Gruppo di amici acquista un bosco per salvarlo dal disboscamento

Succede in Italia: alcuni amici hanno deciso di unire le forze e salvare un bosco acquistandolo e cercando di preservarne la biodiversità.

12 Giugno 2020
Se condividi l'articolo su Facebook guadagni crediti vip su Libero Cashback Risparmia con lo shopping online: a ogni acquisto ti ridiamo parte di quanto spendi. E se accumuli crediti VIP ottieni rimborsi più alti!
Fonte: 123RF

Come salvare un bosco e promuovere, nello stesso tempo, l’amore per la natura e la biodiversità? Aldo Cucchiarini, educatore ambientale, insieme a altre 12 persone ha deciso di acquistarne uno, come racconta la rivista Altraeconomia. Succede tutto in Italia e, per la precisione, nel comune di Apecchio (provincia di Pesaro): qui sorge un’area di 33 ettari nota come Bosco per sempre Regina solitamente utilizzata per ricavare dagli alberi legna da ardere. Un’abitudine non gradita da Aldo e da altri suoi conoscenti abitanti della zona, che hanno così deciso di acquistarla.

“In tutto l’Appennino ci sono troppi boschi ‘poveri’, perché vengono tagliati in continuazione e gli alberi sono tutti molto giovani. – racconta lo stesso Aldo a Altraeconomia – È capitata l’occasione, perché andava all’asta questo bosco, derivante dal fallimento di un’azienda, ad un prezzo interessante: la vendita era andata deserta diverse volte, perché le aziende forestali stavano aspettando che il prezzo calasse ancora”.

“Subito abbiamo coinvolto il dipartimento di Scienze agrarie e forestali (Dafne) dell’Università della Tuscia di Viterbo, che porta avanti studi all’avanguardia sulle foreste vetuste, sul tema del restauro forestale e sull’importanza dello stoccaggio del carbonio. – continua a raccontare Aldo – Abbiamo invitato il professor Bartolomeo Schirone (è il presidente del corso di laurea in Scienze della montagna, presso la sede di Rieti dell’Università, ndr) per un sopralluogo, e con lui abbiamo girato il bosco in lungo e in largo. In alcuni punti potremmo fare dei diradamenti e lavorare a una riconversione ad alto fusto. Vogliamo riportare il bosco ad uno stato di naturalità, ci sono cinque ettari che possiamo rimboschire, e poi potremmo sperimentare i modelli migliori di gestione, usando il taglio ceduo e scegliendo poi tra i polloni che nascono dalle ceppaie i fusti più affidabili, più robusti”.

più popolari su facebook nelle ultime 24 ore

vedi tutti