alla sua vita plasmandole con materiali malleabili e senza dimenticare alcun particolare.

Sam Jinks"woman and child." silicone, silk, human hair2010http://www.samjinks.com/gallery/35-sam-jinks.html

Pubblicato da Anatomy For Sculptors su Mercoledì 18 settembre 2013

Le mani della donna segnate dal tempo, la pelle avvizzita, la bocca tirata e l’espressione corrucciata del piccolo appoggiato al seno di quella che potrebbe essere la nonna (a proposito, sapete che ognuno di noi è vissuto nel corpo di sua nonna?): sembra tutto vero, come se da un momento all’altro la protagonista della scultura si svegliasse dal suo sonno sospeso, ci rivolgesse uno sguardo fugace e poi tornasse ad occuparsi del bimbo. Ma ciò non accadrà mai, perché noi che guardiamo – al pari della donna con bambino che sono guardati – siamo pilotati allo stesso modo da un unico deus ex machina, il tempo, che ci fa letteralmente riflettere in quello che eravamo e in quello che saremo.

Se vi siete appassionati tutto d’un getto all’arte, sappiate che c’è anche uno street artist che traduce i graffiti sul muro, uno che trasforma le nuvole in animali e un altro che crea gigantesche sculture utilizzando soltanto rifiuti.

Contenuti sponsorizzati

più popolari su facebook nelle ultime 24 ore

vedi tutti