I cani canori della Nuova Guinea non sono estinti

Un branco dei rarissimi cani canori della Nuova Guinea è stato avvistato in natura a Papua, in Indonesia.

3 Settembre 2020
Se condividi l'articolo su Facebook guadagni crediti vip su Libero Cashback Risparmia con lo shopping online: a ogni acquisto ti ridiamo parte di quanto spendi. E se accumuli crediti VIP ottieni rimborsi più alti!
Fonte: 123RF

Erano ritenuti ormai estinti, ma anche la scienza a volte deve fare un passo indietro, almeno quando la natura è pronta a smentirla. Stiamo parlando dei cani canori della Nuova Guinea, avvistati per la prima volta in 50 anni in natura, quindi al loro stato selvaggio e non in cattività. La notizia ha ovviamente fatto il giro del mondo, sorprendendo chi credeva che il raro animale fosse sopravvissuto solo in aree ristrette e sorvegliate. Si tratta di una rarissima razza di cani, così chiamata per l’ululato unico e a suo modo melodico: finora si credeva che ne fossero rimasti solo 200 esemplari, tutti in zoo o in centri adibiti alla salvaguardia degli animali in tutto il mondo e tutti discendenti dai loro antenati ‘liberi’ catturati negli anni ’70.

Nel 2016 alcuni ricercatori avevano già avvistato un branco a Papua, in Indonesia, per poi tornare nello stesso luogo anni dopo per raccogliere campioni di sangue e verificare di averci visto giusto. Prima di esultare, infatti, è necessario avere la conferma che il branco – e per la precisione i tre animali – fossero geneticamente collegati ai cani canori della Nuova Guinea.

Secondo lo studio emerso in seguito all’analisi dei vari campioni (pubblicato solo qualche giorno fa), il DNA dei tre esemplari sono strettamente imparentati. “All’inizio erano otto cani – ha dichiarato l’autrice dello studio, Elaine Ostrander, alla CNN – e si sono accoppiati tra di loro per generazioni, quindi hanno perso un po’ di diversità genetica”.

“I cani canori della Nuova Guinea sono rari – aggiunge poi Elaine – sono esotici. Hanno questa bellissima voce armonica che non trovi in nessun altro luogo in natura, per cui perdere questa specie non è una buona cosa. Non vogliamo che questo animale scompaia”. Ora la speranza è di riuscire a preservare il branco scovato a Papua e magari rinnovarli con altri esemplari in cattività.

più popolari su facebook nelle ultime 24 ore

vedi tutti