Il sito web dei figli per aiutare i genitori a trovare un lavoro

Tristezza e nervosismo sono due sentimenti comuni quando ci si imbatte nello sconforto dei giovani che non riescono a trovare un posto di lavoro degno di questo nome.

Eppure c’è un’altra disoccupazione, di cui non si parla spesso, ma è tragica allo stesso modo o anche di più rispetto a quella giovanile: quella che riguarda gli over 40.

La crisi economica, infatti, ha spesso costretto molte attività, più o meno grandi, a chiudere, causando la perdita di molti posti di lavoro.

E se un giovane può talvolta tentare la carta di spostarsi in un altro posto, seppur con sacrificio e dolore, più difficile è che lo stesso possa farlo un adulto con affetti e responsabilità familiari consolidate, in particolare se genitore.

Da qui l’idea di una classe di una scuola pugliese – la I A dell’Istituto ‘Galileo – Costa’ di Lecce – che ha deciso di rimboccarsi le maniche per dare un aiuto concreto agli over 40 in cerca di un nuovo lavoro.

I ragazzi, infatti, hanno deciso di mettere su una startup sociale, realizzando il progetto ‘JobOn – Accendiamo il lavoro ai forty’, ispirati da un caso che ha toccato uno di loro.

La classe, quindi, sta realizzando un sito web che permetta il dialogo tra la domanda e l’offerta di lavoro.

Il portale avrà due macro-sezioni: da un lato il ‘Cerco lavoro’ e dall’altro l’’Offro Lavoro‘. Grazie ad esse, le aziende potranno sia consultare il database dei potenziali candidati che pubblicare annunci, mentre le persone fisiche potranno elencare le proprie competenze.

Come si legge su VivaVoceWeb.com, uno dei ragazzi della I A ha spiegato che “se un bravo elettricista, saldatore o magazziniere dovesse, per qualsiasi motivo, perdere il lavoro, ci potrebbero essere imprenditori e aziende che, magari, ne hanno bisogno e non hanno nessun modo per saperlo e conoscerli. Con ‘JobOn’ sarà sufficiente consultare il database delle disponibilità e conoscere in tempo reale ogni possibile soluzione. Non è sicuramente una genialità, è semplicemente un servizio specifico che fa incontrare domanda e offerta, un servizio, però, che oggi non c’è”.

Dando a Cesare quel che è di Cesare, ecco i nomi degli startupper: Jacopo Accoto, Francesco Bianco, Davide Colella, Antonluca D’Amblè, Dario De Giorgi, Lorenzo De Giorgi, Debora De Pascalis, Gabriele De Vergori, Virginia Gargiulo, Giorgia Guarascio, Giuliano Ingrosso, Paolo Longo, Danilo Mauro, Luigi Ortesi, Federica Pellè, Alessandro Perrone, William Presicce, Alessandro Quarta, Lorenzo Tortorella, Ludovica Zecca e Endri Zenelaj.

Un’idea non innovativa ma senza dubbio utile in una terra già di per sé condizionata dalle poche possibilità di lavoro, dove si cercherà almeno di facilitare la comunicazione tra aziende e disoccupati.

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