La nostra memoria non è affidabile come pensiamo: lo studio

Nel richiamare alla memoria gli eventi passati spesso si manifestano piccoli errori

31 Maggio 2021
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Fonte: 123rf

Siete soliti pensare di avere una memoria di ferro e di poter fare affidamento su di essa per ricordare eventi del passato? Bene, uno studio mette in discussione questa certezza e ci avverte del fatto che spesso modifichiamo i fatti aggiungendo falsi particolari, senza neanche accorgercene.

Sono tante le ragioni per cui ogni volta che ricordiamo qualcosa di lontano nel tempo compaiono modifiche varie: da cosa crediamo sia vero a ciò che vorremmo lo fosse, oppure per qualcosa che qualcun altro ci ha detto sull’evento in questione, o per ciò che vorremmo quella persona pensasse.

Un esempio lampante si ha pensando ai racconti. Come riporta Businessinsider.com quando descriviamo i ricordi ad altre persone, usiamo modi diversi di raccontare in base a chi sta ascoltando. Potremmo infatti esserci domandati se fosse importante attenerci ai fatti o far ridere il nostro interlocutore. Potremmo inoltre essere portati a cambiare alcuni particolari della storia secondo il carattere dell’ascoltatore o la sua opinione politica. Ci sono studi che mostrano che quando raccontiamo i nostri ricordi a diversi uditori cambia non solo il messaggio ma delle volte pure il ricordo stesso. È quel che si chiama “effetto sintonia con l’ascoltatore”.

I nostri ricordi possono cambiare spontaneamente nel tempo, per effetto del come, quando e perché vi abbiamo avuto accesso. Il semplice atto di riorganizzare un ricordo a volte può essere esattamente ciò che lo renderà suscettibile di un’alterazione. Questo fenomeno è conosciuto come “retrieval-enhanced suggestibility”, ovvero suggestionabilità aumentata dal richiamo.

Secondo una teoria, riorganizzare un ricordo di eventi passati può rendere malleabile il ricordo stesso per un certo tempo. Richiamare qualcosa alla memoria è, per dirla in altri termini, come tirare fuori dal freezer un gelato e lasciarlo al sole per un po’. Nel tempo che il nostro ricordo impiega a tornare nel freezer si può verificare una deformazione, soprattutto se qualcuno nel frattempo qualcuno si intromette.

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