Fonte: ANSA

Fa record al cinema, ma resta normalissimo: ecco come vive davvero Checco Zalone nonostante i miliardi al botteghino

Dietro i miliardi al botteghino c’è un uomo che ride di tutto, anche dei soldi: il segreto di Checco Zalone è la normalità.

Pubblicato:

Giuseppe Guarino

Giuseppe Guarino

Giornalista

Ph(D) in Diritto Comparato e processi di integrazione e attivo nel campo della ricerca, in particolare sulla Storia contemporanea di America Latina e Spagna. Collabora con numerose testate ed è presidente dell'Associazione Culturale "La Biblioteca del Sannio".

Checco Zalone – al secolo Luca Medici – è uno di quei personaggi riconoscibili praticamente da chiunque, un vero e proprio fenomeno di costume partito alcuni lustri fa dal palco di Zelig e che oggi si è consacrato sul grande schermo. Il suo è sicuramente uno di quei casi rari in cui la popolarità non si misura solo in meme e citazioni, ma in numeri veri, da capogiro, capaci di riscrivere la storia del cinema italiano. Eppure, mentre il pubblico riempie le sale e i titoli dei giornali parlano di record su record, lui continua a vivere e a raccontarsi come se fosse rimasto lo stesso ragazzo pugliese di sempre: ironico, timido, allergico all’autocelebrazione. Il paradosso è tutto qui: più incassa, più sembra voler restare normale. E forse è anche questo il segreto del suo successo.

“Buen Camino” di Checco Zalone è un fenomeno: il record che ha riscritto il box office

Andiamo con ordine e partiamo dal principio. L’ultimo film firmato e interpretato da Checco Zalone – con il ritorno alla regia del fidato Gennaro Nunziante (che aveva già diretto i vari Cado dalle nubi, Che bella giornata, Sole a catinelle e Quo Vado?), Buen Camino, è diventato un caso nazionale. In appena 24 giorni ha raggiunto 68.823.069 euro di incasso con oltre 8,5 milioni di presenze, superando persino un blockbuster come Avatar e conquistandosi di diritto il titolo di film con il maggior incasso di sempre in Italia.

Un risultato che ha avuto il sapore dell’evento collettivo: il pubblico in sala a Natale, a Santo Stefano, a Capodanno. Il tutto vissuto come se fosse un rito. E in effetti i numeri raccontano proprio questo: debutto record il 25 dicembre, impennata nei giorni successivi e un’onda lunga che ha continuato a crescere fino al sorpasso storico.

Dentro Buen Camino, possiamo dire, c’è in pieno la formula Zalone, ma con una variazione interessante: il protagonista è un padre ricchissimo, “pieno di soldi” senza merito, che non fa nulla e ne va persino fiero. E poi, lentamente, qualcosa si incrina: il viaggio diventa un percorso di avvicinamento alla figlia, un modo per scoprire di essere umano.

Un personaggio “biondo” e un film che parla di narcisismo (senza fare la morale): cosa c’è di Luca Medici in Buen Camino

Zalone, in questa storia, gioca con l’immagine del privilegiato contemporaneo. Lo interpreta anche fisicamente: all’inizio è biondo con una parrucca “professionale”, talmente credibile da farti pensare che quei capelli siano veri. Poi la toglie, cambia postura, cambia sguardo: quasi a dire che l’identità è un costume, e che prima o poi arriva sempre il momento in cui devi restare “nudo” davanti a chi ami.

E non è un caso che nelle varie interviste concesse durante la promozione della pellicola, lui stesso abbia spiegato che il narcisismo è uno dei temi che lo ossessionano di più: non quello dei vip, ma quello di massa, alimentato dagli smartphone e dai social, dove chiunque può dire tutto e ferire chiunque, senza conseguenze. Non lo racconta da intellettuale, però: lo racconta con lo sguardo di un artista che osserva e poi riesce anche a costruirci sopra una risata – per quanto amara.

La vita privata di Checco Zalone: figli, cavalli, famiglia e una normalità molto poco “da star”

Il punto è che, fuori dal set, Checco Zalone (o forse sarebbe meglio dire Luca Medici) non si comporta come uno che ha dominato il botteghino. Parla delle figlie come un padre qualunque, con una quotidianità fatta di impegni e richieste assurde. La figlia maggiore, Gaia, va a cavallo praticamente ogni giorno e lui nelle interviste racconta – anche un po’ orgoglioso – quanto sia impegnativo: il cavallo va curato, fatto muovere, seguito. E sì, ne ha comprati più di uno, anche se da pugliese scherza sul fatto che prima li conosceva più “in braciola” che in maneggio.

Con la stessa leggerezza ha raccontato anche la separazione dalla compagna storica, Mariangela, sottolineando che non si erano mai sposati ufficialmente e che oggi mantengono buoni rapporti. E sul gossip che lo accostava a Virginia Raffaele ha risposto come risponderebbe un amico al bar: sdrammatizzando e spegnendo la miccia.

Palestra, musica e timidezza: il lusso vero di Checco Zalone è restare se stesso

Forse qualcuno rimarrà deluso, ma Checco Zalone non fa certo una vita da divo. Dice di allenarsi tutti i giorni, è vero, ma con la solita autoironia: “fa tutto il personal trainer”, rivela. Lui invece “non fa quasi niente”. È il suo modo di smontare l’idea della star perfetta, quella sempre performante e impeccabile. E invece in quel modo di sdrammatizzare c’è davvero tutto, oltre il successo: uno sguardo sul mondo da attento osservatore. Di chi guarda tutto, ma con leggerezza. Sembra solo una provocazione, ma in realtà è un meccanismo tipico del suo stile: non difendersi mai in modo serio, non costruire un personaggio “migliore”, ma prendere l’attacco e renderlo spettacolo

Poi c’è la musica, la sua vera ossessione “domestica”: Checco suona le tastiere da quando è un ragazzino, tanto che ancora oggi si sente più musicista che attore. E questa passione che si porta dietro è come una stanza privata nella quale rientrare quando tutto il resto diventa troppo grande.

E l’anima da musicista rimane anche nella sua innata timidezza, in quella strana ritrosia che non gli fa amare le interviste – non per snobismo, ma perché pensa che il pubblico meriti risposte migliori delle sue.

Zalone non vende la favola del comico “puro” o dell’artista che vive sopra le parti. L’ansia del giudizio lo accompagna ogni giorno, sa che la popolarità va maneggiata con cautela. È come se, dietro l’uomo dei record, ci fosse sempre lo stesso istinto: provare restare con i piedi per terra, e far ridere proprio mentre il mondo prova a metterti su un piedistallo.

Cerco di vivere tutto con naturalezza”, ha detto riferendosi al successo e cercando di raccogliere una sintesi stessa di quello che è il personaggio che ha creato. Spontaneo, a volte spigoloso, un po’ scomodo e pieno di difetti. Come è davvero anche lui nella realtà, come siamo tutti davvero. Forse è proprio questo il suo superpotere: battere ogni record, senza comportarsi mai come se gli spettasse.

più popolari su facebook nelle ultime 24 ore

vedi tutti