Guerra in Iran, la previsione inquietante del "Nostradamus cinese": ciò cambierà per sempre l'ordine globale

Secondo l’analista e ricercatore Xueqin Jiang, un eventuale conflitto tra Stati Uniti e Iran potrebbe cambiare l’ordine globale: Teheran avrebbe vantaggi strategici e preparazione militare accumulata in decenni

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Alessia Malorgio

Alessia Malorgio

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Le tensioni tra Stati Uniti e Iran rischiano di trasformarsi in un conflitto più ampio in Medio Oriente. Negli ultimi giorni, droni e missili iraniani avrebbero colpito diversi obiettivi nella regione, mentre un drone sarebbe arrivato persino a colpire un aeroporto in Azerbaigian.

Il presidente statunitense Donald Trump ha riconosciuto che la risposta iraniana agli attacchi congiunti di Stati Uniti e Israele, iniziati il 28 febbraio, potrebbe estendersi anche oltre il Medio Oriente.

In un’intervista alla rivista Time, Trump ha dichiarato che l’amministrazione americana sta valutando tutte le possibili conseguenze. “Ci pensiamo continuamente. Ci prepariamo. Ci aspettiamo alcune cose. Come ho detto, alcune persone moriranno”, ha affermato. “Quando si va in guerra, alcune persone moriranno”.

La previsione del “Nostradamus cinese”

Nel dibattito internazionale è riemersa anche una previsione fatta dall’accademico e ricercatore Xueqin Jiang, spesso soprannominato dai media il “Nostradamus cinese”.

Jiang utilizza strumenti come la teoria dei giochi e l’analisi dei modelli storici della politica internazionale per formulare scenari futuri. In un video pubblicato nel 2024 sul suo canale YouTube Predictive History, l’analista aveva presentato tre grandi previsioni.

Secondo Jiang:

  • Donald Trump avrebbe vinto nuovamente le elezioni presidenziali;
  • gli Stati Uniti sarebbero entrati in guerra con l’Iran;
  • e infine Washington avrebbe perso il conflitto, cambiando per sempre l’equilibrio globale.

Durante quella lezione, Jiang spiegava ai suoi studenti: “Quest’anno faccio tre grandi previsioni: Trump vincerà a novembre, gli Stati Uniti entreranno in guerra con l’Iran e, terzo, gli Stati Uniti perderanno questa guerra. Questo cambierà per sempre l’ordine mondiale”.

Perché l’Iran avrebbe un vantaggio

In una recente intervista, Jiang ha ribadito la sua analisi, sostenendo che l’Iran sarebbe meglio preparato per un conflitto prolungato.

Secondo il ricercatore, Teheran si sarebbe preparata per questo scenario per oltre vent’anni, accumulando esperienza e studiando le capacità militari dei suoi avversari. “È una guerra di logoramento tra Stati Uniti e Iran”, ha spiegato. “Gli iraniani si preparano da due decenni e hanno avuto molte occasioni per testare le capacità di attacco di Israele e degli Stati Uniti”.

Il problema dei droni Shahed

Un’altra preoccupazione riguarda l’uso massiccio di droni relativamente economici, come gli Shahed, impiegati dall’Iran.

L’ammiraglio Sandy Winnefeld, ex vicepresidente dello Stato Maggiore congiunto degli Stati Uniti, ha avvertito che questi droni potrebbero mettere sotto pressione le difese americane.

Il problema è anche economico: un drone Shahed può costare circa 20.000 dollari, mentre un missile difensivo del sistema Patriot missile system può arrivare a 4 milioni di dollari. “È una corsa contro il tempo”, ha spiegato Winnefeld. “Bisogna chiedersi chi finirà prima le proprie scorte”.

Le strategie dell’Iran nella regione

Secondo Jiang, l’Iran avrebbe inoltre sviluppato negli anni una strategia indiretta attraverso alleati e gruppi armati nella regione, tra cui: Hezbollah, Hamas, Houthi, diverse milizie sciite in Medio Oriente. Attraverso queste alleanze, Teheran avrebbe studiato a lungo il funzionamento della strategia americana, elaborando piani per indebolire progressivamente l’influenza degli Stati Uniti.

Le possibili conseguenze globali

Un eventuale blocco dello Stretto di Hormuz potrebbe interrompere il flusso di petrolio e generare una grave crisi economica globale. I Paesi del Golfo importano inoltre circa il 90% del loro cibo, il che renderebbe la regione estremamente vulnerabile a una crisi dei trasporti marittimi.

Secondo Jiang, proprio questi Paesi rappresentano un pilastro dell’economia occidentale. Per questo motivo un conflitto prolungato nella regione potrebbe avere conseguenze ben oltre il Medio Oriente.

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