Dieta dei "fiori": 12 specie hanno proprietà antiossidanti

Dieta dei fiori: in cosa consiste? Può sembrare strano ma ne esistono alcuni che possono rendere i piatti davvero gustosi

Fonte: Pixabay

Mai pensato a una dieta dei fiori? Secondo una ricerca dell’Università di Pisa, nata dalla tesi di Elisa Bortolotti, alcune specie hanno un ottimo sapore e contengono anche proprietà antiossidanti. La Bortolotti insieme agli altri ricercatori, Stefano Benvenuti e Rita Maggini, ha studiato 12 diverse specie di fiori decorativi e li ha esaminati nel laboratorio di Orticoltura e Floricoltura del professor Alberto Pardossi. È dunque emerso che begonia, petunia, tarassaco ed altri, contengono elevate attività antiossidanti, fino a 70 mmol di FeSO4 (solfato ferroso) ogni 100 grammi.

Risultati davvero sorprendenti, in quanto superano di gran lunga quelli dei vari ortaggi. Inoltre non si tratta di fiori rari e presenti solo in alcune parti del mondo, ma specie che si possono tranquillamente trovare in qualsiasi giardino o perfino nei prati. Gli altri fiori edibili che presentano tali qualità sono: nasturzi, fuchsie, viole, calendule, gerani, agerato, tagete, bocche di leone e borragine. Scopriamo quali sono le loro proprietà benefiche e come mai il loro sapore è tanto piacevole al palato da renderli ottimi per una dieta gustosa quanto salutare.

Per una ricetta leggera e saporita si può utilizzare la begonia, una delle più tipiche piante da appartamento. Essa ha infatti un sapore molto simile a quello del limone e si può utilizzare per preparare gelati, sorbetti, macedonie e insalate. Meno gradita può essere la fuchsia, dolce ma caratterizzata da una consistenza da molti considerata eccessiva e difficile da masticare. Tuttavia, può essere ottima per la preparazione di torte al cioccolato o crostate. Vi è poi il tarassaco, un tipico fiore che può essere trovato tra i prati, sia in campagna sia in città. Ha un sapore leggermente amaro, molto apprezzato nei risotti e nelle insalate e possiede ottime qualità depurative, digestive e antinfiammatorie.

Per una perfetta dieta dei fiori a base d’insalata, si può utilizzare anche l’agerato celestino, il cui sapore ricorda quello della carota. Si riconosce per il suo intenso colore blu elettrico e, grazie al suo sapore dolce e delicato, lo si può usare anche per preparare zuppe, salse e pasticcini. Questi ingredienti alternativi possono sicuramente contribuire a rendere i propri pasti non solo salutari ma anche più leggeri e deliziosi. Vale sicuramente la pena provare.

Coloro che amano i sapori intensi devono assolutamente provare un’insalata di nasturzio. Si possono utilizzare boccioli, foglie e perfino i petali. Il sapore è dolciastro e leggermente piccante allo stesso tempo, una vera gioia per il palato oltre che per l’organismo. I semi, invece, possono aromatizzare l’aceto di vino. Per la dieta dei fiori risulta ottimo anche il tagete, che ricorda il limone come la begonia ma ha un sapore ancora più delicato. I suoi petali sono deliziosi se mischiati con formaggi cremosi come la ricotta, o cotti insieme a un soufflé di verdure.

Per formaggi e altri tipi di creme, poi, si può usare anche la petunia, dolce e ricca di vitamine. È ottima per diverse salse e per ogni tipo di dolce, dalle sfoglie di cioccolato alle torte alla vaniglia. La borragine ha un colore blu violaceo e il suo sapore è simile a quello del cetriolo, dunque può tranquillamente essere utilizzata nell’insalata. Oltre che proprietà antiossidanti, coi suoi semi si può ottenere un ottimo olio vegetale per curare la dermatosi e altre patologie della pelle. Per un pasto leggero, dunque, alcuni ingredienti di diverse pietanze possono tranquillamente essere sostituiti con i fiori.

La viola, ad esempio, può prendere il posto della menta, in quanto presenta un gusto quasi analogo. È sicuramente uno dei fiori più graditi a tavola e può insaporire gelati, marmellate, macedonie, insalate e perfino bibite. Sapere che fa anche bene, è sicuramente un punto in più a suo favore. Anche il geranio può essere usato nelle bibite, soprattutto nei vini e nei liquori, ma anche in succhi di frutta e sorbetti. Il suo sapore dolce e leggero, inoltre, permette di usarlo per preparare ottime confetture.

Per una dolce dieta dei fiori si può assaggiare poi la calendula, perfetta per aromatizzare brodi, risotti, frittate, salse, yogurt, burro e bevande. Infine, gli ultimi fiori studiati per la ricerca sono le bocche di leone, non solo ricche di proprietà antiossidanti ma anche di vitamine e proteine. Il loro uso in cucina è molto vasto, in quanto le si può adoperare per insalate, tartine, sorbetti, caviale, pasta, paté e yogurt. Bisogna semplicemente superare la comprensibile diffidenza iniziale, evitando ovviamente di utilizzare fiori acquistati al supermercato. Una volta presa l’abitudine, sostituire spezie e ortaggi con i fiori, diverrà un’azione automatica che apporterà indubbiamente grandi benefici alla salute.

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